Quello che vorremmo dire alle matricole

Quello che vorremmo dire alle matricole

Quello che vorremmo dire alle matricole e ad ogni studente/studentessa che frequenta l’università:

L’università non è una gara. Anche se sembra essere solo uno slogan propinato di tanto in tanto, è importante rendersi conto che davvero l’università non è (e non deve) essere una gara. Innanzitutto perché ogni attività che svolgiamo non può (e non deve) essere una gara. Questa inclinazione alla competizione è spesso frutto di insegnamenti errati inculcati tra i banchi di scuola dove si asseconda la logica del “sii il più bravo/a” o “sii il/la primo/a” anziché “siate tutti preparati”. La competizione verso il proprio compagno di studi viene insegnata da piccoli e purtroppo serve un po’ di tempo per rendersi conto di quanto sia inutilmente faticoso, oltre che opprimente, lavorare su se stessi solo per essere migliore di qualcun altro. La cultura, quella vera, ha lo scopo di renderci migliori ma non se paragonati ad altri e neanche forse se paragonati a noi stessi. Ci rende migliori solo perché la cultura è e resta uno strumento per migliorare il nostro modo di pensare e guardare il mondo. Quando si comprende questo, ci si approccia allo studio in modo diverso e ci si libera dal clima competitivo che si vive ovunque. L’auspicio è questo: studiare intimamente, guardando più dentro che fuori.

Essere insicuri è normale. Avere qualche timore, verso lo studio, verso qualche ambiente, o qualche attività in particolare, è normale. Così come è normale sentirsi a volte spaesati e persi. L’università è un luogo ricco di strade, vicoli, cunicoli e distese di verde. Ci sono più luoghi di quelli che all’inizio riuscirai a vedere, non avere paura di scoprirli, di prendere una strada che non conosci, di approcciarti ad un sentiero nuovo. Avere dubbi va bene. Domandare va bene. Non sapere rispondere va bene. Non avere paura di non essere ancora pronto, sei qui per imparare e prepararti. 

Denuncia. Se subisci molestie, aggressioni, discriminazioni, denuncia. Parlarne con chi ti ispira fiducia. Scrivi ai referenti dell’ateneo o a qualche associazione. Se pensi che su di te sia stata fatta una qualche forma di ingiustizia, non tenerlo per te. Condividi. Scegliamo insieme di costruire un’università tollerante e rispettosa verso chiunque.

Scrivi al Centro Counseling. Se ti va, se ne hai bisogno, se ti senti giù, se provi emozioni negative, se non ti senti bene con te stesso/a, se soffri di ansia o di panico. Qui c’è chi può aiutarti in modo gratuito. È un tuo diritto stare bene, esercitalo.

Vivi intensamente. Resta all’università di pomeriggio, iscriviti ad un corso extra, conosci i tuoi rappresentanti in area didattica, chiedi informazioni, entra in un’aula libera, prenota un posto in biblioteca, prendi in prestito un libro, proponiti per il part-time, fai una passeggiata, cerca le opere artistiche del campus, esplora e vivi tutto quello che ti ispira.

-Aggregati. Il percorso universitario è sempre un percorso personale. Ma le nostre personalità possono, e forse devono, svilupparsi insieme a quelle altrui. Se ritieni che un ambiente possa essere salutare per la tua formazione, frequentalo. Allo stesso modo, se senti di esserti avvicinato/a a qualche realtà tossica, sii abbastanza forte da allontanartene (o chiedere aiuto per farlo). Le associazioni studentesche sono nate e crescono per questo: per mettere insieme istanze, pensieri e idee che solo attraverso un lavoro di gruppo prendono forma. Non importa quale scegli, importa solo che tu sia sicuro/a che sia l’ambiente giusto. Quando vivrai quell’esperienza, ti renderai conto che vedere e vivere l’ateneo sotto la prospettiva associazionistica dà qualcosa in più al proprio percorso e soprattutto fa sentire davvero più parte integrante della comunità accademica.

Prenditi il tuo tempo. Organizza lo studio secondo le tue esigenze, cerca il tuo metodo, sentiti libero/a di procedere alla velocità a cui tu senti di voler andare. Se hai bisogno di una pausa, falla. Se hai bisogno di fare diversamente rispetto a quello che fanno i tuoi compagni di corso, fallo. Respira, e prenditi il tuo tempo. Organizza le attività secondo le tue necessità.

-Informati. L’università è una grande macchina organizzativa. Funziona in un certo modo e offre alcuni specifici servizi. Informati su di essi, sull’organizzazione del tuo dipartimento e quando ci saranno le elezioni studentesche e verranno a chiederti un voto, non essere impreparato/a. Conosci gli organi, le loro competenze e chiedi ai candidati (e a quelli che verranno eletti) di affrontare le tematiche che tu riterrai importanti.

-Crea istanze. L’università non è un luogo idilliaco. Ti imbatterai in aule stra-piene dove non troverai posto per sederti, in un calendario pieno zeppo di sovrapposizioni di esami, in pullman affollati e corse mancate, a volte farai tardi nonostante il largo anticipo con cui ti sarai preparato/a, ti imbatterai in spazi chiusi per allagamento, vetri rotti dal vento e postazioni senza sedie. Fai presente i disservizi in cui ti imbatterai. Crea le tue istanze.

– Se puoi, aiuta. Ricorda che accanto a te ci sono studenti e studentesse come te, che vivono le tue stesse difficoltà di studio e che si portano dentro trascorsi che non conosci. Non essere giudizioso e se puoi aiutare, fallo. Ricorda: non c’è una competizione, non devi essere migliore di qualcuno/a.

In fine, segui te stesso/a. Troverai tante persone che vorranno dirti cosa fare e come farle. Ascoltali e poi scegli liberamente. Sviluppa la tua personalità, scegli il tuo livello di conoscenze, procedi secondo il tuo sentire, metti te stesso/a al centro della tua formazione. Liberati da ogni pregiudizio e preconcetto. Il sapere ci rende migliori solo perché ci spinge a guardare e pensare il mondo in modo diverso. Assicurati di cambiare ed essere una persona diversa da quella che sei oggi.