Studiare tra posti vacanti e prenotazioni inaccessibili

Studiare tra posti vacanti e prenotazioni inaccessibili

Tra le mancanze più sofferte nell’ultimo anno c’è sicuramente l’impossibilità di recarsi in ateneo per studiare in biblioteca. Dopo oltre un anno di didattica a distanza, la biblioteca umanistica ha finalmente aperto al pubblico le sale che consentono la consultazione e lo studio in sede dei testi. Mascherina e igienizzazione delle mani saranno obbligatori. Non si può accedere direttamente alle collezioni nè si può farne richiesta al desk della sala. Si deve invece aspettare che il personale bibliotecario passi accanto ai banchi per raccogliere le richieste e provvedere a consegnare il materiale. Alla struttura si può accedere dalle 09:00 alle 14:00 dal lunedì al venerdì, ed è obbligatoria la prenotazione sul sito apposito (urly.it/3dh1t).

Da alcuni movimenti social si apprende che non sono pochi i casi di persone che non rispettano l’impegno preso attraverso la prenotazione lasciando il posto formalmente occupato ma sostanzialmente vuoto. È il canale social della biblioteca a darne notizia, invitando coloro che effettuano la prenotazione a disdire in caso di impossibilità a raggiungere il campus.

In effetti riuscire a prenotare un posto in biblioteca sembra essere un’impresa tutt’altro che semplice. Le prenotazioni si aprono di settimana in settimana allo scoccare della mezzanotte. Per occupare un posto di giovedì, ad esempio, è necessario attendere il giovedì prima e magari tentare già a mezzanotte la prenotazione dal momento che sono alte le probabilità di non trovare più posto già di mattina.

Vista la difficoltà nel riuscire ad occupare un posto, è effettivamente un peccato lasciarne uno vacante perché non si è provveduto alla cancellazione. C’è chi sospetta che possa trattarsi di un semplice escamotage per ottenere il codice ed entrare nel campus senza di fatto usufruire della possibilità di studiare in biblioteca. Ma al di là di questo, è chiaro che l’offerta non soddisfa la domanda. Per quanto l’apertura della biblioteca umanistica possa essere un grosso passo in avanti, non sembra essere sufficiente per rispondere all’esigenza di studenti e studentesse.

Il tema degli spazi è e continua ad essere un tema portante del ritorno in presenza della classe studentesca. Nel momento in cui si chiede (legittimamente) agli studenti e alle studentesse di ritornare a vivere il campus sostenendo gli esami in presenza e seguendo le lezioni dal vivo, è necessario tornare a garantire tutti quei servizi che nella vita degli studenti e delle studentesse non sono di contorno ma costituiscono momenti e parte integrante della esperienza universitaria. Lo studio rientra sicuramente tra questi. Prima lo si poteva improvvisare su una panchina, al bar, in un’aula libera, in qualsiasi punto dei campus. Ora che è necessario controllare gli ingressi, è doveroso prevedere tali spazi consentendo l’accesso alle aule studio sempre nel rispetto delle normative anti-covid. Per tornare a mettere seriamente gli studenti e le studentesse al centro della programmazione socio-politica dell’ateneo.