Un QR Code apre tutta l’Unisa

Un QR Code apre tutta l’Unisa

Giovedì 15 luglio è stato approvato un “aggiornamento del Protocollo di Sicurezza dell’Ateneo in materia di prevenzione e contrasto al Covid-19” relativo all’accesso al campus e alle norme anti-contagio da osservare all’interno dell’Ateneo. La classe studentesca e il personale interno è costretta ad un approccio alla frequentazione del campus completamente diversa da quella che, ormai da anni, aveva interiorizzato e classificato come “normalità”, fatta di libertà d’entrata ed uscita dall’Unisa in completa autonomia. La sosta interna al campus era, ormai da più di un anno, regolamentata e relativa ad attività necessarie, soprattutto per la comunità studentesca, per proseguire il proprio percorso universitario: prestito/consegna testi, ritiro documenti, poi lezioni ed infine, dal mese scorso, prenotazione postazioni in biblioteca. Con il procedere della campagna vaccinale (il personale ha avuto la possibilità di vaccinarsi mesi fa, seguito poi da tutte le persone maggiorenni di età inferiore ai quarant’anni) la governance d’Ateneo ha deciso di compiere un passo ulteriore verso la ripresa: per la componente studentesca e per il personale, l’accesso al campus sarà libero (in osservanza delle norme anti covid). Per accedere all’università di Salerno, sarà necessario richiedere attraverso un modulo da compilare disponibile sul sito un QR Code “permanente”, da conservare ed usare all’occorrenza per entrare all’interno della struttura. Dopo aver inserito le proprie credenziali, sarà necessario spuntare alcune caselle che fungeranno da “autodichiarazione” relativa al proprio stato di salute. 

Verrà richiesto di confermare:

. di aver preso visione del  nuovo protocollo di sicurezza;

. di aver verificato ed automonitorato le proprie condizioni di salute prima dell’accesso al campus (temperatura corporea, sintomi riconducibili ad infezione da Covid-19, non aver avuto contatti recenti con persone positive, non essere in quarantena o isolamento fiduciario, non provenire da zone a rischio dichiarate dalle autorità regionali e nazionali);

. di essere a conoscenza di comportamenti non corretti e passibili di sanzioni;

. di custodire il QR Code, di non cederlo a terze persone e di utilizzarlo per esigenze personali.

Il QR Code potrà essere conservato all’interno della casella di posta universitaria e sarà possibile stampare un’autodichiarazione in cui si riportano tutte le conferme espresse in precedenza durante la compilazione del modulo. Per chiunque abbia invece bisogno di accedere al campus come persona esterna all’Ateneo, potrà compilare un modulo alternativo in cui, dichiarati i propri dati, dovrà specificare il motivo della visita e compilare un’autodichiarazione simile a quella citata in precedenza. In questo caso, il Qrcode rilasciato sarà temporaneo e non permanente. 

 

autodichiarazione per il Qr code
autodichiarazione per esterni

Le regole interne al campus relative alla prevenzione dovranno comunque essere rispettate. Le prenotazioni delle postazioni studio all’interno di aule apposite o in biblioteca, verranno erogate con gli stessi sistemi adoperati in precedenza (portale online della biblioteca, piattaforme software già attive (Easyplanning, Easy Lesson). I punti ristoro e i servizi igienici saranno accessibili rispettando il distanziamento sociale, uso della mascherina (anche all’aperto) e sanificazione delle mani. 

É online sul sito dell’università una mappa relativa ai varchi d’accesso con Qr Code disponibile nei pressi del campus. 

L’accesso all’Ateneo tramite un Qr Code permanente è uno step importante, rappresenta un cambiamento effettivo per chi frequenta l’università: se in precedenza programmare una visita all’interno dell’università risultava complicato e contingente a poche attività da poter svolgere nelle strutture, con le nuove modalità arrivare all’università ritornerà, almeno in parte, ad essere una prospettiva molto più presente nella vita della classe studentesca, destinata a ritornare una possibilità permanente del proprio percorso universitario: entrare ed uscire liberamente dall’ateneo, viverlo, sostare al suo interno, tornare ad abitarlo. Siamo però tuttavia ancora del tutto partecipi di un’emergenza sanitaria che può risultare ancora insostenibile se il ritorno alla normalità è equiparabile alla semplice messa in atto di tutti gli errori fatti in precedenza e che hanno, con o senza Covid, rappresentato un ostacolo per il diritto allo studio e per le esigenze di tutta la comunità studentesca. Nonostante il personale sia coperto in toto dalla vaccinazione anti covid-19, le persone più giovani, a causa dei vari stop relativi all’aumento di effetti indesiderati legati ai vaccini a vettore virale, non sono interamente protette da entrambe le dosi. L’autodichiarazione fornita dall’università addebita interamente a chi accede la responsabilità personale in caso di contagio. Ciò può essere corretto se si fa riferimento ad un comportamento scorretto del singolo individuo, ma l’accesso ad una struttura prevede una serie di azioni di cui la governance d’Ateneo è in questo caso direttamente responsabile insieme a terzi. Non si è ancora a conoscenza di un accordo tra l’Università di Salerno e le aziende relative ai trasporti che preveda un aumento delle corse, un provvedimento necessario affinché si possa realmente arrivare in sicurezza al campus. I mezzi di trasporti sovraffollati sono infatti uno dei maggiori veicoli di contagio a causa del mancato distanziamento sociale. Le attività previste all’interno della cittadina universitaria sono ancora molto limitate -non vi sono lezioni, ma solo esami, non è possibile organizzare eventi di nessun tipo-. Se le nuove normative sono il preludio di una nuova normalità, di un “liberi tutti”  a settembre/ottobre, è necessario che ogni student* abbia la sicurezza di poter giungere all’interno del campus su un mezzo di trasporto adeguato, ma da sempre inadeguato anche prima dell’avvento di una nuova malattia altamente infettiva.

Il banco di prova è iniziato, con la speranza che questo nuovo “apri tutto” faccia da ponte per una nuova maniera di concepire gli spazi universitari e che tenga conto e deresponsabilizzi chi, tutti i giorni, li frequenta. 

 

La Redazione