Elezioni: Graziano Marinaro

Elezioni: Graziano Marinaro

Nei giorni di 23, 24 e 25 marzo 2021, la classe studentesca sarà chiamata a prendere parte alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza degli studenti negli Organi Collegiali dell’Università degli Studi di Salerno per il prossimo biennio. Tra questi si voterà anche per il Nucleo di Valutazione. Abbiamo incontrato il candidato della coalizione Studenti Unisa e membro dell’associazione FormaMentis iscritto al corso di laurea Magistrale in Scienze Statistiche per la Finanza, Graziano Marinaro per affrontare i temi presenti nel programma elettorale.

Visto l’organo in cui ti candidi, quale significato attribuisci ai termini quali “qualità” e “valutazione”?
Per me la carica del Nucleo di Valutazione è una delle fondamentali, non a caso viene definita apicale o in generale attribuita all’ateneo. Qualità non deve essere inteso come parametro, qualità deve essere il nostro aggettivo. Dobbiamo essere di qualità. Per me vuol dire tanto il Nucleo e spero di riuscire a lavorare al meglio.

Il Presidio della Qualità di Ateneo si compone di un esperto, otto docenti, un responsabile e del Presidente del Consiglio degli Studenti. Come valuti la presenza all’interno dell’organo del Presidente del Consiglio degli studenti? Ritieni che ci sia su questo tema abbastanza consapevolezza da parte di coloro che concorrono al Consiglio degli studenti e in generale della rappresentanza?
Io credo che l’interazione tra gli organi sia fondamentale. Mi riferisco non solo all’università, ma anche al territorio: ho avuto modo di far parte di realtà giovanili e il confronto con chi prima ha avuto esperienza in quell’ambito lo considero fondamentale. Quindi sono contento che il Presidio di Qualità di ateneo sia strutturato in questo modo. Sono uno dei rappresentanti, in area didattica, uscenti e credo che in due anni sono cresciuto tanto, sia come rappresentante che come persona. Mi aspetto che chi come me ha fatto questo percorso abbia raggiunto la stessa crescita, quindi credo che i ragazzi che si sono messi in gioco siano all’altezza.

Le commissioni paritetiche sono tra gli autori principali protagonisti del sistema di “Assicurazione Qualità”. Secondo te questi organi sono valorizzati abbastanza? Posseggono tutti i mezzi per comprendere le difficoltà degli studenti all’interno dei corsi di laurea?
Credo che l’organo sia importante e che il lavoro che deve essere fatto, vada fatto sugli studenti. Deve essere un lavoro di coscienza su quanto sia importante la paritetica. L’organo di per sé funziona e funziona bene. L’unica pecca, secondo me, è quella della poca consapevolezza da parte di molti sull’importanza di questo organo. Lo strumento principale sul quale lavorano è il questionario di valutazione che gli studenti compilano e credo che spesso gli studenti non si rendono conto che hanno un’arma da poter sfruttare.  Da questo punto di vista mi sento di non condannare il rappresentante alla paritetica che magari viene visto sotto una luce che lo sminuisce. Reputo veramente alla pari ogni ragazzo che si mette in gioco e non ti nascondo che sia come rappresentante alla didattica che come Nucleo di Valutazione sono pronto a fornire la stessa presenza nei corridoi di questi ultimi due anni. Credo sia un sentimento che accomuni tutti noi di Studenti Unisa: la nostra idea di rappresentanza non si limita al momento elettorale e quindi alla stella da mettere sulla spalla perché sono nel Nucleo. A me piace questo tipo di rappresentanza, che sia nel Consiglio didattico, nella Commissione paritetica, nel Nucleo di Valutazione, nel Senato Accademico. Credo di poter parlare a nome di tutto il gruppo quando dico che tutti i candidati eletti saranno fondamentali per realizzare il nostro progetto.

Visti i ruoli di Presidente del Consiglio degli studenti (nel Presidio di Qualità) e delle commissioni paritetiche; quanto credi sia importante e migliorabile il rapporti di sinergia tra gli organi interni al campus e tra le stesse rappresentanze studentesche?
Il Presidente del Consiglio degli studenti ha un ruolo delicato che è quello di presiedere trenta ragazzi. Credo sia giusto che la figura sia dentro il Presidio di qualità perché il Consiglio degli studenti è un organo trasversale ed è giusto che sia in contatto anche con gli altri organi. Proprio per questo mi sento di dire che è giusto che la rappresentanza, da questo punto di vista, sia piuttosto fluida nel senso che deve esserci il confronto tra gli organi, è necessario. Credo che un Senato accademico senza le paritetiche o senza il Consiglio didattico che gli porta le istanze, è un Senato privato del suo ruolo. Un Senato che non ascolta la didattica, che non sa che problema ha un corso di laurea, è un Senato che poi in seduta di quale problema discute? Credo sia necessario che ci sia confronto e tangenza da tutti gli organi di rappresentanza. Come rappresentante in area didattica ho avuto davvero vita facile nel parlare con il mio rappresentante in Dipartimento, da questo punto di vista sono felice di come funziona la rappresentanza e sono sicuro che anche chi avrà la fortuna di poter lavorare al posto nostro tra gli organi di Dipartimento vivrà lo stesso sentimento di armonia con gli apicali. Credo che gli organi di Dipartimento (paritetica, didattica) insieme al Consiglio degli studenti siano quelli che poi veramente fanno la rappresentanza sul campo perché sono quelli che hanno la possibilità di ascoltare gli studenti in modo più capillare nonostante io abbia ribadito che, anche se candidato ad un organo apicale, sono disponibile ad ascoltare ogni voce. Ma è ovvio che sarà difficile ascoltare tutti, quindi da questo punto di vista devono venire in soccorso quelli che sono gli organi dipartimentali.

I questionari di rilevazione delle opinioni degli studenti non possono essere compilati dai fuori corso o in generale dagli studenti che scelgono di non seguire un determinato corso un anno e di seguirlo eventualmente l’anno dopo. Che opinione hai a riguardo?
Per il fuoricorso si presuppone che lo abbia compilato quando era in corso. Forse si può pensare ad una rimodulazione perché ho conosciuto ragazzi che sono diventati fuori corso per terzi motivi (lavoro o impegni familiari). Il campus è sicuramente vario da questo punto di vista. Non mi sento di porre delle barriere nette di confini precisi perché, vuoi o non vuoi, quando si pongono delle linee c’è sempre una parte che viene favoreggiata e l’altra che magari viene danneggiata, quindi il lavoro che va fatto è quello di cercare di dare il giusto spazio a tutti, sia ai fuoricorso che ai ragazzi in corso. Il ragazzo che non ha avuto il tempo materiale di seguire un corso, è giusto che abbia la possibilità di esprimere la propria opinione quando frequenta il corso, anche se non è fuoricorso.

Come valuti la circostanza che i questionari sono obbligatori e che in mancata compilazione degli stessi si è impossibilitati a prenotare un esame?
Sull’obbligatorietà sono convinto che serva. Può essere abolita nel momento in cui è fatta una vera campagna di sensibilizzazione degli stessi. Ci possiamo ricollegare a quello detto prima: c’è poca consapevolezza su quello che fa di preciso l’organo, magari è giusto almeno per il momento mantenerlo. Però è una delle rigidità che possono essere rimodulate. Soprattutto se ci immaginiamo un questionario compilabile soltanto quando si frequenta: verrà sicuramente meno anche il principio di obbligatorietà, su cui per ora sono a favore.

Evidenzi la necessità di una campagna di informazione.
Le strutture del gruppo Studenti Unisa credo stiano facendo un buon lavoro di chiarezza su quelli che sono gli organi perché non ti nascondo che anche miei amici mi hanno chiesto cosa fosse il Nucleo di Valutazione quando li ho informati della mia candidatura. Mi rendo conto che effettivamente per chi non è nel giro della rappresentanza magari ha poca percezione di quello che stiamo andando a fare, quindi effettivamente da questo punto di vista è avvantaggiato il consigliere di area didattica perché sta più in contatto con gli studenti, è presente nell’aula e quindi ha una vita un po’ più facile. Il lavoro che stiamo facendo come Studenti Unisa è quello di far capire ai ragazzi cosa stiamo andando a votare, perché non nascondo che un altro paio di amici, sempre per il poco interesse che hanno per la rappresentanza, hanno dato un po’ per scontato il loro voto nei miei riguardi, mentre io facevo riflettere sul fatto che non è che votano me per me farmi il piacere ma va in ogni caso espresso un voto su tutti gli organi nei quali ci presentiamo come Studenti Unisa. Perché una rappresentanza verticale è necessaria. Io faccio il Nucleo di valutazione se ho qualcosa da valutare, se nessuno viene a fare il Consigliere didattico, il Senatore ecc viene meno anche il mio ruolo.

Dal 5 giugno 2020 ai questionari sono stati aggiunti i seguenti quesiti:
Le soluzioni tecnologiche utilizzate per l’erogazione della didattica a distanza sono di facile utilizzo?
-Ritiene che le metodiche di insegnamento adottate in modalità a distanza siano state nel complesso efficaci per il trasferimento delle conoscenze?
-Si ritiene complessivamente soddisfatto dell’esperienza della didattica a distanza?
Avresti aggiunto qualche altro quesito? Li ritieni sufficienti?
I quesiti credo siano abbastanza generali in modo tale da racchiudere al meglio il discorso dad per lo studente. Forse andava quasi fatto un questionario a parte dato che ci troviamo in un particolare momento storico. Non so se avrei saputo fare di meglio, ma sono sicuro che chi ha pensato alle domande le ha pensate in modo tale da poter poi ragionare su quelle che erano le risposte, quindi avere abbastanza dati su cui poter ragionare. Mi sento di dare un feedback positivo sulle domande.

Ritieni che l’istituzione della figura del Garante dei diritti degli studenti possa essere un elemento a vantaggio di eventuali considerazioni negative emerse all’interno di una compilazione del questionario?
Assolutamente sì. È una figura contemplata dal regolamento quindi va nominato a prescindere. Sicuramente sarà una figura utile perché è una figura che affianca un po’ noi e un po’ gli studenti, voluta da tutto il gruppo Studenti Unisa e con criterio. 

Quale figura immagini possa essere? Un semplice delegato del Rettore o una commissione ah hoc, una specie di commissione paritetica quindi con anche gli studenti?
Mi sento di dire che forse è meglio una commissione. Bisogna ragionarci. Il fatto di contemplare in un organo una componente di studenti e una componente di tecnici piuttosto che di delegati è sicuramente una cosa positiva. Da questo punto di vista credo che tutto il gruppo Studenti Unisa sia aperto al dialogo su questa figura per individuare la migliore soluzione possibile.

La Scheda di Monitoraggio è un documento pre-impostato dall’ANVUR dove vanno inseriti dati specifici: quanti cfu sono stati conseguiti al primo anno, quanti hanno abbandonato il corso di laurea. Secondo te questi parametri così fissi sono giusti per valutare l’approccio che gli studenti e soprattutto le matricole hanno con i corsi di laurea?
Alcuni numeri devono essere un tantino rigidi semplicemente per la comodità di rappresentare statisticamente qualcosa. È un range di domande che secondo me ha senso perché ad oggi io che sono al mio secondo anno di magistrale ho coscienza del perché meno dell’1% degli studenti si laurea in due anni (dato di cui ho preso visione prima di iscrivermi), un dato che veniva preso sotto gamba all’inizio. Se uno pone la giusta attenzione sui numeri si ha un quadro generale un po’ più chiaro e secondo me va solo a favore dello studente. Magari uno studente che mi chiede informazioni sulla magistrale che frequento, gli posso rispondere facendogli notare che al primo anno su 65 CFU, l’80% degli iscritti ne prende 30. Questo significa che c’è bisogno di un lavoro impegnativo e costante e, dicendogli questo, magari faccio prendere coscienza allo studente della situazione quindi lo aiuto veramente. Altrimenti rischio soltanto di fuorviarlo e secondo me è un errore.

La Redazione