Numero chiuso a Salerno: la protesta di Fronte della Gioventù Comunista

Numero chiuso a Salerno: la protesta di Fronte della Gioventù Comunista

“Non farti rubare il lavoro, medicina è la casa di tutti”. È lo slogan di uno dei cartelli mostrati alle proteste per i test d’ingresso per la facoltà di medicina partite il 3 settembre presso numerose città italiane. Lo sorreggono due persone vestite di rosso con la maschera di Dalì: è necessario che le contestazioni diventino “pop” e che seguano i trend del momento. In effetti, ogni anno, diventa sempre più pop anche la discussione relativa all’ingresso libero alle facoltà di medicina e chirurgia e professioni sanitarie tutte. A maggior ragione quest’anno, data l’aria di ripartenza parallela all’imperterrito proseguire della crisi sanitaria: ospedali ancora saturi, terapie intensive in aumento, tutte situazioni che non occupano più le pagine dei quotidiani, la tv e i social, invasi da discussioni sterili tra fazioni no e pro vax. 

I test d’ingresso per le professioni sanitarie, l’ultimo step della categoria, si sono tenuti in numerosi atenei il 14 settembre, mostrando numeri contraddittori riguardanti l’accesso ai corsi di studio. Sono quasi 73.000 le aspiranti matricole desiderose di far parte dell’area accademica medico-sanitaria, ma solo 29.000 popoleranno le facoltà delle università italiane. Un numero esiguo non solo rispetto alla richiesta, ma anche rispetto all’esigenza già presente prima di marzo 2020, ma ancora più evidente dati gli avvenimenti trascorsi e l’incedere dell’emergenza. Dagli inizi di settembre, e non solo quest’anno, Fronte della Gioventù Comunista è stata caposquadra delle contestazioni presso numerosi decine di atenei in tutto il paese, mostrando il proprio dissenso verso il numero chiuso per le facoltà appartenenti all’area medico sanitaria. Il numero chiuso è andato di pari passo con i tagli alla sanità pubblica, e durante la crisi pandemica ne abbiamo pagato il prezzo. In Italia mancano medici e personale sanitario, dal 2010 sono stati chiusi più di 170 presidi ospedalieri (il 15%) e 800 poliambulatori in tutto il paese. Eppure nemmeno dopo 130mila morti e due anni di pandemia si cambia rotta, perché da questo attacco alla sanità pubblica ci guadagna il settore privato. In questi test la meritocrazia c’entra molto poco, sono una lotteria che penalizza chi parte più svantaggiato per ragioni sociali ed economiche. Lottare per abolirli significa volere una sanità e un’università migliori“. 

Le parole di Lorenzo Zang, segretario nazionale, fanno da sfondo alla protesta organizzata dal Fronte della Gioventù Comunista di Salerno presso l’Università degli Studi di Salerno il 14 settembre, durante l’accesso al campus delle aspiranti matricole iscritte al test d’accesso per le professioni sanitarie. Per il movimento studentesco, il numero chiuso rappresenta un’evidente contraddizione se comparato ai numerosi tagli effettuati alla sanità pubblica. Il test diviene ogni anno più selettivo, riducendo ancora di più l’accesso libero a corsi di studi necessari alla formazione di chi farà parte del sistema sanitario nazionale. Tramite i loro canali social, dichiarano chiaramente la loro posizione rispetto all’accesso programmato alle facoltà presenti nel nucleo di Professioni Sanitarie: “La nostra posizione è chiara: abolire il numero chiuso per tutelare il sistema sanitario nazionale, e dunque il diritto alla salute gratuita e pubblica per tutti. La pandemia ha mostrato limpidamente i danni che la privatizzazione e l’esclusione di sempre più giovani da questo campo lavorativo hanno arrecato alla popolazione e alle classi popolari. A decine di migliaia di lavoratori le cure non sono bastate, perché non c’era un sistema sanitario forte a offrire riparo, mentre i lavoratori della sanità rimanevano schiacciati dalla carenza cronica di personale.”

Un accenno, da parte del Fronte della Gioventù Comunista, anche all’idea di merito. La meritocrazia, ritenuta una base solida per giustificare l’accesso programmato, è considerata da parte dell’organizzazione politica uno strumento fasullo, creato soltanto per ridurre le risorse dedicate alla sanità pubblica a favore dell’arricchimento dei privati“La pandemia lo ha dimostrato, il numero chiuso va cancellato” è il motto scelto quest’anno per condurre le proteste contro i test d’ingresso universitari. Anche Salerno è stata partecipe di un momento di dissenso che, data la mole di un’aspirante comunità studentesca desiderosa di contribuire alla sanità nazionale, sarà sempre parte e motivo di dibattito per i tempi futuri rispetto all’accesso libero al mondo accademico.

Maria Vittoria Santoro

 

Fonti:

-https://bit.ly/3Ck52hw

-https://bit.ly/39irV8g

-https://www.facebook.com/fgc.salerno