Trasporti: sciopero nazionale

Trasporti: sciopero nazionale

Ancora una volta è sciopero. Il 2022 sta rappresentando un anno di svolta per lavoratrici e lavoratori del settore trasporti. Non per i risultati, da sempre tardivi o non pervenuti, ma per il dissenso e per le contestazioni messe in atto da tutta la compagine di dipendenti delle aziende e dei sindacati. USB – Unione Sindacale di Base – annunciava l’indizione della protesta dell’11 novembre il mese scorso, esprimendo le proprie istanze rispetto alle condizioni lavorative improponibili per gli/le addetti/e del settore.

Secondo il sindacato, la mobilitazione è necessaria per contrastare la malagestione del governo di crisi mondiali sociali, sanitarie, economiche e politiche, le cui conseguenze si riversano sui salari indegni della classe lavoratrice. “Retorica spicciola” sono per USB tutti i finanziamenti a pioggia che, per l’organizzazione, hanno soltanto contribuito ad arricchire le aziende e impoverire le fasce più deboli.

Alla base dello sciopero nazionale degli/le autoferrotranvieri/e – preludio dello sciopero nazionale del due dicembre di tutti i sindacati – c’è il conflitto totale con la privatizzazione selvaggia del trasporto pubblico e con le direttive del governo relative alle questioni internazionali. Per Unione Sindacale di Base, l’invio di armi in Ucraina è un salasso economico non necessario rispetto alle priorità del paese, una scelta “guerrafondaia” a discapito dei/lle più deboli, che combattono quotidianamente con situazioni economiche disastrose e con scarsa tutela della vita e della salute sul posto di lavoro.

Il 20 aprile, il sindacato era alla Camera dei Deputati insieme a Rete Iside Onlus e MasnifestA per presentare una proposta di legge per introdurre nel Codice Penale il reato di omicidio sul lavoro e lesioni sul lavoro, aumentando la pena per il già previsto omicidio colposo sul lavoro dai 2-7 anni ai 10-18 anni. L’intento è di creare per le aziende un deterrente per non tagliare costi e tempi di produzione che causerebbero la maggior parte delle morti bianche. È uno dei punti cardine del documento rilasciato da USB per lo sciopero giornaliero.

Un’azione di rivendicazione e di identità. È tra le istanze della manifestazione il “libero esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali” e una “legge sulla rappresentanza” che deve necessariamente superare gli accordi tra aziende e associazioni di categoria dando la possibilità a chiunque di scegliere da chi farsi rappresentare.

Lo sciopero ha avuto una durata di 4 ore ed è stato confermato nella maggior parte delle regioni italiane. Ogni città ha scelto in maniera autonoma gli orari in cui partecipare. In Campania le aziende che hanno aderito alla manifestazione sono: ATC che copre la provincia di Caserta; SIPPIC che passa per la città di Capri; EAV che transita nei paesi vesuviani e collega anche i campus dell’Università degli studi di Salerno; AirCampania che attraversa le province di Caserta, Avellino, Benevento, Napoli e Salerno (incluso l’ateneo salernitano). Tutte le aziende campane menzionate hanno deciso di scioperare nella fascia oraria dalle 9:00 alle 13:00. Fa eccezione Napoli dove l’azienda per la mobilità ANM ha annunciato una sospensione del servizio con eventuali disagi dalle ore 11:30 alle ore 15:30.

Nelle altre regioni italiane, gli orari di adesione allo sciopero cambiano a seconda della città e dell’azienda di appartenenza. Per quanto riguarda le reti ferroviarie, solo il personale gestore dell’infrastruttura FerrovieNord ha annunciato la sospensione dei servizi per la fascia oraria 9-13. In ogni caso, si prospettano disagi e disservizi, in momenti differenti, nell’arco dell’intera giornata dell’11 novembre. 

Lo sciopero dell’11 novembre è una parentesi, un accento marcato sull’esternazione da parte delle/dei lavoratrici e lavoratori dell’esigenza di migliorare le proprie condizioni. Il 2022 chiuderà il cerchio con lo sciopero nazionale del due dicembre. Il malcontento sta spingendo sempre di più gli/le addetti/e dei settori autoferrotranvieri ad agire per i diritti di base, salario minimo e sicurezza sul lavoro. Il disservizio creato dallo sciopero sull’intero territorio nazionale è l’unico strumento possibile per la classe lavoratrice di mettere in luce la necessità di eliminare le condizioni di disagio in cui riversa.

 

FONTI:
L’11 novembre 4 ore di sciopero nazionale del trasporto pubblico locale: aumentare i salari, stop alle privatizzazioni;
11 novembre 2022: è sciopero nazionale del Trasporto Pubblico Locale.