Elezioni 2022: Samuele Crispino

Elezioni 2022: Samuele Crispino

Il 17, 18 e 19 maggio 2022 avranno luogo le elezioni per il rinnovo della rappresentanza studentesca interna all’A.DI.S.U.R.C. Uno dei candidati all’ente è Samuele Crispino, iscritto all’Università degli studi di Salerno, sostenuto dalla confederazione Studenti in Movimento. Lo abbiamo incontrato per discutere dei temi presenti nel programma elettorale.

La tua candidatura per l’ente regionale A.DI.S.U.R.C. è sostenuta da una compagine di associazioni studentesche denominata “Studenti in Movimento”. Da dove nasce la realtà di questo movimento? E quali associazioni comprende?
La realtà della confederazione di Studenti in Movimento nasce all’incirca quattro/cinque anni fa attraverso un progetto che si fonda principalmente sul corso di laurea in Scienze Motorie e successivamente con l’elezione del Senatore Accademico Michele De Rosa. Da qui l’esigenza di espanderci e comprendere altri corsi di laurea in cui abbiamo riscontrato un certo scontento della rappresentanza studentesca che vigeva e sempre più la voglia di unirsi alla nostra visione di agire e relazionarci con la comunità accademica. Volevamo portare una ventata di novità nel campus e creare una sana competizione. La nostra visione e il nostro modo di agire sono stati condivisi anche da associazioni afferenti a diversi corsi di laurea. Le associazioni che attualmente afferiscono sia da un punto di vista organizzativo sia da quello politico alla confederazione sono: Giuristudenti (giurisprudenza), Horizon (lingue), Omnibus (lettere), ASMScienze motorie, Associazione Studenti di Formazione, Associazione Studenti Educazione, ASEM Associazione Studenti Economia e Management, Universo Matematico, Studenti Sociologia, Studenti Scienze della Comunicazione. Va aggiunto che Studenti in Movimento non è l’unica che sostiene questo progetto inerente all’A.DI.S.U.R.C. Ci sono anche altre associazioni che stanno contribuendo e offrendo un supporto, per esempio le associazioni del polo scientifico come Agorà e altre associazioni di scienze politiche. 

Nello stilare la graduatoria inerente alle borse di studio, l’A.DI.S.U.R.C tiene conto di due fattori principali: le soglie di reddito e i CFU da dover maturare durante il percorso di studio. A tuo avviso, vi sono dei margini di miglioramento da dover applicare a questi criteri?
Reputo entrambi i parametri necessari. Il primo, quello del reddito, è il punto di partenza per valutare la condizione economica di coloro che presentano la domanda. Il secondo, quello del merito, è un modo per gratificare il percorso del singolo studente. Sicuramente c’è bisogno di una visione più ampia. Un punto del programma elettorale è quello di innalzare le soglie e i requisiti ISEE e ISPE, due parametri che tengono conto della situazione economica dello studente, per consentire alla maggior parte della classe studentesca di poter partecipare e compilare la domanda per la borsa di studio. Per quanto riguarda il criterio del merito, non ho riscontrato grosse disparità e lamentele da parte degli studenti e quindi la mia intenzione è di non modificare quella attuale. 

Ritieni che altri criteri attualmente presenti nel bando per la domanda della borsa di studio debbano subire una rimodulazione?
Come candidato all’A.DI.S.U.R.C, sono l’unico promotore di una modifica da apportare alla quota relativa al servizio mensa. Durante la compilazione della domanda, gli studenti devono scegliere tra le voci pasto tradizionale e pasto alternativo, a seconda di ciò viene trattenuta una parte della somma totale erogata dalla borsa di studio. La mia intenzione è quella di eliminare questo vincolo e di renderlo opzionale, quindi a scelta del singolo studente se detrarre una quota alla somma della borsa di studio per usufruire della mensa oppure che la stessa rientri nel conto di quella effettivamente erogata. È motivo di orgoglio portare avanti questa battaglia, essendo l’unico candidato che l’ha proposto, perché vi è un malcontento  costante nella parte della compagine studentesca che non è solita utilizzare la mensa e si vede costretta ad essere detratta una quota per un servizio di cui non usufruisce.

Anche quest’anno tutti coloro che nella graduatoria della borsa di studio sono risultati “idonei non beneficiari”, grazie all’utilizzo del Fondo Sociale di Coesione istituito dalla regione Campania, nell’assestamento sono passati allo status di assegnatari. Possiamo parlare ufficialmente di un superamento della figura dell’idoneo non beneficiario?
Ciò che è accaduto quest’anno è una mozione che ho portato avanti personalmente con il protocollo di una richiesta datata il 5 aprile 2022. Attraverso quest’ultima, vidimata dal Senatore Accademico e dai Consiglieri degli Studenti afferenti alla confederazione, chiedemmo di velocizzare l’erogazione delle borse di studio. Considerata la disponibilità economica dei fondi, abbiamo sollecitato affinché questi fossero messi a servizio della classe studentesca nel più breve tempo possibile. Era un processo che di per sé già sarebbe avvenuto ma con le nostre sollecitazioni e la richiesta di tutto il nostro gruppo siamo riusciti a ridurre i tempi a circa un mese. Dal 5 aprile ad oggi posso dire che è stata raggiunta una vittoria, un grosso traguardo per tutti gli studenti che adesso si trovano con lo status di assegnatari e che precedentemente erano risultati “idonei non beneficiari”. I fondi per lo sviluppo sociale e la coesione sono stati quelli maggiormente utilizzati, i fondi cosiddetti FSC. Nel mio programma elettorale ho predisposto un punto che si pone l’obiettivo di riuscire a stanziare una maggiore disponibilità economica già nei fondi previsti nella prima istanza. Vorrei che in prima istanza tutti fossero assegnatari della borsa di studio cosicché non debbano aspettare tempi lunghi per poter passare da uno status all’altro. Sicuramente non è una cosa che può essere realizzata in breve tempo e necessità di una certa disponibilità economica anche da parte dell’ente regionale per bypassare questa sezione. Si auspica che questo sistema possa essere quanto prima realizzato, ma è subordinato alla disponibilità economica dell’ente regionale.

Sempre in riferimento alle borse di studio vi sono diversi fondi che l’A.DI.S.U.R.C. predispone per la copertura: i POR/FSC propri della regione Campania e quelli FSE che sono erogati a livello europeo. Com’è la posizione attuale dell’A.DI.S.U.R.C. rispetto a questi fondi? Come potrebbe muoversi l’ente affinché possano essere tutti stanziati per agevolare la classe studentesca? Quali manovre proponete di mettere in atto?
Di solito si predispongono questi fondi come quelli di prima istanza e/o ordinari, quelli di primo utilizzo. I fondi successivi, cosiddetti extraordinari, derivano da tante altre parti e progetti, come quelli del PON, POR, fondi di Sviluppo e Coesione Sociale e via dicendo. Intendiamo cercare di far sì che l’ente predisponga tutti questi fondi direttamente in prima istanza per agevolare e supportare la classe studentesca quanto prima, senza aspettare tempi biblici.   

Si sta da tempo cercando di superare il modello studentato-dormitorio per le residenze universitarie attraverso la creazione di polifunzionali che contengano anche aule studio e sale per le riunioni. Sotto il profilo strutturale, di quali accorgimenti ancora necessitano le residenze di Fisciano e Baronissi? Per quanto concerne la tematica relativa all’accessibilità ai campus, quanto è ancora presente la problematica delle barriere architettoniche in ateneo?
Nel mio programma elettorale è presente un punto che riguarda proprio l’ampliamento e la ristrutturazione delle attuali residenze e che considera due casi distinti. Il primo riguarda la totale usufruibilità delle residenze di Fisciano in quanto non tutte risultano completamente utilizzabili per la comunità studentesca. Il secondo riguarda le residenze di Penta nelle quali si sono riscontrate numerose  problematiche. Prima tra tutte l’uso degli ascensori che risultano ancora inattivi e che rappresenta un disagio per il raggiungimento degli appartamenti non solo per gli studenti, ma anche per coloro affetti da disabilità e per le addette alle pulizie. Un’altra problematica da dover risolvere riguarda il rinnovo del sistema caldaie. Ad oggi, molti edifici delle residenze di Penta non riescono ad erogare l’acqua calda. Questa mancanza costringe coloro che vi abitano a lavarsi con l’acqua freddissima e ciò costituisce un disagio non indifferente oltre che il rischio di incorrere in problemi di salute. Un altro punto di queste residenze riguarda quello di riaprire e di permettere nuovamente il passaggio degli studenti attraverso i cancelli che ad oggi sono attualmente chiusi, per consentire un più agevole flusso della comunità studentesca dalle residenze di Penta al parcheggio del multipiano. Inoltre, anche per le residenze di Penta vi è l’intenzione di proporre l’ampliamento e la ristrutturazione di alcuni edifici. Discorso analogo per quanto concerne le residenze di Baronissi. Ovviamente, quando si parla di rinnovamento e ristrutturazione ciò implica anche la messa in sicurezza degli edifici che rappresenta il punto di partenza. Un’ulteriore proposta che vorremmo presentare all’attenzione dell’ente regionale è la realizzazione di nuove residenze, antistanti o quantomeno nei pressi dello stadio Arechi. Gli alloggi verrebbero assegnati ai fuorisede iscritti ai corsi di laurea in Medicina e Professioni Sanitaria e che sono tenuti a svolgere le pratiche di tirocinio presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Sul tema delle barriere architettoniche siamo in stretta sinergia con il senatore Michele De Rosa data la sua nomina di rappresentante del Senato Accademico nella Commissione per la disabilità. Quindi già stiamo lavorando in sinergia con l’università per rendere disponibili e completamenti accessibili alle persone affette da disabilità i campus e gli alloggi. È un percorso lungo, è più difficile sistemare e organizzare degli appartamenti per predisporre  tutti  i confort e i servizi per questa parte della classe studentesca.

A marzo è stato attivato il progetto “Unisa night” con un ampliamento dei collegamenti e un incremento delle corse della navetta inter-campus. Il nuovo tratto prevede un collegamento diretto tra i comuni Fisciano, Baronissi, Mercato San Severino e il centro della Città di Salerno e l’attuazione delle corse anche nei fine settimana. Questa soluzione risulta sufficiente per migliorare la posizione dei fuorisede?  Quali ulteriori misure potrebbero essere messe in atto?
Questo rappresenta più che altro un punto di partenza. Gli studenti stanno usufruendo del servizio della navetta inter campus che collega l’ateneo con il centro di Salerno. Per sapere se questa manovra abbia o meno dei riscontri positivi, bisognerà attendere ancora un po’. Nel frattempo, possono essere messe in atto altre opere che integrino e facciano sentire a suo agio la categoria dei fuorisede. Cercando di includerli in percorsi che consentono loro di essere partecipi all’interno delle nostre dinamiche.   Per esempio, una cosa banale potrebbe essere anche il semplice invitarli a cena, uscire con loro. Il nostro primo criterio di rappresentanza è proprio l’inclusione, cercare di far sentire lo studente il più a suo agio possibile, parte integrante del gruppo e non isolato. Questo riguarda anche l’attuazione di centri psicologici per studenti che hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri e hanno bisogno di un supporto suppletivo. Siamo promotori dell’ascolto e cerchiamo di arrivarci all’interno del campus universitario. 

La politica si sta interessando al voto dei fuorisede, i quali prima erano costretti a tornare presso il comune di residenza per poter partecipare all’incontro elettorale. Ci sono, secondo te, altri punti che andrebbero migliorati nella condizione di fuorisede degli studenti?

In quest’ottica sicuramente verrà rivoluzionato il sistema elettorale. Penso che a lungo andare ci sarà un’autenticazione tramite Spid, già presente per l’accesso alla nostra area utente ESSE3, che potrà permettere allo studente fuorisede di poter esprimere il voto attraverso questa autenticazione. Lo Spid è un servizio di posta elettronica e riconoscimento digitale che verifica e valida l’identità di coloro che stanno procedendo al voto in quel preciso momento. 

Quest’anno si è svolta l’inaugurazione per l’ampliamento della mensa di Baronissi, da una capienza di  40 posti è stata compiuta un’estensione a 100. Sono previste ulteriore modifiche strutturali per porre sullo stesso piano il servizio offerto dalla  mensa di Baronissi e quello di Fisciano?
Tra i punti del programma elettorale vi è l’ampliamento e la ristrutturazione delle sale della mensa che sono in decadimento. Uniformare la mensa di Baronissi con quella di Fisciano è un po’ un’utopia, considerato il rapporto in proporzione della mole di studenti che vivono il campus di Fisciano e quelli di Baronissi. Quello che bisogna fare è proporzionare affinché gli studenti non riscontrino problematiche e l’ampliamento dei posti della mensa di Baronissi rappresenta un grande risultato. Purtroppo, l’emergenza sanitaria non ci ha permesso di carpire i risultati di questo ampliamento, ma col tempo verificheremo se quest’ultimo sia sufficiente oppure necessita di un ulteriore espansione. Uno dei punti che vogliamo portare all’attenzione della comunità studentesca è l’intenzione di realizzare all’interno della mensa di Fisciano degli appositi spazi predisposti come aule studio. Per poter consentire alla classe studentesca, una volta consumato il pasto, di poter fermarsi e usufruire dello spazio nel modo in cui necessitano. Di conseguenza andrebbero rimodulate anche le fasce orarie. 

In relazione all’impatto ambientale, quali misure si possono mettere in atto per ridurre l’uso di oggetti di plastica durante il servizio ristoro attivo nell’Ateneo salernitano?
Ad oggi, il problema della sostenibilità purtroppo non trova piena soluzione perché in era covid si è entrati in un meccanismo che non consente di muoverci diversamente sull’uso della plastica fino a quando la situazione emergenziale sanitaria non sarà finita del tutto e ci sarà una decrescita dei casi di contagio da covid-19. Sicuramente un primo appunto per promuovere la sostenibilità ambientale e limitare l’uso delle posate e dei piatti di plastica, sarebbe quello di ritornare ad utilizzare i piatti di ceramica e le posate d’acciaio. È un punto da tenere in considerazione e che potrebbe avere un impatto considerevole per la comunità studentesca anche nella prospettiva di ritorno alla normalità pre-Covid. Per essere realizzato però necessità di tempo, non può essere concretizzato dall’oggi al domani. 

Ritieni che il servizio di ristorazione delle mense debba subire delle modifiche? Quali manovre sono necessarie per migliorarlo?
Nel programma elettorale vi sono due punti che toccano questo aspetto. Il primo prevede l’introduzione di una cassa automatica che consenta l’erogazione del resto. Quelle attualmente presenti all’interno dell’università degli studi di Salerno risultano lente, obsolete e non rispecchiano tutte le esigenze della comunità accademica. Il secondo riguarda l’abolizione della commissione della ricarica online della tessera per la mensa. Entrambe le istanze sono realtà fattibili, provvederò a presentare più volte richiesta e sollecitazioni affinché vengano realizzate nel più breve tempo possibile. La rappresentanza prevede un impegno ed interesse costante. 

Ad aprile è stata attuata la riforma della doppia laurea che prevede la possibilità di iscriversi contemporaneamente a due diversi corsi di laurea triennale, magistrale o master, anche presso diversi istituti. Le agevolazioni economiche di cui può usufruire la classe studentesca sono relative esclusivamente ad uno dei due. Questo rappresenta un freno per coloro che vorrebbero sfruttare quest’occasione?
Qui si pone il caso in cui uno studente frequenti due corsi di laurea contemporaneamente, ma in realtà la problematica può essere più attuale. Se uno studente presenta la domanda per la rinuncia agli studi e successivamente si iscrive ad un corso di laurea ex-novo, automaticamente non può più partecipare alla domanda per la borsa di studio. Questo rappresenta un grosso limite presente nel bando. Perché uno studente che ha cambiato idea deve essere inficiato della possibilità di accedere all’agevolazione della borsa di studio? Lo studente che si immatricola di nuovo non ha cambiato la propria condizione economica, quindi non vi è alcun criterio logico nell’impossibilità di ottenere un sussidio in questa direzione. Ovviamente, questo obiettivo è assimilabile anche per il doppio corso di laurea.  Non appena a livello ministeriale usciranno tutte le direttive riguardanti il doppio corso di laurea, noi ci muoveremo in tema di A.DI.S.U.R.C. per far sì che ci sia questa rettifica. È necessaria una rimodulazione di alcuni criteri presenti nel bando.

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