Gli Oscar straordinari

Gli Oscar straordinari

La notte tra il 25 e il 26 si è tenuta la 93° edizione degli Oscar. La cerimonia si è svolta con due mesi di ritardo rispetto la data originale a causa della pandemia. Tra i vari vincitori troviamo tre statuette per il film Nomadland (in arrivo in Italia il 29 aprile nelle sale cinematografiche e il 30 aprile su Disney+), di cui una alla miglior regista, Chloé Zhao, seconda donna nella storia a vincere per la regia e la prima asiatica in assoluto. Anche il premio di “miglior attrice protagonista” va a questo film per l’interpretazione di Frances McDormand (per la terza volta dopo Fargo nell’89 e Tre manifesti a Ebbing, Missouri nel 2018), che nel discorso di ringraziamento omaggia l’autore del mix del suono, “Wolf”, (suicidatosi quest’anno) ululando proprio come un lupo. Ed è in questo discorso che ci invita a tornare al cinema a vedere il film di cui è la protagonista, ma anche tutti gli altri, sul grande schermo. Nomadland vince anche la statuetta per il Miglior Film.

Invece Chadwick Boseman era il favorito per il premio di “miglior attore protagonista” postumo, si era creato anche un momento memoriale per ricordarlo ma, con un colpo di scena, la statuetta va al veterano del cinema Anthony Hopkins, che ad 83 anni riceve il suo secondo Oscar, diventando l’attore vincitore più anziano di sempre, strappando il record a Christopher Plummer che aveva ricevuto l’Oscar all’età di 82 anni. In The Father, Hopkins veste i panni di un anziano affetto da demenza senile. Una storia drammatica e commovente al tempo stesso.

Nessuno se lo aspettava, infatti l’attore non era nè presente alla premiazione, nè collegato a distanza per assistere alla cerimonia. È su instagram che pubblica commosso un video di ringraziamento in cui riporta alla memoria anche la star di Black Panther. Il premio per il “miglior film d’animazione” va a Soul, pellicola della Pixar disponibile su Disney+.

A bocca asciutta il cinema italiano, niente da fare per Pinocchio di Matteo Garrone, e nessun premio per “io sì” di Laura Pausini, canzone originale per La vita davanti a sè di Edoardo Ponti. Vincitrice invece della categoria “miglior canzone originale” H.E.R con il brano “Fight for you” da Judas and the Black Messiah.

Una cerimonia ancora una volta senza presentatore, ma con una serie di star che si sono alternati sul palco per premiare i colleghi, da Brad Pitt a Harrison Ford. Mentre i candidati sono sparsi per tutto il mondo.

Il “premio umanitario Jean Hersholt” va all’attore comico Tyler Perry, che durante la pandemia ha distribuito pasti a migliaia di persone.

La cerimonia degli Oscar dello scorso anno è stata una delle meno viste in tv di sempre nella sua storia, con 26.8 milioni di persone. Quella di due giorni fa non è arrivata ai 10 milioni. É una vera ecatombe, un disastro che mette i brividi. Forse colpa dei film che per molti erano poco interessanti, del periodo o del fatto che in molti paesi alcune pellicole erano irreperibili.

A cura di Chiara Napoli e Gaia Troisi

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