Elezioni: Aldo Claudini

Elezioni: Aldo Claudini

Nei giorni di 23, 24 e 25 marzo 2021, la classe studentesca sarà chiamata a prendere parte alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza degli studenti negli Organi Collegiali dell’Università degli Studi di Salerno per il prossimo biennio. Per dare modo alle associazioni candidate di esprimersi, l’associazione Asinu ha chiesto loro di indicare un/a candidato/a, indipendentemente dall’organo di preferenza. Il rappresentante per l’Associazione Studenti Scienze 1972 è Aldo Claudini, candidato al Consiglio degli Studenti del DI.

Quali sono secondo voi le difficoltà emerse nella didattica in quest’ultimo anno? In che modo intendete affrontarle in consiglio di dipartimento?
Sicuramente dal piano sociale sono state riscontrate numerose difficoltà perché comunque c’è un’alienazione che è veramente spiacevole soprattutto quando durante il sostenimento degli esami. L’approccio alla didattica a distanza è stato complesso soprattutto per le matricole – a differenza di studenti del secondo o terzo anno – che hanno perso molto soprattutto dal punto di vista sociale e non hanno avuto modo di vivere uno dei vantaggi dell’università: l’occasione di conoscere persone nuove provenienti da posti diversi. Dal punto di vista didattico, invece, credo che sia stata gestita abbastanza bene perché ho avuto modo di notare, durante le videolezioni, una maggiore partecipazione della classe studentesca tramite interventi e domande, perdendo quella vergogna che magari in aula non gli permetteva di alzare la mano davanti a 180 persone.

Qual è la vostra opinione sul conservare una didattica mista?
Dal mio punto di vista potrebbe essere un buon compromesso soprattutto per le matricole perché in questo modo avrebbero modo di vivere il campus, conoscere l’ambiente universitario e interfacciarsi direttamente con i professori. Allo stesso modo, non credo che questo approccio metterebbe tutti d’accordo. Risulterebbe complicato per i docenti cercare di coordinarsi tra le lezioni online e quelle in presenza. Una soluzione potrebbe essere quella di conservare la didattica a distanza e il sostenimento degli esami in sede. Ovviamente sulla didattica a distanza puoi trovare tanto lo studente che a casa si distrae facilmente, quanto quello che si appassiona e mostra il suo interesse proprio perché attraverso uno schermo riesce a prendere coraggio per porre domande ed essere più curioso.

Per quanto riguarda la questione in relazione ai trasporti da e per l’Ateneo, che proposte volete portare al Consiglio degli Studenti per migliorarli?
Sappiamo tutti i disagi che caratterizzano la linea 83 e comunque diverse corse dove, all’orario di punta di fine lezioni, gli studente si trovano praticamente a lottare ottenere un posto anche solo in piedi. Sicuramente bisogna incentivare una maggiore capacità e sicuramente premere molto su un aumento delle corse e la disponibilità dei pullman. Questo rappresenta una ferita aperte, perché è un qualcosa che si sta provando a fare da anni.  

Il Garante dei diritti degli studenti è una figura che manca in ateneo da anni, avete intenzione di proporre l’istituzione di questo ruolo? Se sì, quale tipo di figura immaginate? Una commissione formata da studenti e docenti o una semplice delega del Rettore ad una persona di sua fiducia?
Ci stiamo pensando, non dico né no né sì perché qualcosa che è ancora in fase embrionale. Sicuramente, però, questi sono argomenti che dobbiamo approfondire meglio.

Per la tematica relativa alla sostenibilità ambientale dell’Università quanto ancora c’è da fare secondo voi? Come andrebbe ridotto ad esempio l’uso della plastica?
Credo che sono stati compiuti dei grandi passi avanti introducendo la raccolta differenziata, ovviamente c’è ancora tanto da fare. Sono ancora presenti beni materiali come banchi, sedie, scrivanie in attesa di essere smaltiti. Il primo impatto della plastica è sicuramente relativo alla mensa e ai distributori. Gli utensili usati nel servizio mensa potrebbe essere sostituiti con composti biodegradabili, mentre le le bottiglie d’acqua potrebbero essere eliminare magari installando delle banche dell’acqua.

La Redazione