Elezioni suppletive: la parola alla candidata di Collettivo – Link Filosofia

Il 14 e il 15 maggio all’Università degli studi di Salerno, oltre alle elezioni per il CSNU, gli studenti potranno votare anche per quelle suppletive della rappresentanza studentesca. Abbiamo incontrato La candidata del collettivo Link – Filosofia alla commissione paritetica per il corso di laurea in filosofia Marina Passaro  per discutere del programma elettorale proposto e del clima generale relativo alla facoltà.

Sui vostri canali social Facebook e Instagram non c’è traccia del programma elettorale per le elezioni suppletive studentesche. Qual è il motivo di questa assenza? Quali sono le vostre proposte?
È vero. A causa di alcuni problemi abbiamo completato la stesura del programma solo ieri. Nell’arco della giornata di oggi sicuramente sarà online. L’idea di base è stata quella di stilare un programma pulito e realizzabile, in modo da sottoporre agli studenti delle proposte fattibili al 100%. Questo si compone di quattro punti fondamentali: campagna spazi; appelli; arricchimento della didattica; internazionalizzazione.

Per quanto riguarda il primo punto del programma elettorale appena esposto, potrebbe essere ricollegato alla campagna “404 – Space not Found” organizzata da LINK Fisciano?
Esattamente. La campagna parte dal voler rendere effettivo l’art. 1 comma 8 dello statuto degli studenti approvato dal CNSU nel 2011, nel quale vi è scritto che gli studenti hanno il diritto ad avere luoghi dell’ateneo dedicati ad attività sociali, di studio e di confronto collettivo. A differenza di altri dipartimenti, nel nostro non ci sono spazi dedicati alle esigenze degli studenti. La prima mossa da effettuare riguarda la riapertura della biblioteca autogestita, in modo da consentire a chiunque di avere un posto dove confrontarsi e consultare i libri di cui necessitano.

In seguito alla pubblicazione del nostro articolo sull’ex biblioteca di filosofia autogestita dal collettivo Link – Filosofia, diverse prese di posizione espresse pubblicamente lasciano intendere visioni non omogenee sull’argomento. Qual è il tuo punto di vista su quanto accaduto?
La biblioteca autogestita è un progetto avviato ancor prima di venire a conoscenza dell’esistenza delle elezioni e le necessità alla base di questo progetto sono due: aggregazione e rivendicazione di uno spazio. Ovviamente nessuno di noi pensava che questa biblioteca, creata in poco meno di due settimane, potesse soppiantare quella d’ateneo. Personalmente penso che le critiche fatte siano inappropriate e fuori luogo. In più sono state mosse da chi, personalmente, non ho mai visto partecipare attivamente all’interno del nostro corso di laurea. Ci sono stati anche alcuni attacchi ad personam che mi hanno provocato indignazione e dispiacere. Nella nostra associazione si cerca di fare sempre qualcosa di buono ma a causa di interessi personali di altri si viene screditati quando ovviamente non ce ne sarebbe motivo.

Ritornando al programma, qual è la vostra opinione in merito alla questione degli appelli da te citata?
Il nostro corso di laurea attualmente prevede sei appelli ordinari ed uno straordinario. Secondo lo statuto degli studenti approvato dal CNSU nel 2011, ogni corso dovrebbe prevedere un minimo di sette appelli ordinari ed uno straordinario. Noi ci impegneremo affinché questo diritto venga rispettato. Inoltre, interfacciandoci con il corpo docenti, cercheremo di evitare che le date si sovrappongano. La questione degli appelli è già stata affrontata precedentemente e negli ultimi mesi sono state raccolte numerose firme di studenti che richiedevano degli appelli aggiuntivi. La petizione è passata al consiglio, poi è rimbalzata in paritetica e sarebbe dovuta ritornare nuovamente in consiglio, passaggio che ancora non si è verificato. La nostra proposta è diversa, poiché intendiamo rendere ordinario l’appello di dicembre (ad oggi è considerato straordinario) e aggiungerne uno straordinario ad aprile.

L’arricchimento della didattica è il penultimo punto del vostro programma elettorale. Quali sono le carenze formative attribuite dagli studenti del vostro corso di laurea?
Questo punto del programma elettorale mi sta molto a cuore e ha spinto la mia candidatura in paritetica. Da varie discussioni con gli studenti è emersa l’esigenza di  arricchire l’offerta formativa. Prendendo atto di ciò, abbiamo delineato un programma di argomenti che potrebbero essere inseriti all’interno del piano di studi, come ad esempio le filosofie hegeliano marxiste, le filosofie dell’esistenzialismo, le filosofie orientali. La scelta di questi corsi scaturisce dalla raccolta di opinioni degli studenti della facoltà, e noi non possiamo che prendere atto delle esigenze espresse. Siamo ovviamente consapevoli di non poter rivoluzionare totalmente il piano di studi, ma nel momento in cui c’è, da parte dei corsisti, un interesse predominante rispetto ad alcune materie, si fa presente in noi la volontà di assecondarlo nel miglior modo possibile. Abbiamo inoltre notato che il percorso di studio filosofici all’interno del nostro ateneo è leggermente settoriale. Si dà molta importanza, avendo docenti specializzati in questi ambiti, alla filosofia medievale, antica ed europea. Il nostro obiettivo è quello di ampliare questi orizzonti dando una maggiore considerazione a quelle che sono le filosofie moderne ed orientali. Agendo nell’ottica di arricchimento della didattica ci impegneremo per la creazione di seminari di approfondimento sugli argomenti già trattati (o non trattati) nei corsi. È qualcosa che noi attualmente già facciamo, in particolar modo quest’ anno noi del collettivo abbiamo organizzato molti seminari ed attività extra-curriculari riguardanti argomenti non trattati in maniera ampia durante le lezioni. Ad esempio, il seminario che abbiamo tenuto sulla filosofia di Emil Cioran ha riscontrato molto interesse da parte degli studenti.

L’ultimo punto del programma è l’internazionalizzazione. Qual è, nello specifico, la vostra idea in riguardo?
Questo è il punto più tecnico dell’intero programma. Riguarda il progetto Erasmus e la penuria di informazioni sulla regolarizzazione degli esami sostenuti all’estero. Noi proponiamo la stesura di un documento unico, in modo da garantire la sicurezza che determinati esami sostenuti all’esterno vengano convalidati una volta rientrati in Italia. Inoltre, vorremmo fare in modo che l’importo irrisorio che viene erogato dall’università di partenza per le mobilità internazionali sia corrispondente alle esigenze che lo studente dovrà affrontare durante il periodo Erasmus.

Altro tema dibattuto in tutte le facoltà è quello dei fuoricorso. Qual è il tasso di quest’ultimi a filosofia? Proponete soluzioni in merito?
Il dato risalente all’anno accademico 2018/19 indica che solo il 17,6% degli studenti completa il percorso nella durata prevista. In generale, per far fronte a ciò, sono già state effettuate alcune attività in passato. Per aiutare i ragazzi nell’affrontare questo corso di studio sono stati attivati dei corsi di tutoraggio per le lingue antiche, non solo per sostenere gli esami riguardanti l’esegesi del testo antico, ma anche perché, in quasi ogni esame, è presente la lettura di almeno un testo in latino o in greco. In seguito abbiamo fatto in modo che i programmi dei corsi d’esame fossero adeguati agli obiettivi formativi presenti nel decreto per agevolare ulteriormente il percorso di ogni studente.

Una delle difficoltà riscontrate tra gli studenti del corso di studio in filosofia è sicuramente quella che riguarda il tirocinio. Quali sono secondo voi le difficoltà legate alla tematica nel vostro corso di studi? Quali soluzioni proponete?
All’interno di LINK Nazionale è già attiva una campagna riguardante il tirocinio. Attualmente, Link ha fatto in modo che le ore di tirocinio possano essere svolte durante l’intero anno accademico, così che non ci siano restrizioni temporali. È inoltre possibile iniziarlo già a partire dal secondo anno. Successivamente, sono stati proposti dei questionari agli studenti dell’ateneo (ovviamente anche a filosofia) in cui si chiedevano informazioni rispetto alla qualità del tirocinio e alla sua effettiva valenza formativa. La maggior parte dei questionari sono tornati indietro portando come risposte l’idea che il tirocinio non fosse un’attività particolarmente utile alla propria formazione e il mancato arrivo del rimborso spese previsto da chi effettua le attività. Ogni associazione si sta impegnando affinché queste problematiche vengano risolte.

Il collettivo Link – Filosofia e Koinè si sono presentate insieme alle scorse elezioni. Quali sono le cause che hanno portato alla vostra divisione?
Per quanto riguarda le questioni prettamente legate alla didattica, come quelle della commissione paritetica e del consiglio, abbiamo sempre avuto percorsi differenti, modalità di agire diverse, non ha avuto modo di esistere, quindi,  un’alleanza in questo senso. LINK Fisciano ha aderito ad una coalizione, insieme ad altre associazioni, per le elezioni agli organi apicali, come il Senato Accademico. Successivamente, a causa di divergenze di opinioni e di modus operandi diversi all’interno dell’ateneo, si è verificata una scissione e LINK Fisciano è tornata ad essere indipendente. Per quanto concerne il corso di laurea in filosofia, Koinè e collettivo Link non sono state alleate per le elezioni ma ci sono state delle collaborazioni specifiche in alcuni ambiti o progetti tra le due associazioni, come ad esempio la raccolta firme per l’inserimento di appelli aggiuntivi. Abbiamo collaborato in quelle occasioni con Koinè in quanto, anche loro, sono come noi molto attivi in questo ambito.

 

Annaclaudia D’Errico