Elezioni suppletive di filosofia: la parola al candidato di Koinè

Il 14 e il 15 maggio saranno giornate importanti all’unisa. Infatti, oltre alle elezioni per il CSNU, gli studenti potranno votare anche per quelle suppletive della rappresentanza studentesca. Il candidato dell’associazione Koinè alla commissione paritetica per il corso di laurea in filosofia è Gabriele Delle Donne. Lo abbiamo incontrato per discutere sul programma elettorale e sul clima generale presente tra gli studenti di filosofia.

Una delle difficoltà riscontrate tra gli studenti del corso di studio in filosofia è sicuramente quella che riguarda il tirocinio. Un punto presente anche nel vostro programma. Qual è la vostra opinione sull’attività di tirocinio? Come mai la scelta di volerlo rendere opzionale invece di inserire più offerte?
Innanzitutto, bisogna fare un passo indietro a quando le modalità di tirocinio e di iscrizione allo stesso sono cambiate. Il 1° febbraio è stato introdotto un nuovo protocollo che comprende l’accesso ad una piattaforma e-learning e la compilazione di un modulo che deve essere presentato in segretaria, dopodiché bisogna affrontare ulteriori procedure. Anche le ore di attività hanno subito una variazione, sono infatti aumentate da 100 a 150. Parlando con molti ragazzi che hanno già svolto l’attività di tirocinio è emerso un giudizio un po’ negativo al riguardo, sia per la complessità delle procedure e sia per come gli studenti realmente impiegano quelle ore. L’offerta è abbastanza eterogenea, ma nel momento in cui gli studenti si trovano in questa realtà, spesso sono costretti a svolgere operazioni che considerano non formative e poco stimolanti.  Ad esempio, possono ritrovarsi a dover fare fotocopie. Ascoltando i ragazzi e riscontrando delle opinioni divergenti sull’utilità o meno del tirocinio abbiamo ritenuto opportuno presentare la proposta di renderlo opzionale. Chi lo considera formativo sarà libero di svolgerlo chi, invece, ritiene l’opposto ha la possibilità di cercare di fare altro. L’opinione generale sul tirocinio è abbastanza negativa, considerando anche l’aumento del numero di ore e il punto di vista di coloro che lo hanno già affrontato.

Quali sono i motivi per cui proponete la trasformazione dell’esame di informatica B in un laboratorio?
Il corso di informatica ha certamente una sua utilità ed è interessante. Quest’anno il docente è cambiato ed ora le lezioni risultano molto incentrate sulla comunicazione. Dal confronto con i miei colleghi, in particolare del primo anno, non sono emersi su questo insegnamento giudizi del tutto positivi. Non tanto sulla natura del corso, ma quanto sul suo essere un esame obbligatorio. Considerando la decisione del nuovo professore nell’intraprendere un percorso incentrato più sull’aspetto pratico della comunicazione che su quello teorico, abbiamo pensato che possa essere una buona idea adottare una dinamica più vicina alle attività di laboratorio opzionale. È evidente che ci sono dei corsi che necessitano di essere obbligatori, ad esempio quello di “Istituzioni di storia e della filosofia” e di altri insegnamenti che ti danno la base per affrontare questo percorso. Per quanto riguarda informatica B riteniamo opportuno che questo corso debba essere affrontato da chi ha il desiderio di approfondire le tematiche della comunicazione. Dando la possibilità ai ragazzi di scegliere riguardo al loro percorso, un punto che ritengo fondamentale per ogni proposta. Questo sicuramente farà diminuire il numero di cfu che offre questo insegnamento. Un modo per rientrare nel numero di crediti stabiliti potrebbe essere quello di aumentare i cfu del corso di informatica A che è obbligatorio ed è un’idoneità.

Nel piano di studio sono già presenti due insegnamenti che si occupano di filosofia analitica: filosofia della scienza e della logica e metafisica (che si occupa, nella prima parte del corso, di ontologia analitica). Perché intendete, nello specifico, proporre l’attivazione di un ulteriore corso di logica formale? Ritenete che questi due insegnamenti siano carenti?
Anche questa, come tutte le proposte, nasce dal confronto con gli studenti e molti credono fermamente che si debba inserire un nuovo corso di logica perché reputano che l’ambito della filosofia analitica possa essere affrontato in maniera più approfondita. In generale, nel nostro percorso di studi, la filosofia analitica tende ad essere messa molto spesso in secondo piano. Invece nei ragazzi, da come abbiamo avuto modo di riscontrare, sembra essere emerso un forte interesse nei confronti di questo ambito della filosofia.

Nel vostro programma è presente anche un punto che riguarda l’help teaching. Pensate che gli studenti incontrino molte difficoltà nel preparare gli esami?
Questa è un’esperienza che ho avuto modo di vivere in prima persona. Ho conosciuto ragazzi che, non avendo studiando lingue classiche, si sono ritrovati in qualche modo svantaggiati nell’affrontare alcuni esami, soprattutto quelli che riguardano l’esegesi e quindi il greco e il latino. In realtà, l’help teaching si è tenuto per un breve periodo quest’anno ma non è stato più ripreso. Da qui la nostra idea di renderlo effettivo ogni anno per dare la possibilità agli studenti di seguirlo quando ne hanno bisogno.

Un tema dibattuto in ogni facoltà è quello dei fuoricorso. Qual è il tasso di quest’ultimi a filosofia e che soluzioni proponete?
A quanto so la percentuale dei ragazzi che riesce a fare tutti gli esami nei tempi previsti dovrebbe essere intorno al 17%. Per ovviare a questa percentuale alquanto bassa il secondo punto del programma riguarda proprio l’introduzione di un appello. In particolare, un appello ordinario in più che dovrebbe essere posto tra gennaio e febbraio ed uno straordinario ad aprile per i laureandi. Questa è una dinamica già affrontata in questo periodo, nello specifico è stata mandata una proposta dalla didattica che non è stata accettata. Come scritto nella carta dei diritti e dei doveri degli studenti, tutti dovremmo avere un numero minimo di appelli ordinari pari a 7. Una quota raggiungibile con l’approvazione della nostra proposta.

Nel vostro programma sono inseriti anche due punti che riguardano i laboratori di lingue e l’inserimento di corsi di inglese. Perché ritenete questi aspetti importanti?
Il primo punto riguarda in particolare il laboratorio di tedesco perché quello che si affronta alla magistrale presuppone di raggiungere un livello B2, mentre quello della triennale ha come obiettivo un livello A1, decisamente più basso. I ragazzi della magistrale riscontrano non poche difficoltà per colpa di questo divario tra gli anni. La nostra idea è quella di porre come obiettivo della magistrale un livello di padronanza pari al B1. Per quanto riguarda, invece, l’inserimento dei corsi di lingue inglese la proposta nasce per dare un’offerta che sia più competitiva e aperta anche per gli studenti provenienti dall’estero. Inoltre, queste ultime sono attività già avviate in altri atenei.

Koinè e il collettivo Link – Filosofia si sono presentate insieme alle scorse elezioni. Quali sono le cause che hanno portato alla vostra divisione?
Essendo del primo anno non sono a conoscenze delle dinamiche interne che hanno portato alla divisione. Credo che, nonostante quanto accaduto, sia presente sempre un profondo rispetto con tutti i colleghi appartenenti ad un’associazione o all’altra. In fin dei conti entrambi abbiamo un unico obiettivo: il desiderio di fare del nostro meglio per il corso di laurea in filosofia.

In seguito alla pubblicazione del nostro articolo sull’ex biblioteca di filosofia autogestita da Link – Filosofia abbiamo notato diverse prese di posizione che lasciano intendere due visioni opposte sull’argomento. Qual è il punto di vista di Koinè su quanto accaduto?
Estendere l’opinione di una singola persona a quella di un’intera associazione non mi sembra corretto. Far parte di un’associazione non implica pensarla sempre allo stesso modo o andare tutti necessariamente nella medesima direzione. Per quanto riguarda l’atto vandalico in sé è ovvio che si tratti di un’azione ingiustificabile. Sicuramente i ragazzi del collettivo sviluppano questi progetti con buoni propositi e in buona fede. Il fatto che poi si ritrovino ad affrontare queste situazioni è qualcosa da condannare assolutamente. Non credo che ci sia bisogno neanche di dibattere su questo.

Annaclaudia D’Errico