Belle di faccia

Mara e Chiara sono le due fondatrici del progetto body-positive “Belle di Faccia”: attraverso i social condividono delle vignette create da loro che promuovono l’idea che ogni corpo sia valido e meritevole di rispetto e dignità. “Vogliamo zittire il senso di inadeguatezza che ci è stato inculcato, liberare tutti i corpi dagli standard di bellezza” dichiarano. “Belle di Faccia” nasce con l’obiettivo non solo di riuscire a fare attivismo su temi del genere ma anche di creare una community consapevole e un supporto sia per le persone che vengono discriminate per il loro corpo sia per chi vuole imparare a essere un buon alleato del body positive. Parlarne è importante per distruggere i pregiudizi ai quali sono soggette le persone che la società considera non conformi allo standard. Il problema non è solo la violenza verbale.

 

Il cyberbullismo e i commenti non richiesti sul proprio aspetto intaccano sia la sfera personale che quella sociale. Non rispettare determinati canoni estetici nella nostra società non significa solo essere offesi, ma addirittura essere discriminati in moltissimi modi. Soprattutto dal punto di vista lavorativo. Il grande merito di “Belle di faccia” è che, per la prima volta in Italia, viene data una rappresentazione neutra a persone di diverso aspetto fisico. L’obiettivo è dare rappresentazione a corpi diversi dai soliti canoni stabiliti per una taglia 42 e dipingerli non come macchiette, ma come individui qualsiasi che hanno il diritto di avere un’esistenza serena come chiunque. Generalmente quest’ultimi vengono sempre rappresentati come la spalla – spesso comica – in film o libri, non sono mai loro i protagonisti. È in questo senso che “Belle di Faccia” stravolge le regole. Non dovrebbe esserci nessun particolare legame tra la bellezza e il proprio peso e se questa cosa non la si riconosce e la grassezza viene associata al disgusto si tratta chiaramente di grassofobia. Il grassofobico è colui che non crede che una persona con un corpo grasso possa sentirsi bene nel suo corpo. Ma perché non dovrebbe essere così? Certo, non è facile riuscire ad accettarsi se si viene continuamente additati come sbagliati, ma Chiara e Mara, con tanta rabbia e altrettanto coraggio, si sono schierate in prima linea, riconoscendo che “Ci è voluto tempo. In questo percorso un grande aiuto è arrivato dai social e dalle attiviste del movimento Body Positive che, anche solo con una foto, ci hanno insegnato ad apprezzare persone con corpi che si discostano da quelli che ci sono stati mostrati per anni come unico modello di bellezza. Guardando i loro corpi abbiamo cambiato lo sguardo con cui osservare i nostri. Per quanto a entrambe piaccia sentirci belle per noi stesse e curare nei modi che preferiamo il nostro aspetto, ci siamo rese conto che grazie alla body positivity trascorriamo meno tempo davanti allo specchio e soprattutto siamo meno ossessionate dalla nostra immagine”. 

Liberarsi dei sentimenti negativi verso se stessi e la propria immagine corporea dopo decenni di messaggi negativi non è facile e per molte persone richiede anni di lavoro e anche di terapie. Una persona che viene discriminata e bullizzata per il suo peso non troverà molto facilmente la forza di combattere e di mettersi in mostra, di vestirsi come le pare o andare al mare in bikini, perché teme il pregiudizio – o meglio – l’ignoranza altrui. Ecco perché c’è bisogno di più progetti come quello di Mara e Chiara che possano tendere una mano a queste persone che si sentono sbagliate, inadeguate, diverse. Siamo stati abituati sin da bambini a parlare male del nostro corpo, a confrontarlo con quello degli altri, perché la società ce lo ha sempre imposto. Perché deve esistere per forza un modello di corpo perfetto al quale sperare di somigliare a tutti i costi anziché godere la vita giorno per giorno nel corpo che si ha? E non si tratta di accettazione, di rassegnazione, ma semplicemente di comprendere che nel mondo non può esistere un solo tipo di corpo. Ogni persona ne ha uno diverso. Il peso di una persona è una connotazione fisica come il colore dei capelli e in quanto tale non dovrebbe avere valore morale. Il primo passo per smontare la grassofobia e tutta la sofferenza che ne deriva è parlare del body positivity nel modo corretto, esattamente come Chiara e Mara non smettono di dire. Come posso amare un corpo che il mondo mi insegna a odiare? “Belle di faccia” sostiene che è il modo di pensare che va cambiato.

Mika Monaco

Articolo tratto dal bollettino informativo “Metamorfosi“.