Nocera-Unisa: una lotta comune

Una difficile realtà lavorativa attraversa i 28 km che separano l’Università degli Studi di Salerno dal comune di Nocera Inferiore, quella a cui un gruppo di donne sta da tempo cercando di far fronte. Il settore è quello delle pulizie e vede coinvolto un numero significativo di lavoratrici che nonostante l’ordinaria gestione delle mansioni si ritrovano a dover vivere con malessere la propria esperienza lavorativa. 

Succede all’Università degli Studi di Salerno quando, in seguito ad una gara vinta al ribasso dalla Gioma Facility Management, le operatrici sono costrette a portare a casa uno stipendio ridotto, a cambiarsi in una stanzetta molto distante dai luoghi di loro gestione, e a dover far fronte all’indifferenza generatasi all’interno del campus da parte della classe studentesca e della governance d’ateneo. 

In seguito ad una gara vinta al ribasso dalla Gioma Facility Management, le lavoratrici dell’Università degli Studi di Salerno percepiscono uno stipendio pari a 300 euro. La stessa quota che, da diverso tempo ormai, percepiscono anche le lavoratrici presso il comune di Nocera Inferiore.

Succede anche presso il comune di Nocera Inferiore, da quando la Cooperativa Global Service, aggiudicatrice del servizio, ha smesso di pagare mensilmente le sue 18 dipendenti. Per sovvenire al problema l’amministrazione comunale ha deciso di inoltrare personalmente alle lavoratrici una somma di €300,00 e di darne altri €150,00 alla ditta col fine di passarli alle dipendenti. Una quota che è sempre stata trattenuta dall’azienda in modo del tutto arbitrario e ingiustificato senza mai passare per le mani delle lavoratrici, le quali ormai da tempo stanno facendo affidamento unicamente sui €300,00 versati dal comune. La strada intrapresa dall’amministrazione nocerina, sebbene sia riuscita a sbloccare in positivo la situazione, tuttora sembra essere volta più ad aggirare il problema che ad affrontarlo seriamente per risolverlo. Tra le possibili strade percorribili ce n’era, infatti, una che avrebbe sicuramente aiutato molto di più le lavoratrici e che non è stata imboccata: rescindere dal contratto per gravi inadempienze dell’azienda. 

L’organizzazione politica Potere al Popolo chiede al Comune di Nocera Inferiore di assumere direttamente (attraverso la ditta Nocera Multiservizi) le lavoratrici che, in questo modo, non incorrerebbero più nelle inadempienze dell’azienda.
Stefania Bergamo, addetta alle pulizie dell’Università degli Studi di Salerno, per giorni si è incatenata al Rettorato col fine di ribadire all’azienda che un salario dignitoso è un diritto a cui non si può rinunciare.

Soluzioni contrattuali e politiche che avrebbero liberato, tanto l’Università quanto il Comune, dal malessere generatosi. La prima avrebbe potuto non rinnovare l’anno scorso il contratto alla ditta Gioma Facility Management e il secondo avrebbe potuto semplicemente esercitare i suoi diritti in capo al contratto ed evitare che il disagio si perpetrasse così a lungo. Ma vista la mancanza di volontà da parte degli organi decisionali, si dovrà attendere che il tempo faccia il suo corso. Fin quando una nuova gara, per entrambi i luoghi pubblici, non sarà più rinviabile. Ma anche in merito a questa soluzione si nutrono timori. Entrambi gli enti pubblici stanno infatti facendo ricorso all’outsourcing, ossia alla diffusa pratica che prevede la gestione esterna di uno specifico servizio, quale quello di igiene ambientale. Di conseguenza le lavoratrici sono di volta in volta assunte da nuove aziende e talvolta con un peggioramento delle condizioni lavorative. È qualcosa che hanno già sperimentato sulla propria pelle, all’Università degli Studi di Salerno quando hanno subito una drastica riduzione dei loro stipendi mensili e a Nocera quando le ore lavorative sono passate da 4 a 2,5. Per Nocera una soluzione si pone e a proporla è stata l’organizzazione politica Potere al Popolo che all’amministrazione comunale ha chiesto di affidare il servizio di pulizie alla società partecipata, la Nocera Multiservizi, con contestuale assunzione di tutte le lavoratrici. L’epilogo positivo, in cui molte hanno sperato, si è invece tramutato nell’annuncio di una nuova gara d’appalto che lascia chiaramente intendere la volontà da parte dell’amministrazione comunale di continuare lungo la strada già tracciata.

È una lotta comune quella che si è generata tra Nocera e Fisciano, condotta da donne che protestano per una dignità lavorativa portata loro via da un sistema sempre meno sensibile alle esigenze dei lavoratori. Sono donne che in questo lungo arco temporale hanno dimostrato di non aver alcun timore nel manifestare il loro disagio lavorativo, non quando una di queste si è incatenata alle colonne del Rettorato né quando altre hanno affisso diversi striscioni nei pressi del comune. Sono donne che, anche attraverso il sostegno di esterni, hanno cercato di lanciare un messaggio che vale la pena ascoltare: la dignità di un lavoratore non è mai in vendita. Neanche quando una gara è perfettamente in linea con tutte le regole giuridiche, neanche quando del problema si fa carico il luogo pubblico stesso. La dignità lavorativa passa attraverso un adeguato compenso economico regolarmente corrisposto a fine mese. Sono garanzie, queste, che non possono più essere calpestate.

Antonella Maiorino