Scienze dell’educazione: il decreto della discordia

È di aprile la notizia del decreto legislativo 65/2017 che vede protagonista il corso di laurea in Scienze dell’Educazione. Un decreto che, leggendo le prime pagine, emana solidarietà poiché impone di creare un ambiente in cui i bambini e le bambine di età fino a sei anni possano sentirsi a loro agio senza barriere etniche, sociali, territoriali e culturali. Tutte cose giuste e corrette. Purtroppo, però, la realtà che è piombata addosso agli studenti già iscritti al corso di laurea di Scienze dell’Educazione, e molto probabilmente anche a quelli che si immatricoleranno quest’anno, è ben lontana dall’essere solidale.

Il decreto, infatti, impone che dall’anno 2019 gli insegnanti assunti presso gli asili nido dovranno aver conseguito la laurea in Scienze dell’Educazione L19 con un indirizzo specifico per educatori nei servizi educativi per la prima infanzia. Dal momento che l’indirizzo a cui fa riferimento il decreto non esiste e andrebbe attivato nelle varie università italiane, ciò implica che gli attuali iscritti al corso di laurea generale vengano automaticamente esclusi dalla possibilità di diventare educatori presso gli asili nido. Una normativa a cui farà fede l’anno di assunzione e non quello di immatricolazione all’università, il che suscita sconcerto e rabbia tra gli attuali studenti universitari che hanno scelto questo corso di laurea convinti che avrebbe loro consentito di diventare educatori anche negli asili nido.

Ragazzi e ragazze che hanno intrapreso un percorso universitario secondo la loro passione, che sperano un giorno di realizzarsi in ambito lavorativo, in una società in cui lo studente viene etichettato per il tempo che impiega a terminare i suoi studi, in cui la passione e la voglia di fare bene qualcosa quasi non conta, questo decreto arriva come un fulmine a ciel sereno. Che cosa dovrebbero fare i numerosi studenti che si sono iscritti negli anni passati? Cambiare corso di laurea impiegando così maggior tempo oppure, per chi è già alla tanto ambita laurea, modificare i propri sogni? Nonostante il decreto risalga all’anno 2017, un regolamento del MIUR non è stato ancora stabilito, di conseguenza non è stato inserito nessun nuovo indirizzo all’interno del corso di Scienze dell’Educazione L19 e ciò comporta che anche coloro che si iscriveranno ad ottobre 2018 subiranno la stessa sorte di chi è già immatricolato, poiché le università non faranno in tempo a adattare i rispettivi piani di studio.

L’università degli studi di Salerno non è da meno. Infatti, cercando tra le varie offerte formative che questo corso offre si nota l’assenza del percorso specifico imposto dal decreto. Questo provvedimento, oltre a rabbia e sconcerto, porta anche un altro dubbio con sé. Scegliere un corso di laurea, si sa, non è semplice perché, nel migliore dei casi, questo condizionerà il proprio futuro e, per avere più sbocchi lavorativi, gli studenti spesso scelgono corsi più generalizzati, preferendoli a quelli specifici. Inevitabilmente si creerà un divario tra gli studenti di Scienze dell’Educazione che sceglieranno il corso generalizzato L19 e quelli che decideranno di intraprendere il percorso specializzato con indirizzo per educatori nei servizi educativi per la prima infanzia (il quale vede come unico sbocco lavorativo il diventare educatore negli asili nido). Questi ultimi avranno capacità meno versatili nelle attività e, in una realtà in cui tutti sono utili ma nessuno indispensabile, ciò comporta meno stabilità lavorativa e maggiore insicurezza tra gli educatori del futuro.

Annaclaudia D’Errico