Quarto Potere è un film del 1940, diretto e interpretato da Orson Welles, in cui si narrano le vicende di Charles Foster Kane, magnate dell’editoria.

Kane è morto pronunciando la parola “Rosabella”, di cui nessuno riesce a comprendere il significato. Un giornalista, quindi, cerca di venire a capo del mistero andando a parlare con le persone che fecero parte della vita di Kane. Egli era un uomo molto ricco e conobbe tutti i grandi uomini del suo tempo. Fece costruire per la sua seconda moglie un incredibile castello in cui vi erano conservati milioni di cimeli e di cianfrusaglie, ed è proprio lì che Kane è morto.

Il film, se oggi è considerato un capolavoro, all’epoca fu un vero e proprio scandalo: chiaramente ispirato a William Randolph Hearst – editore e politico statunitense – il quale offrì un vero patrimonio alla famosa casa produttrice RKO affinché ne distruggesse la pellicola e ne bruciasse i negativi. Naturalmente la cosa non avvenne, ma il film fu soggetto a pesanti critiche e cattiva pubblicità proprio dai giornali di Hearst.

Quarto Potere è considerato come il primo grande film psicologico della storia del cinema: i personaggi che indagano su Charles Kane partono dal presupposto che la verità di un uomo risiede nella sua psicologia. Si tratta della volontà di cogliere l’individualità irripetibile della persona, unica ed individuale soprattutto dal momento in cui la personalità di un uomo e le sue azioni sono sempre state complesse, misteriose e caotiche. «Non basta una parola per spiegare il mistero di un uomo» dichiarano alla fine, in quanto non sono stati capaci di attribuire un significato al termine “Rosabella” il quale sembra rappresentare, adesso, nulla più se non uno dei tanti pezzi mancanti del puzzle e di cui solo la macchina da presa conosce il significato.

Il film girato da Orson Welles rivoluzionò il linguaggio cinematografico grazie al metodo della profondità di campo, il quale permette di mettere a fuoco sia i personaggi in primo piano che quelli sullo sfondo. Grazie a questo metodo non solo veniva eliminato il campo – controcampo ma intere scene potevano venire girate in modo continuo, spesso con la macchina da presa fissa. Ed è proprio la macchina da presa la sola ad avere il potere di svelare i segreti, di entrare nella stanza di Kane e mostrarcelo in punto di morte e di rivelarci il suo segreto: “Rosabella” era il nome della piccola slitta con cui Charles giocava da bambino.

Il risultato del film ci mostra come un uomo con una vita importante, agiata e privilegiata in punto di morte riesce solo a ricordare ciò che veramente ha avuto significato per lui: l’infanzia, un ideale sfuggito e smarrito.

Mika Monaco