Prima che cali il sole: la non intervista al candidato UDU

L’Università di Salerno, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, si è divisa in tre schieramenti: da una parte Confederazione degli Studenti con Raffaele Vitolo come candidato, dall’altra Link Coordinamento Universitario con Dario Cafasso, e infine Unione degli Universitari con il Presidente di Asg, Gianluca Mari, aspirante membro dell’organo. L’associazione studentesca Asinu ha avuto modo di interfacciarsi con i primi due candidati e porre loro alcune domande sui programmi con cui hanno animato la campagna elettorale. Lo stesso tentativo è più volte stato fatto anche nei confronti del rappresentante di UdU che però non ha mai risposto al nostro invito, lasciando supporre, alla luce delle molteplici sollecitazioni, che dietro quel silenzio si celasse un semplice diniego. Rispettiamo la scelta del candidato, anche se avremmo preferito prenderne atto attraverso la formulazione di una risposta, ma ci sentiamo in dovere di pubblicare ugualmente i punti che avremmo voluto toccare con lui. Crediamo, infatti, che dei programmi delle associazioni che concorrono alle elezioni (vale tanto per UdU quanto per Confederazione e Link) si debba parlare con frequenza e non soltanto in occasione delle tornate elettorali. E perché le domande che avremmo voluto porre alla sua attenzione racchiudono aspetti fondamentali dell’università su cui ci siamo interrogati e nei confronti dei quali continueremo a mostrarci interessati.

Al candidato di UdU avremmo voluto chiedere cosa avrebbe fatto, qualora fosse stato eletto, per creare un canale di comunicazione più diretto con gli studenti dell’Università di Salerno, poiché è piuttosto evidente che Unione degli Studenti Universitari riesca ad essere presente sul territorio soltanto in occasione di queste tornate elettorali; in che modo riformerebbe il CNSU visto che nel programma si fanno presenti alcune criticità ad esso legate; cosa pensa in generale della proposta di Link Coordinamento Universitario di prevedere la figura di referendum nazionali studenteschi dal momento che nel programma viene sottolineata l’importanza di dare più voce agli studenti. Per quale motivo non considerano valida l’eliminazione dell’indicatore ISPE che sappiamo prendere in considerazione elementi non idonei alla valutazione della condizione economica delle famiglie, in che modo vorrebbero eliminare la figura dell’idoneo non beneficiario, ma soprattutto cosa hanno provato già a fare a riguardo, data la presenza di UdU nell’organo uscente; in che modo strutturerebbero e garantirebbero le borse di servizio e se ritengono valida la proposta di introdurre un Reddito di Formazione per gli studenti. Qual è l’opinione del candidato sulla manovra Unisa Premia il Merito e se considera un buon traguardo l’innalzamento della soglia ISEE a 15.000 euro per l’accesso alla no tax area nel nostro ateneo, vista la presenza nel programma della proposta di eliminazione delle differenze di contribuzioni tra fuori corso e in corso, insieme all’innalzamento della soglia ISEE per la No tax area (a proposito: innalzamento di 20.000 o 28.000? Perché secondo Udu Salerno è di 20.000, ma per UdU nazionale è 28.000). Avremmo voluto chiedergli se ha preso in considerazione la possibilità di intervenire su queste manovre, dal momento che l’associazione di cui fa parte è anche quella che rientra nella coalizione che attualmente detiene la maggioranza in Consiglio degli Studenti e che quindi potrebbe, se volesse, chiedere una rimodulazione della manovra per non far gravare nuove spese sui fuori corso; cosa pensa della Carta dei diritti degli studenti dell’Unisa che ha subito diverse modifiche rispetto la versione originale, approvata in CNSU nel 2011, visto che Udu richiede l’entrata in vigore del documento in tutti gli atenei e se l’internazionalizzazione delle università può avvenire sempre e solo attraverso la mobilità internazionale in uscita e in entrata del progetto erasmus o se possa anche passare attraverso altre strade come in generale l’integrazione tra culture diverse e l’istruzione garantita anche a soggetti migranti; in che modo modificherebbe il corso di laurea in medicina (riforma di cui si sottolinea la necessità senza però specificarne il contenuto); quali meccanismi “diversi di finanziamento” proporrebbe per investire nell’istruzione.

Questi sono solo alcuni dei punti che Asinu avrebbe voluto toccare all’interno dell’intervista al candidato salernitano di UdU. Quesiti su punti che racchiudono idee, progetti, modi di guardare e analizzare il sistema accademico nazionale, soluzioni che potrebbero rivelarsi tanto efficaci quanto fallaci. Avremmo voluto chiedere anche come è riuscita UdU, a Salerno, a raccogliere il consenso di tutte le associazioni universitarie che fanno rappresentanza (eccetto Agorà, Agorà Studenti Comunicazione e Sociologia, Agorà Studenti Farmacia, SuiGeneris, ASM Globuli Rossi, Unita e Link) che invece lavorano separatamente all’interno degli organi di rappresentanza salernitani e concorrono l’una contro l’altra durante le elezioni interne. Ci chiediamo anche quanto in fondo queste elezioni siano davvero sentite dagli studenti visto il ruolo di maggiore interesse rivestito dalle associazioni studentesche. L’unica cosa che non ci chiediamo, la affermiamo con sicurezza: magari non a noi, ma è bene che a queste domande il rappresentante di UdU sappia trovare una risposta. Soprattutto nel caso in cui dovesse risultare il nuovo rappresentante dell’ateneo salernitano in CNSU.

 

La Redazione