Parole da salvare: l’iniziativa di Zanichelli

Ad oggi, gli italiani non hanno proprio un buon rapporto con la propria lingua, la dialettica e la ricerca delle parole in generale. Sono sempre più frequenti i giovani che non sono capaci di coniugare un verbo, usare il condizionale o capire se la “e” è accento o congiunzione. In poche parole: brividi.  

Con il passare del tempo, molti termini sono stati dimenticati e molto spesso sostituiti con sinonimi neanche troppo idonei. La cosa più grave è che man mano stanno scomparendo dal linguaggio comune. Per questo motivo, lo storico vocabolario Zanichelli ha deciso di affiancare nell’edizione 2020 il simbolo grafico di un fiorellino a tutte le parole considerate oggi a rischio di estinzione. Inoltre, Zanichelli per salvare e riscoprire il patrimonio linguistico italiano ha creato il progetto #paroledasalvare che ha già cominciato a prendere vita nelle maggiori piazze italiane e durerà fino a novembre:  il progetto prevede l’allestimento di un’#AreaZ, una zona a lessico illimitato in cui trovare le parole giuste per esprimersi, in cui tutti sono invitati a scegliere una parola e ad usarla in modo opportuno grazie all’installazione di un dizionario gigante che ospita, sulla quarta di copertina, un monitor touch-screen che propone a rotazione cinque dei 3.126 lemmi da salvare. Ogni persona p adottarne uno, pubblicandolo sui propri social - insieme alla relativa spiegazione – direttamente dallo schermo del vocabolario. Chi non usa i social, invece, ha a disposizione una cartolina che contiene una parola da salvare con il suo significato, da spedire tradizionalmente.

In occasione della recente Fashion Week milanese,il brand MSGM di Massimo Giorgetti ha aderito all’iniziativa lanciando la capsule collection “MSGMxZanichelli”. Impavido, Impetuoso, Illogico, Vivido e Radioso sono le parole stampate sui capi del brand di moda che da sempre si contraddistingue per la sua attitudine alle contaminazioni sperimentali con altri mondi come l’arte contemporanea e la musica, scegliendo – in questo caso – di contribuire a salvare il variegato patrimonio linguistico e lessicale italiano. Massimo Giorgetti ha dichiarato: Ideare questa collaborazione è stato come aprire gli ‘archivi dell’italiano’ e scoprire una ricchezza inaspettata, di parole, suoni e significati. 

Un’iniziativa, quella di Zanichelli, da ammirare e da prendere come esempio: era da troppo tempo che non si dava la giusta importanza alla lingua italiana. Questa vera e propria operazione di salvataggio risulta essere ancora più autentica perché nasce per amore delle parole e della loro storia. Vivendo nell’era dei social netwok stiamo sperimentando un nuovo tipo di comunicazione che ci obbliga ad essere sempre più rapidi nei messaggi che inviamo. Preferiamo i testi brevi a quelli lunghi, le sintesi ai lunghi discorsi. Le parole che possiamo usare sono limitate (come su twitter) e questo ci impedisce di sperimentare l’arte della scrittura. Così ci ritroviamo a comporre dei commenti brevissimi, magari senza punteggiatura, che sembrano più dei giudizi che delle manifestazioni di pensiero. Scegliamo poche parole, le più comuni, perché crediamo che in questo modo saremo più chiari. Che tutti ci capiranno. E invece non finiamo altro che essere ripetitivi e di conseguenza neanche tanto originali. Il messaggio che Zanichelli vuole trasmettere è chiaro: non solo far conoscere una parte meno nota del patrimonio lessicale italiano, ma anche invitare al suo utilizzo, per ritrovare il gusto di usare parole più ricche nel significato e capaci di arricchire il nostro modo di comunicare. La capacità di scegliere esattamente il termine giusto, più adatto per quello che si vuole dire, aiuta a esprimersi nella maniera più efficace possibile anche perché non è vero che una parola vale l’altra.

Michela Monaco