Unisa: studenti per Save the Children

Unisa: studenti per Save the Children

Il diritto all’istruzione è inserito all’interno della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, sancita 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La Carta stabilisce che ogni individuo, indipendentemente dalla razza, il sesso, la nazionalità, l’etnia o le origini sociali, le preferenze religiose o politiche, l’età o l’invalidità, ha diritto ad un’istruzione elementare gratuita. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Un impegno di cui gli enti preposti devono fungere da principali promotori, contando anche sull’ausilio di associazioni no-profit. In questi due anni di pandemia, l’istruzione e i giovani non sono riusciti ad andare di pari passo, complice la costrizione alla didattica a distanza che ha contribuito alla costruzione di un metaforico muro. Sono numerosi i bambini/e e gli adolescenti che hanno perso fiducia nello studio, sconfortati anche da un futuro che sembra sempre più allontanarsi. L’apprendimento e l’arricchimento culturale rappresentano la base per lo sviluppo sociale e dovrebbero ritornare ad essere una priorità. È proprio in quest’ottica che  entra in scena il progetto “Volontari per l’educazione” promosso da Save the Children, una delle più grandi organizzazioni internazionali indipendenti che dal 1919 si prodiga nella lotta per salvare la vita di bambine e bambini di tutto il mondo – operando in 125 paesi – per garantire loro un futuro a ogni costo. L’associazione è da sempre impegnata in battaglie su più fronti: salute e nutrizione, povertà, protezione, diritti ed educazione. In quest’ultimo campo si colloca l’iniziativa “Volontari per l’Educazione” che durante il 2020 – suo primo anno di attività –  è riuscita a fornire supporto ad oltre 1500 bambini/adolescenti grazie all’impegno profuso di più di 950 volontari e volontarie. Quest’anno, la campagna si rinnova e questa volta potrà contare sull’appoggio dell’Università degli Studi di Salerno.

Il progetto ha come obiettivo quello di avvicinare nuovamente allo studio bambini e adolescenti – dai 9 ai 17 anni – colpiti dalla crisi educativa prodotta dalla pandemia Covid-19 in cui la didattica a distanza li ha allontanati dal mondo scolastico e non solo in modo figurato. Il volontario selezionato e formato sarà affiancato stabilmente o ad un singolo studente oppure ad un piccolo gruppo e dovrà svolgere un ruolo di tutoraggio online a cadenza settimanale. Si tratta di non più di 3 ore a settimana in una fascia oraria orientativamente dalle 14 alle 18 per un periodo minimo di 3 mesi. Ovviamente, prima di essere associati ad uno/a degli studenti/esse che usufruiscono del progetto, tutti i volontari e le volontari dovranno svolgere delle ore di formazione divise in due fasi. La prima, da fare quando si preferisce poiché on-demand, avrà la durata di 4 ore, la seconda sarà di 2 ore in un webinar live e permetterà un confronto diretto con lo staff a completa disposizione per qualsiasi dubbio. Inoltre, durante le ore di svolgimento del tutorato, ogni volontario/a potrà fare affidamento ad un educatore o educatrice professionale grazie al coinvolgimento delle associazioni partner di Save the Children.

Fedele sostenitrice di “Volontari per l’Educazione” è RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile) che ha coinvolto anche l’Università degli studi di Salerno. Quest’ultima, tramite un comunicato pubblicato sul sito, invita gli studenti e le studentesse iscritti/e ad aderire all’iniziativa compilando l’apposito form. All’interno è richiesto di creare un account e di indicare come si è venuti a conoscenza dell’iniziativa, il suggerimento è quello di selezionare l’ateneo salernitano. Per poter entrare a far parte del progetto è necessario essere maggiorenne, unico requisito richiesto oltre a saper utilizzare Google Meet. Per avere ulteriori informazioni a riguardo, i contatti referenti dell’università di Salerno sono Marialuisa Saviano, professoressa del dipartimento di Farmacia e Francesca Conte, docente a contratto di Scienze Politiche e della Comunicazione. Oltre alla formazione base, per tutti i volontari e volontarie sarà possibile seguire un ciclo di approfondimenti su temi legati al supporto, allo studio online e alla relazione educativa in diversi contesti. Inoltre, ad ogni volontario che svolgerà almeno un tutoraggio verrà rilasciato anche un attestato di partecipazione.

Chi sceglie di attivarsi in questa forma di volontariato è una persona che crede fortemente nel valore dell’educazione e vuole contribuire al contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica.” è il messaggio dell’Università di Salerno per la chiamata alle armi nel mondo del volontariato. Un modo per iniziare a scalare il muro che è stato innalzato tra i giovani e l’istruzione durante questi due anni e una delle soluzioni è proprio quella di puntare sull’arricchimento culturale e sociale.

Annaclaudia D’Errico