Rai Storia: un addio?

In questi giorni si sta parlando di una possibile chiusura del canale Rai Storia o di un accorpamento a Rai 5. A dare l’annuncio è proprio l’amministratore delegato Fabrizio Salini, presentando all’Amministrazione Rai una spending review per salvare l’azienda stessa. Questo deriva dal bilancio in rosso, riportando “Il fatto quotidiano” quest’anno ci sarà una perdita di 130 milioni di euro, aggravata dal Covid-19 e dal crollo della raccolta pubblicitaria.

Per il mondo della cultura si tratterebbe di una grande perdita visto il lavoro di qualità svolto dal canale Rai. Non per questo un accorpamento con Rai 5 è negativo, si tratterebbe di un concentrato di cultura, arte e storia capace di coprire più pubblico interessato a questo settore, magari riuscendo anche a ricevere maggiori finanziamenti e proposte da presentare sul canale futuro. L’argomento diventa paradossale stando a quanto detto nel nuovo DCPM, riguardante la chiusura di cinema e teatri, visto che le emittenti televisive sono state spronate a diffondere la cultura sui loro canali proprio dal ministro Dario Franceschini.

Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai.

Ma questi restano rumors dal momento in cui nelle ultime ore è stata smentita la notizia dal CdA del colosso televisivo, tramite un post su Facebook pubblicato dalla consigliera di amministrazione Rita Borioni, decisione influenzata in parte anche dalla petizione che è girata online e che ha raccolto circa 50mila firme. La notizia è stata giustificata come un piano di emergenza per poter affrontare la situazione economica in crisi, ma in realtà non c’è la volontà e conferma l’impegno di rafforzare l’offerta culturale in questo momento particolarmente difficile per il Paese. Il delegato Salini vede le accuse rivolte alla Rai, per il disinteresse alla cultura, come inaccettabili. Per contrastarle porta come esempio la prima della Scala su Rai 1 e Piero ed Alberto Angela in prima serata con il record di ascolti, confermando la propria leadership culturale. Per i prossimi giorni sono stati già annunciati i quattro appuntamenti del Maestro Riccardo Muti, incentrati sui segreti e l’architettura della musica colta. È stato ricordato anche che un terzo del catalogo di RAIPLAY ha contenuti culturali: documentari, opere teatrali, musica, opera e danza. È stata anche ampliata la programmazione culturale rendendola trasversale negli orari e nelle reti.

Non ci resta quindi altro da fare che accendere la televisione o accedere alla loro applicazione per compensare la mancanza di cinema, teatri o eventi con i loro programmi, documentari ed interviste, per un’immersione nella storia ed avere un appuntamento con la cultura.

Gaia Troisi