Liscia, gasata o marziana

Liscia, gasata o marziana

Potrebbe non essere la notizia del secolo, ma certamente è la notizia di questo settimo mese del 2018. Alle 16.00 nel corso di una conferenza stampa, l’Agenzia Spaziale Italiana ha annunciato che l’esperimento Marsis ha portato a termine la sua missione: trovare tracce di acqua allo stato liquido, nel sottosuolo del pianeta rosso. La scoperta interessa un lago subglaciale, posizionato sotto la calotta polare sud di Marte. Solitamente a quelle profondità l’eventuale acqua dovrebbe essere allo stato solido, ma la presenza di sale all’interno del lago, ne abbassa il punto di congelamento , permettendole di restare allo stato solido. Proprio la presenza di sale, nonché il contatto con rocce di tipo basaltico fa pensare, secondo le parole di Orosei, dell’INAF di Bologna, che eventuali forme di vita debbano essere cercate qui. Orosei però rassicura: l’impossibilità di ricevere luce dal Sole, impedisce la fotosintesi, quindi non immaginiamoci di trovare alghe o altre forme di vita vegetali; al più possiamo aspettarci qualche batterio

Le dimensioni del lago sono ancora incerte, dati i limiti strutturali e di ricerca di Marsis. Ciò nonostante è certo che la sua profondità sia al sopra del metro. La certezza deriva da un “basso” potere risolutivo dello strumento che non è in grado di trovare volumi d’acqua al di sotto del metro cubo. 

Nel corso della conferenza stampa, durata non più di quaranta minuti e completamente in inglese, il team di ricerca, quasi completamente italiano, ha illustrato come sono stati ottenuti questi risultati. Bisogna immaginare, sostanzialmente, che Marsis funziona come una ecografia. Dall’orbita marziana, la sonda invia una serie di onde elettromagnetiche che vengono riflesse dal pianeta, e da tutto ciò che incontra, e delle speciali antenne ne analizzano la frequenza. La frequenza di ritorno, chiamata “eco”, ha una lunghezza d’onda differente per ogni materiale che l’onda elettromagnetica emessa dalla sonda, incontra nel suo percorso di andata e ritorno. 

Una scoperta italiana dunque, resa possibile dalla collaborazione dell’ASI con l’Esa, agenzia spaziale europea, che arriva due giorni prima dell’eclissi di Luna più lunga del secolo, in arrivo il 27 luglio e pienamente visibile dal nostro paese, e in un momento in cui proprio il pianeta rosso è in “Opposizione”, il momento in cui è più vicino al nostro pianeta

Luca Guido Salomone