Demian, storia della giovinezza di Emil Sinclair

Demian, storia della giovinezza di Emil Sinclair

2 Dicembre 2018

“Demian”, romanzo di Hermann Hesse, è stato scritto nel 1919 durante la guerra e pubblicato con lo pseudonimo di Emil Sinclair – il quale non è altro che il nome del protagonista del romanzo – e fu il risultato di una profonda crisi interiore vissuta dall’autore. La storia narra dell’evoluzione spirituale di un adolescente tormentato, Emil Sinclair appunto, il quale è alla continua ricerca del proprio io. Qualunque lettore di una qualsiasi epoca può rispecchiarsi in questo suo tormento, soprattutto per quanto riguarda il passaggio dall’infanzia all’età adulta. La storia del giovane Emil e le sue vicissitudini fanno da sfondo all’evento storico della guerra europea e poi mondiale.

In quest’opera si incontra per la prima volta il tema tipicamente hessiano della “polarità: essa, in filosofia, è l’espressione del rapporto di reciproca dipendenza di due elementi contrapposti. Emil infatti, sin da bambino, dice di vivere in due mondi separati: uno circondato dalla luce e dal bene; un altro invece circondato dall’oscurità e dal male. Il primo è quello sereno, spensierato ed amoroso della famiglia; il secondo è invece quello “proibito”, ed Emil dichiara di essere attratto molto da quest’ultimo. La natura timida ed infantile di Emil Sinclair si sarebbe corrotta per sempre se in suo aiuto non fosse arrivato ad un certo punto Max Demian: un nuovo compagno di scuola dal viso trasfigurato, fuori dal tempo e senza volto che lo aiuta, lo segue come amico e mentore per scomparire a lungo e poi ritornare quando serve. Di Demian non si sa nulla, se non che vive da solo con la madre.

Questo personaggio enigmatico fornisce a Sinclair la visione di un Dio (chiamato Abraxas), non puramente buono e giusto come vorrebbe la tradizione cristiana, ma una divinità che comprende il bene e il male. La distruzione del rassicurante Dio del passato, che illustra all’uomo cosa fare e cosa no, lascia in spazio alla responsabilità: il raggiungimento di se stessi si misura dalla capacità di scegliere, di essere responsabili del proprio essere e del cambiamento. Ma il cambiamento come può avvenire? La risposta è semplice: si deve distruggere il vecchio mondo per crearne uno nuovo. Infatti la guerra è alle porte – è appena scoppiato il conflitto tra la Germania e la Russia – e diventa lo strumento con cui la nuova umanità può superare la frammentazione della propria anima e rompere “il guscio che la teneva imprigionata”.

I due amici si vedono infatti costretti a partir per la guerra. Il tema fondamentale del romanzo è la ricerca del proprio essere e di una meta: è un percorso complicato, ostico, sospeso tra due mondi, ma in cui in fondo l’unica e vera vocazione è quella di arrivare a se stessi. 

 

Michela Monaco