Alex Strangelove: alla scoperta della propria identità

Alex Strangelove: alla scoperta della propria identità

Questo giugno è stato messo a disposizione da Netflix il film di produzione originale “Alex Strangelove”: non una semplice commedia per teenager ma un film che riesce a trattare con leggerezza e semplicità (e forse in alcuni tratti anche troppo superficialmente) il delicato tema dell’omosessualità.

Alex Truelove (interpretato da Daniel Doheny) è un adolescente gentile e sensibile ed è fidanzatissimo con la dolce Claire (interpretata da Madeline Weinstein). Nonostante i due si frequentino da tempo, sono entrambi ancora vergini: Alex continua a rifiutarsi di farlo mentre Claire, a sua volta, inizia ad essere molto impaziente a riguardo. Il ragazzo non capisce perché continua a rimandare il “grande evento”, considerandolo più come un dovere che come un piacere. Tutto si complica e in qualche modo si spiega quando Alex, durante una festa scolastica, conosce l’affascinante Elliott (interpretato da Antonio Marziale): gay dichiarato, il quale riesce con una semplice chiacchierata a mettere in dubbio l’orientamento sessuale di Alex.

Il film si approccia al mondo LGBT in modo completamente libero da ogni tipo di pregiudizio, e va a sottolineare e addirittura a portare agli eccessi alcuni stereotipi: drag,  persone trans, gay, bisex e tutto il “mondo arcobaleno” sembrano frequentare la stessa scuola. Può sembrare addirittura che la figura dell’eterosessuale sia sempre più in via d’estinzione. Un’altra cosa che va in sfavore della pellicola è che i personaggi vivono un conflitto esclusivamente interiore e non devono subire alcun tipo di bullismo che purtroppo è presente e invalidante nella vita reale, nella quale una persona arriva ad avere paura di dichiarare i propri gusti sessuali proprio perché teme di essere preso di mira non solo verbalmente ma anche e soprattutto con la violenza, perché viene giudicato “diverso”. Ma diverso da chi?

 

Michela Monaco