Viaggio: the day before the departure

M’interrogo sulla percezione del tempo: com’è che per chi parte il viaggio dura così poco, e per chi resta ad aspettare, così tanto? Le ore sembrano restringersi e dilatarsi a loro piacimento, alterando il movimento delle lancette nel quadrante di un orologio che fa come gli pare, senza obbedire alla men che minima legge spazio-temporale.
Il giorno prima della partenza piovono saluti, abbracci e raccomandazioni. Che io stia via un anno o poche settimane, chi mi ama sarà in pensiero, e questa è una delle cose meravigliose dell’andare lontano: riscoprire che c’è gente che mi vuole vicino, qualcuno che mi tratterrebbe per stare un po’ meglio, e che mi lascia andare per far stare un po’ meglio me.

Il giorno prima della partenza è il caos. Ho fatto tutto all’ultimo minuto, come al solito.  La valigia non si chiude.aereo Dovresti sedertici sopra, mi dicono; non peso abbastanza, rispondo io; forse dovrei mangiare di più, commento; o portare meno roba, mi fa notare qualcuno.
C’è poco da fare: io preparo i bagagli col terrore costante che quando sarò lontana chilometri, mi sveglierò di soprassalto una notte avvertendo l’incontrollabile bisogno di un oggetto che avevo deciso di non portare. La verità è che io non so lasciare le cose a casa, né le persone. Non mi basto mai ed ho bisogno di aggrapparmi continuamente a certi abbracci , sorrisi, e profumi che non posso mettere in valigia, ed ecco che il giorno prima della partenza inizia a sapere anche un po’ di malinconia.

Certo c’è l’entusiasmo della scoperta, prima di ogni cosa.
Soprattutto perché ho imparato che per quanto io possa informarmi sul posto dove andrò a stare, e per quanto possa progettare i luoghi da visitare e le cose da fare, la meraviglia starà sempre tutta nei dettagli che non posso immaginare, né prevedere.

Un tempo pensavo che certi autori scrivessero di viaggi, poi ho capito che sono i viaggi a scrivere sulla pelle di certi autori. Le città usano le mani degli altri per raccontarsi. Il giorno prima della partenza non è che la prima pagina del libro, quella bianca su cui stampare la dedica, il momento in cui prende vita una nuova storia, a cui il tempo, alterato com’è, giorno dopo giorno dà forma.

E al ritorno?

 

Valentina Comiato

19 Replies to “Viaggio: the day before the departure”

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