Il vaso di Pandora si è aperto: le donne parlano

I Golden Globe, una delle cerimonie più attese dai protagonisti di Hollywood, possono trasformarsi in una serata di frecciatine e colpi bassi. Come? Con gli strumenti di uso comune che possono rovinare o idolatrare chiunque tramite un hashtag o tweet scritto da uno e condiviso da milioni. Immaginate di trascorrere una serata fantastica, una di quelle che restano nel cuore. In questa serata siete anche stati premiati per aver fatto ciò che vi piace in modo eccellente. Avete brindato, festeggiato con le persone che amate e il vostro sorriso è arrivato a milioni di persone. Vi sentite amati, idolatrati… felici. Bello, vero?

Ora immaginate di svegliarvi il mattino dopo e scoprire che quelle stesse persone, che il giorno prima vi acclamavano, vi stanno riempiendo di insulti e commenti sgradevoli sulla stessa piattaforma su cui il vostro sorriso a trentadue denti è andato in onda. Ora come vi sentite? Raggirati o scoperti? Questa è la breve storia che ha vissuto James Franco. Reduce dalla vittoria del Golden Globe come miglior attore nella commedia “The Disaster Artist”, di cui è anche il regista, è stato accusato di molestie e abusi su twitter da Ally Sheedy, Sarah Tither-Kaplan e Violet Paley. Accuse a cui l’attore ha risposto con un semplice “Non so cosa abbia fatto a Ally Sheedy. Abbiamo lavorato insieme, tutto qui.”, facendo anche notare come l’attrice abbia rimosso i tweet che lo incolpavano qualche ora dopo la pubblicazione. Contro le altre accuse ha detto di volersi assumere ogni responsabilità e chiederà scusa se constaterà di aver commesso qualche errore. Riassumendo: James Franco sembra non saperne niente e, per ora, non sono state pervenute altre tracce che avvallassero le testimonianze delle donne. Questa vicenda che lo vede protagonista è solo l’ultima di una serie di accuse che hanno toccato diversi personaggi famosi comprendendo attori, produttori e registi.

Il fatto che il mondo dello spettacolo, ancora oggi in una società che vanta la sua lotta verso l’uguaglianza, abbia diversi scheletri nell’armadio non è di certo un segreto. Ma come mai in questi mesi stanno uscendo fuori storie di anni fa? Chi ha avuto la forza di aprire il cosiddetto vaso di Pandora? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro. Torniamo ai primi di ottobre, dove tutto è iniziato con il licenziamento di Harvey Weinstein, uno dei più grandi e potenti produttori di Hollywood, accusato di molestie ai danni di attrici e assistenti. Tra queste anche Asia Argento che ha dichiarato di essere rimasta in silenzio per paura di possibili ritorsioni e di aver trovato il coraggio grazie alle donne prima di lei che ne hanno avuto abbastanza di tacere. Questa bufera iniziata come un piccolo granello di neve non ha risparmiato nessuno, da John Travolta a Dustin Hoffman, passando per Ed Westwick e James Toback. Particolare è stata la dichiarazione dell’attrice Jennifer Lawrence, che denuncia una violenza psicologica, raccontando di essere stata costretta a mostrarsi nuda davanti ad un produttore accanto a donne più magre di lei per convincerla a perdere peso.

Il copione è sempre il solito: “Se vuoi la parte esci con me, andiamo a letto insieme, fatti toccare”. Ci sono molti modi e il talento non è tra questi. Essere brave per le donne non basta quasi mai se vuoi firmare un contratto. Devi concederti, venderti e umiliarti se vuoi fare carriera in un mondo così insidioso come quello dello show business e non solo. Non si tratta solo del bacio, della carezza non desiderata, ma di dignità, del diritto di ottenere quel lavoro per le proprie capacità e non perché si è disposti a mostrare le gambe. E quando finalmente si trova il coraggio di rompere il silenzio, di dar voce a quel segreto che ti opprime il petto, una donna deve sentirsi dire la frase che forse fa male più della violenza stessa “Te la sei cercata”. Tutto ciò che quella donna chiedeva, attrice o meno, era solo un po’ di rispetto per se stessa.

C’è tanto per cui lottare e quello che è uscito fuori dal vaso è solo l’inizio. Forse è tempo di cambiare le cose una volta per tutte? È arrivato il momento di togliere qualche scheletro dall’armadio? In effetti sarebbe quasi ora di fare un po’ di pulizia.

Annaclaudia D’Errico