Universiadi: la parola al rappresentante di Salerno in seno all’A.DI.S.U.R.C.

Il Bando per la Borsa di Studio, relativo all’anno accademico 2018/2019 e prodotto dall’A.DI.S.U.R.C., quest’anno consentirà l’utilizzo delle residenze universitarie soltanto fino al 30 Maggio. Perché, a partire da quella data, gli studenti dovranno fare spazio agli atleti che giungeranno in Campania per partecipare alle Universiadi. Dopo aver dato voce all’associazione Link Fisciano, che si oppone alle modalità con cui si sta organizzando la manifestazione sportiva, abbiamo incontrato Mario Passaro, rappresentante degli studenti in seno all’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario della Ragione Campania, per fare il punto della situazione.

Come valuti la decisione dell’A.DI.S.U.R.C. di destinare le residenze universitarie agli atleti impedendo agli studenti di usufruire delle strutture durante la sessione estiva?
Tra le parti che hanno dato vita al progetto (ARU, Regione Campania, Università), l’A.DI.S.U.R.C. è quella che gestisce le strutture ed è stata tenuta, essendo stato il progetto approvato, a mettere a disposizione le residenze. Le universiadi devono essere svolte all’interno di un campus, altrimenti sarebbe inutile chiamarle in questo modo. Un aspetto fondamentale da considerare è che la rappresentanza, e lo stesso organo, in queste settimane, si è mobilitata affinché agli studenti fossero garantite tutte le necessità. È vero che per un mese e mezzo non potranno usufruire della residenza che sta a 50 metri dall’università ma è anche vero che, tramite questa manifestazione, saranno apportati dei miglioramenti alle strutture che faranno sì che lo studente, dopo, possa usufruire di alloggi di un certo livello.

Perché secondo te si tratta di una soluzione inevitabile? Già gran parte degli atleti alloggerà in strutture non relative agli ambienti accademici.
Perché la partenza del progetto non può non prescindere dall’università. Di base deve esistere il villaggio. Nel momento in cui vengono occupate tutte le residenze, allora si dovrà per forza far affidamento su ulteriori strutture. Il motivo per il quale siano state scelte Salerno e Napoli come mete, nonostante le strutture universitarie non fossero sufficienti, non lo conosco. Ma posso dirti che nel momento in cui il progetto viene approvato, le direttive, che io considero anche giuste perché se l’intento è quello di fare le universiadi non si può non partire dal villaggio universitario, non possono non essere rispettate.

Credi dunque che l’evento sia stato ben accolto anche perché considerato un espediente per migliorare le residenze accademiche?
Sì, l’accordo serve anche a questo. È un modo per rendere molto più semplice il processo di miglioramento delle strutture perché utilizzeremo dei fondi, che sono dell’ARU, che vengono messi a disposizione per migliorare le strutture in cui alloggeranno gli atleti. I fondi di cui parlo possono essere utilizzati solo per le strutture in cui staranno gli atleti. È chiaro, quindi, che se non ci sono gli atleti non possono esservi neanche le migliorie.

In che modo hai gestito il tuo ruolo di rappresentante degli studenti all’interno dell’organo regionale?
L’A.DI.S.U.R.C. mi ha chiesto un parere in particolare su Baronissi, dove c’era l’intenzione di non utilizzare le strutture. Escludere le residenze di Baronissi dagli alloggi da destinare agli atleti significava però concedere la possibilità, di restare all’interno delle strutture, soltanto ad alcuni. E quindi ci siamo opposti perché secondo noi non si possono fare distinzioni: gli studenti vanno messi tutti sullo stesso piano. Ciò che ha provato a fare la rappresentanza in seno all’organo è stato cercare di garantire ai residenti una serie di servizi che possono tornare utili in questa situazione: l’individuazione di un alloggio alternativo (e non la liquidazione della parte finale della borsa di studio), la gratuità del servizio di trasloco, l’individuazione di uno specifico servizio di trasporto. Abbiamo gestito tutti questi aspetti affinché venissero rispettati tutti i diritti degli studenti.

Domenico Apicella, Presidente dell’A.DI.S.U.R.C., nelle scorse settimane, ha parlato di “trecento studenti che si dovranno spostare”. L’assessore Antonio Marchiello, in Consiglio Regionale, ha invece parlato di 674 posti letto che saranno occupati. Quanti sono, dunque, gli ambienti relativi all’UniSa in cui saranno ospitati gli atleti? Nessuno studente avrà la possibilità di restare negli alloggi?
Gli atleti che alloggeranno nelle strutture saranno 1.550. Questo perché verranno raddoppiate le stanze in modo da far rientrare più partecipanti. Posso confermare che tutte le residenze, entro il 30 Maggio, saranno liberate. Eccetto per la struttura di Palazzo Barra di Lancusi che si trova già in buone condizioni e che quindi non necessita di alcun miglioramento strutturale. Ad essere allontanati, quindi, saranno anche gli alloggi, relativi al 30% delle strutture complessive, occupate da docenti, ricercatori e altri soggetti tramite accordi internazionali.

Si parla di una soluzione definitiva: due strutture ad Avellino in cui gli studenti potranno alloggiare. In che modo i relativi servizi universitari (trasporto, mensa) saranno garantiti?
Tutti conosceranno la propria stanza molto temo prima e potranno quindi traslocare con calma. Il trasporto Avellino – Unisa sarà garantito da apposite navette che faranno una spola continua tra i due punti. L’ARU ha garantito la piena gratuità del trasloco per tutti gli utenti. Gli orari e l’impostazione dei trasporti saranno a carico dell’A.DI.S.U.R.C. che, in accordo con i rappresentanti degli studenti, avvierà dei tavoli tecnici nelle prossime settimane in modo da rendere gli studenti partecipi di questo momento. Si terrà ovviamente conto degli orari serali della mensa in modo che il servizio relativo ai pasti non subisca alcun effetto negativo.

Le Universiadi prevedono anche la partecipazione degli studenti tramite il programma volontari. Qual è, ad oggi, l’orientamento universitario in relazione ad un possibile riconoscimento dell’attività? e credi sia utile per uno studente, in piena sessione d’esami, partecipare alla manifestazione in questi termini?
L’idea è quella di dare un riconoscimento agli studenti che prenderanno parte al programma volontari. Nel dettaglio non so ancora come verrà gestito perché ancora non si è deciso il rapporto ore – cfu. Ma c’è l’intenzione di riconoscere l’attività come tirocinio formativo. Per quanto riguarda l’utilità e la possibilità di partecipazione: dipende dalla singola persona. Ogni studente deve essere in grado di organizzarsi in un certo modo. Se crede di doversi dedicare totalmente allo studio durante i mesi di giugno e luglio va bene, allora, non partecipare. Ma se ha la possibilità di organizzarsi, io credo sia positivo prendere parte all’evento. Sia per il riconoscimento che per l’esperienza in sé.

Cosa pensi della possibilità che le ore spese all’interno del programma volontari siano riconosciute come tirocinio formativo, dal momento che quest’ultimo dovrebbe comprendere al suo interno tutte attività mirate alla professione che si intende perseguire e che dunque si discosta da quello che probabilmente sarà il contenuto delle attività svolte durante la manifestazione sportiva (assistenza logistica agli atleti)?
Dipende dal tirocinio. Io sono un medico e durante le universiadi, nel caso in cui dovessi fare il volontario, potrei trovare l’atleta che ha una frattura, una lesione o un’infiammazione improvvisa. Non è comunque una cosa che farei nell’esercizio della mia professione? Chi crede che non sia didattico, semplicemente non lo fa. Non è una costrizione. Se uno studente crede che nella sua formazione possa essere utile anche il volontario (anche se didatticamente non rispecchia quello che effettivamente dovrebbe essere fatto) perché è un’esperienza che permette di rapportarsi con studenti di altre università, allora va bene.

L’associazione Link Fisciano ha provato a parlare delle problematiche relative all’utilizzo delle residenze di Salerno attraverso un’assemblea organizzata presso l’aula polifunzionale di Fisciano ricevendo, però, il diniego da parte dell’A.DI.S.U.R.C. Il dato che si potrebbe ricavare da questo avvenimento è la difficoltà nell’organizzare un’assemblea all’interno della struttura. Alla luce anche di quanto prevede il Regolamento di gestione dell’aula, è corretta questa deduzione?
Dipende dal tipo di assemblea. Se i residenti si organizzano tra loro e ne fanno una, non credo ci sia un problema. Ma qui si parlava di una contestazione accompagnata dalla scritta “l’A.DI.S.U.R.C. sfratta”. L’impostazione non è stata quella del chiedere di parlarne insieme per capire come affrontare la situazione. È stata invece quella di fare un’assemblea pubblica all’interno dell’aula polifunzionale per parlare dell’A.DI.S.U.R.C. che sfratta. Non so quanto possa essere corretto. Con i membri di Link Fisciano ho trattato spesso della questione: quando mi hanno presentato delle proposte, le ho sempre fatte presenti all’interno dell’organo. Come, ad esempio, l’idea di rendere gratuito il trasloco: è stata una loro idea, che l’A.DI.S.U.R.C. ha accettato. Su questa questione specifica mi aspettavo che andassero oltre la polemica in sé. Capisco ciò che intendono ma, nonostante il tentativo di aver portato in seno all’organo le loro proposte, vedo che continuano nel loro spirito critico contrario alla manifestazione.

Hai avuto modo di affrontare il tema delle Universiadi anche con l’associazione di cui fai parte e all’interno della coalizione, Studenti UniSa, cui fa parte Studenti Medicina Salerno? Cosa è emerso?
Per quanto riguarda l’associazione di cui faccio parte, SMS, i membri hanno fatto un sondaggio tra tutti gli studenti che vivono nelle residenze di Lancusi, i quali non hanno avuto un atteggiamento contrario alla manifestazione perché hanno riconosciuto che, attraverso i lavori di strutturazione delle residenze, saranno risolti numerosi problemi. L’associazione, rifacendosi all’impostazione degli studenti, ha portato avanti questo tipo di pensiero. Per quanto riguarda la coalizione di cui fa parte SMS, loro hanno seguito insieme a me le varie tappe degli accordi e insieme ( inclusi i membri di Link Fisciano) abbiamo curato l’attenzione sul trasloco, sul trasporto, sulla mensa, e sull’individuazione della struttura alternativa per evitare la liquidazione della parte finale della Borsa di Studio.

Antonella Maiorino