Unisa premia il (costoso) merito

La politica di Unisa premia il merito, iniziativa stanziata dall’università a partire dall’anno accademico 2015/16, dall’anno scorso ha iniziato a perdere un po’ di consensi all’interno della classe studentesca. Il dibattito sul significato della parola “merito” e se possa o meno essere ricollegabile alla velocità con cui gli studenti sostengono gli esami, si è spostato su un altro fattore, quello del reddito che sembra mettere in discussione il significato sotteso all’iniziativa. Ma procediamo con un ordine, ricostruendo gli avvenimenti principali da quando è in atto la manovra. Questo progetto è rivolto a tutti gli studenti che concludono, durante l’anno accademico, tutti gli esami previsti dal piano di studio della loro facoltà o che si sono laureati nei tempi previsti dai dipartimenti. Per tanto, chi viene etichettato come meritevole dagli uffici d’Ateneo ha il diritto al rimborso delle tasse universitarie versate in quell’anno, fatta eccezione per quella regionale che non è soggetta ad un eventuale rimborso. Questa iniziativa sponsorizzata dal Rettore raggiunge dei buoni risultati e nel 2017, 3145 studenti iscritti nell’anno accademico 2015/16, vengono rimborsarti perché considerati motivo di orgoglio per l’intero Ateneo. Le regole sono semplici da comprendere come l’obiettivo: laurearsi e finire l’anno senza trascinarsi esami, in pratica non perdere tempo, come ci ricorderà qualche anno dopo, in una sorta di monito, l’opera Ombre di Lucio Perone, situata a Piazza del Sapere nell’aprile 2018.

Il Rettore Aurelio Tommasetti rimane talmente entusiasta dal successo ottenuto dall’iniziativa di Unisa premia il merito che decide di rinnovarla anche per l’anno accademico 2016/17 e, durante la consueta sponsorizzazione, dichiara che i parametri per rientrare nel progetto rimarranno invariati rispetto all’anno precedente. Tutto sembra normale e gli studenti che vogliono rientrare in graduatoria cercano di sostenere gli esami o di laurearsi in tempo, così da poter essere rimborsarti delle tasse versate. Qualcosa però non va come previsto e il 30 maggio 2018, giorno in cui viene pubblicata la graduatoria provvisoria dei meritevoli dell’anno accademico 2016/17, molti studenti si ritrovano esclusi, nonostante avessero conseguito tutti gli esami previsti dal proprio piano di studio in tempo. Il motivo di quell’esclusione è il non aver presentato l’attestazione ISEE, il cui termine ultimo per l’inserimento era febbraio 2017.  L’inserimento dell’ISEE come criterio necessario per l’erogazione del contributo è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione il 13 luglio 2017 e, dopo due settimane, sulla pagina dell’università il 30 luglio viene pubblicato un avviso in cui si dichiara che l’attestazione ISEE è prevista per l’anno accademico 2017/18 senza menzionare né fare alcun tipo di riferimento all’anno precedente. Di conseguenza, gli studenti fiduciosi di rientrare tra i meritevoli e di ottenere il rimborso per l’anno accademico 2016/17 non si sono preoccupati di inserire l’ISEE, convinti che non avrebbe avuto alcun peso. Le due graduatorie, prima quella provvisoria e poi quella definitiva, hanno raccontato una storia completamente diversa alimentando il malcontento della classe studentesca.

Numerose sono state le proteste degli studenti esclusi e due laureati in giurisprudenza hanno deciso di non restare a guardare, ma di agire per tutelare i loro diritti e quelli di altri studenti nella stessa situazione. Prima di operare in ambito legale, una volta presa visione della graduatoria ufficiale pubblicata il 17 luglio 2018, i due colleghi hanno provato ad ottenere un colloquio con il Rettore Aurelio Tommasetti per discutere della questione senza coinvolgere la sfera giuridica. La loro scelta non è stata ricompensata, infatti dai vari uffici e segreterie la risposta era solo una, quella di accettare passivamente la situazione perché non c’era niente che potessero fare per cambiarla. Una realtà che loro non hanno deciso di prendere in considerazione, scegliendo di percorrere la via legale citando in giudizio l’università.
Tra giugno e luglio 2018, Luciano Persico e Renato Scarpa iniziano a lavorare ad un ricorso amministrativo coadiuvati dallo studio legale Matrone e il 4 ottobre 2018 lo notificano all’università. Dopodiché l’8 novembre 2018 l’istanza viene depositata materialmente all’ufficio TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) di Salerno. Ad oggi, i due ragazzi stanno aspettando che venga fissata la data per l’udienza di trattazione, consapevoli dei tempi lunghi soliti della giustizia italiana.

La manovra del Rettore Tommasetti già al secondo anno di attuazione sembra remargli contro, forse la voglia di scalare le classifiche era talmente tanta che non ha fatto bene i conti con le risorse dell’Ateneo. Tra il primo e il secondo anno di effettuazione del progetto, gli studenti meritevoli secondo l’opinione dell’Ateneo hanno avuto un brusco calo passando da 3145 a 2868. L’inserimento del criterio dell’attestazione ISEE, cioè di calcolare il merito anche in base al reddito non rientra di certo nella politica iniziale sulla quale era stata fondata l’iniziativa, inoltre la non sponsorizzazione per l’anno accademico 2016/17 insieme all’attuazione illegittima della norma dovrebbe far riflettere su quanto l’università di Salerno vada sempre più spesso contro gli studenti, invece di tutelarli.

Annaclaudia D’Errico