Unisa – Lettere: a rischio il numero aperto (e non solo)

Mentre le future matricole dell’Unisa sono ancora alle prese con gli esami di maturità, a Fisciano già si discute del loro futuro. Il 15 giugno il Consiglio Didattico di Lettere si riunirà per esaminare, tra le altre cose, la possibilità di introdurre l’accesso programmato al corso di laurea triennale: in questo modo il test d’ingresso diventerebbe selettivo e verrebbe posto un tetto massimo (di 230 studenti, come previsto dal Ministero) al numero di iscritti.

test universitàLa professoressa Chermaine Anne Lee, presidente del Consiglio Didattico, ha voluto che la proposta fosse inserita tra i punti all’ordine del giorno per rispondere al problema dell’ingente numero di fuoricorso che negli ultimi tempi attanaglia il corso di Lettere. Gli studenti, secondo la professoressa Lee, si iscrivono con delle lacune evidenti; molti di loro non sono motivati e scelgono Lettere esclusivamente come ripiego di corsi più selettivi, dove magari non vengono ammessi. Lo proverebbero gli scarsi risultati dei test d’ingresso valutativi: lo scorso anno dei circa 300 iscritti, ben 150 hanno riportato un punteggio insufficiente in italiano, e molti professori iniziano a chiedersi se i corsi di recupero obbligatori previsti dal Dipartimento siano davvero efficaci, considerando che oltre il 20% degli studenti consegue nel primo anno un numero di CFU così basso da risultare già matematicamente fuoricorso.

“Si sta cercando di rimodulare il recupero” ci ha spiegato la docente, ma ha aggiunto che organizzare questi corsi si rivela oneroso e che spesso sono gli stessi studenti a sottovalutarne l’utilità; ad esempio in pochissimi usufruiscono dell’Help Teaching, progetto che vede gli iscritti ai corsi di laurea magistrale tenere lezioni facoltative rivolte alle matricole in difficoltà. È quindi dall’impossibilità di trovare soluzioni che siano valide in itinere che nasce la proposta di una prima scrematura a monte. “Se il test fosse selettivo i ragazzi studierebbero di più, e capirebbero che Lettere non è una passeggiata”.

Certo è che l’accesso programmato non risolve del tutto il problema. A Lingue, ad esempio, si verifica spesso un meccanismo in cui il numero di rinunciatari equivale a quello degli esclusi che compilano la domanda di scorrimento. Ne consegue che, nonostante viga un test selettivo, vengono ammessi anche studenti con punteggi molto bassi. Quello dello scorrimento è un sistema che la professoressa Lee, coerentemente con la sua posizione, condanna, e rispetto al quale si rammarica di non poter intervenire, in quanto dipeso da normative ministeriali.

lettereIntorno al Ministero, in realtà, ruotano più o meno tutti i mali. “So che è brutto parlare di zavorra, ma a causa dei fuoricorso l’Università riceve meno fondi ha ammesso la professoressa. Il definanziamento, inoltre, a quanto ci ha spiegato, non è neppure il rischio maggiore. Un altro problema è dovuto al fatto che il Miur impone che, per ogni corso di studi, il presidente del Consiglio Didattico nomini un certo numero di docenti di riferimento. Per Lettere questo numero è fissato in 9 per una normale classe di 230 studenti, ma nel caso dell’Unisa è salito ad 11 (in proporzione col numero di iscritti). Garantire tanti docenti di riferimento per la triennale significa non poterne garantire a sufficienza per le lauree magistrali, tanto che quella in Filologia Moderna correrebbe addirittura il pericolo di chiudere.

Valentina Comiato

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9 Replies to “Unisa – Lettere: a rischio il numero aperto (e non solo)”

  1. Indubbiamente la problematica riguarda una numero rilevantissimo di ragazzi che decidono di affidarsi ad un corso di studi poco selettivo, da qui l’opportunismo di vivacchiare in un tale contesto, tuttavia sarebbe errato generalizzare, Fisciano soffre di una carenza di servizi ignominiosa per qualsiasi Università che si rispetti, ne consegue un danno allo studente nel porre in essere un percorso di studi fisiologico.
    Tanto per fare un esempio: anche in giurisprudenza 4/5 studenti si laurea fuori corso, ora è evidente che i deficit siano da rilevare anche in altri lidi e non solo da scaricare a presunti studenti fannulloni.

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