Unisa: e le borracce?

Unisa: e le borracce?

Correva l’anno 2019. L’università salernitana era da poco uscita dalla notorietà di avere un Rettore candidato alle elezioni europee. Era il periodo dei venerdì in piazza per l’ambiente, di Greta Thunberg e dei Fridays for future. All’Unisa veniva organizzato un evento per presentare il nuovo piano di raccolta differenziata: non più bidoni unici sparpagliati nei campus con sacchetti neri ma tre-quattro-cinque bidoncini, colorati come gli edifici del campus, per differenziare carta, plastica, vetro, umido e indifferenziato. Era l’anno delle promesse e anche l’ateneo fece la sua: ampliare il parco fotovoltaico per il raggiungimento del 70% di autoproduzione energetico, eliminare la plastica monouso attraverso la distribuzione di borracce al corpo studentesco e installare 12 fontanili nei campus.

Cos’è rimasto di quelle promesse a distanza di tre anni? Solo le sagome delle borracce che gli studenti e le studentesse avrebbero dovuto ricevere da dicembre in poi e che invece ancora attendono. L’iniziativa delle borracce non è solo una questione di target universitari da regalare alle matricole quando partecipano ad Unisa Orienta. Non sono penne, blocchetti di fogli, zainetti. Sono strumenti che hanno uno scopo preciso all’interno di una struttura accademica: invogliare la comunità accademica ad utilizzare oggetti non di plastica. Significa poter intervenire sul numero spropositato di bottiglie che ogni giorno vengono comprate e gettate. Si tratta di una posizione che l’università può prendere e a cui gli studenti e le studentesse possono affiancarsi per garantire uno spazio plastic free. È insieme un messaggio economico, ambientale, civile e salutare. Un modo per richiamare la responsabilità di tutti e tutte al rispetto dell’ambiente.

È proprio in questo contesto che si inserisce la seconda parte dell’intervento: installare fontane d’acqua, conosciute anche come “case dell’acqua”. Sono strutture che permettono di bere acqua liscia, leggermente frizzante e frizzante, senza un limite di utilizzo. Il Comune di Fisciano ne possiede già due, di cui una vicina alle residenze universitarie. Soluzioni di questo tipo permettono di risparmiare sulla spesa economica dell’ateneo perché verrebbero meno i costi di realizzazione delle bottiglie e il trasporto su tir delle stesse, oltre a limitare le emissioni di CO2.

Le borracce e i fontanili sono lavori complementari che hanno lo scopo comune di assecondare l’abitudine di bere acqua senza utilizzare la plastica. Un progetto che si inserisce nell’attenzione sul tema a cui anche i servizi di ristorazione interni al campus dovranno uniformarsi. Distribuire le borracce alla classe studentesca, al corpo docenti e al personale interno ai campus è un modo per iniziare a trattare seriamente il tema, in modo chiaro e visibile. Il Consiglio degli Studenti dell’Università di Salerno, nella seduta del 16 Marzo, ha richiesto per i campus di Fisciano e Baronissi l’installazione di erogatori d’acqua e la distribuzione delle borracce di metallo per la classe studentesca. A distanza di tre anni, il tema della plastica, delle borracce e dei fontanili d’acqua torna di nuovo al centro dell’attenzione.