Unisa attraverso lo specchio

L’università degli studi di Salerno. Un campus come tanti sotto molti aspetti, gremito di persone che hanno sempre un posto dove andare o qualcosa da fare. Alcuni giocano a fare gli artisti, mentre altri fingono di non esserlo, indossando uno stupido costume da uomo mediocre. Questo articolo è dedicato a loro, anche se io stesso stento a definirlo un articolo. Un articolo dedicatovi da uno strano individuo che, oltre le aule, se ne sta seduto sotto un albero a consumare la sua sigaretta e osservare. Questo è l’anno in cui quella persona ha cominciato a farsi delle domande. Prima fra queste è stata: Come si vedono gli studenti dell’Unisa, attraverso lo specchio? Una domanda banale potreste dire. Molti attraverso lo specchio vedono ciò che vorrebbero diventare: professionisti, lavoratori oppure semplicemente persone felici; altri invece vedono quello che non vogliono essere: apatici, frustrati, individui senz’infamia e senza lode. Io faccio parte sicuramente della seconda categoria. La seconda domanda che mi si è posta di fronte è stata: Cosa fa l’università per aiutare noi studenti a raggiungere questo obiettivo? Bastano una laurea e le nozioni e l’impegno impiegati per ottenerla?

La mia personale risposta è no. Proprio mandando avanti questa mia ricerca, diffidando dalle associazioni, le quali per buona parte dei casi non cercano altro che adesioni con metodi molto spesso ridicoli (lo sapete di chi sto parlando, non fate finta di nulla), mi sono imbattuto in progetti all’interno dell’università che potrebbero essere utili al nostro caso. Questo discorso sembra limitato agli studenti di materie umanistiche, ma in questi ambienti di divaricamento culturale ho avuto la possibilità di incontrare gente di tutti i tipi e tutte le facoltà. L’unica credenziale necessaria è l’impegno e la passione.

Ho avuto la possibilità di avere a che fare con la radio dell’ateneo, con televisioni e altri enti di informazione e non. Associazioni para-universitarie artistiche e sportive. Persino blog che, nonostante odi profondamente, danno a tutti la possibilità di esprimersi, persino a me. Fucine di anime con voglia di muoversi e con cui c’è parecchio da divertirsi. Che siate ragazzi palestrati di scienze motorie, o la ragazza magra con gli occhiali di lettere, dagli ambiguissimi individui di scienze della comunicazione agli avvoltoi di giurisprudenza passando per i nerd di ingegneria e per i tipi strani di lingue, che siate persone comuni oppure anomalie; siete tutti invitati a toccare con mano queste realtà. L’università è troppo importante per viverla unicamente studiando.

Mario Rotolo

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