Trump come Bush: l’accordo è da rifare

Con le parole pronunciate dal quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, lo stato a stelle e strisce è uscito fuori dall’accordo sull’ambiente siglato poco meno di due anni fa dall’amministrazione Obama. Il Trattato di Parigi stabilisce che i paesi firmatari si impegnino, entro il 2025, a ridurre le emissioni dei gas serra, CO2 e altri gas che danneggiano la fascia di ozono, almeno del 26%. Per entrare in vigore c’era bisogno della ratifica di almeno 55 paesi che fossero responsabili del 55% delle emissioni di gas serra.

La fuoriuscita degli Stati Uniti d’America da un trattato a protezione dell’ambiente non è cosa nuova, infatti, anche il Protocollo di Kyoto ratificato, che sanciva riduzioni alle emissioni di gas serra dal democratico Bill Clinton, fu poi annullato dall’amministrazione del repubblicano George Bush. Volendo fare un paragone tra i due avvenimenti si possono notare alcune analogie: in entrambi i casi la scelta di uscire da un trattato a salvaguardia dell’ambiente è stata una delle promesse elettorali che successivamente i due repubblicani hanno mantenuto. La motivazione alla base della rinuncia al “Protocollo di Kyoto” fu che l’accordo non vincolava i paesi in via di sviluppo, che quindi erano liberi di emettere qualsiasi quantità di agenti inquinanti. A distanza di 20 anni è sempre l’industria ad essere la motivazione della fuoriuscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi. Il presidente Trump ha infatti dichiarato che il trattato sarebbe andato a pesare sull’economia interna, limitando le industrie.

Il futuro dell’accordo è molto nebbioso: se da una parte gli Stati Uniti vorrebbero una rinegoziazione per ottenere soglie più basse, dall’altra parte i firmatari, Unione Europea e Cina su tutti, contrastano la possibilità di una rinegoziazione, in quanto ciò andrebbe a vanificare gli sforzi fatti per giungere all’accordo firmato da 177 paesi. Nel corso degli anni si è sempre assistito a eventi come la fuoriuscita degli U.S.A. dal trattato ma il buon senso generale ha fatto sì che poi si trovassero soluzioni per continuare a percorrere la strada della salvaguardia ambientale. Sarà così anche questa volta?

Tommaso Mauro