Test d'ingresso: un business in aumento

Neanche 1 mese di vacanza e già i neodiplomati (e non) si trovano ad affrontare i test d’ammissione all’università. Ansia, adrenalina, paura, tutto si mescola in testa insieme alle nozioni raccolte per i test d’ingresso delle facoltà a numero programmato che ogni anno sembrano aumentare sempre più.

Il via ai test lo darà, domani 4 Settembre, la facoltà più quotata ogni anno: Medicina e Chirurgia che quest’anno sembra aver avuto un boom degli iscritti ai test pari al 15% in più rispetto allo scorso anno, con 82mila pretendenti per soli 10.173 posti, e 931 per Odontoiatria. Il 5 è ancora dedicato al mondo della medicina, ma questa volta versione inglese. La facoltà concede anche la possibilità di fare i test in altri paesi come Germania, Gran Bretagna, Polonia, India e Stati Uniti.

A seguire, il 6, gli aspiranti 30mila Architetti si contenderanno gli 8720 posti disponibili sul campo.

Lunedì 10 è la volta di Veterinaria che mette a disposizione di chi se lo merita ben 918 posti.

Le Professioni Sanitarie, invece, si apriranno agli studenti Martedì 11, con 27mila posti per 22 rami, e le uniche ad avere un test non nazionale, ma d’ateneo.

Il campus Bio-Medico di Roma invece ha già testato i 3041 diplomati (+ 52,2%) per i 120 illustri posti disponibili.

test università

 

Come Medicina e Chirurgia, anche Ingegneria ha avuto la sua buona dose di iscritti anche quest’anno, con il 13% in più rispetto al 2011, con preferenze per Ingegneria Gestionale, Ingegneria Meccanica e Ingegneria Biomedica, nonostante i quiz siano improntati sulle più temute materie: fisica, matematica, chimica e biologia.

Flop invece per la facoltà di Economia all’Università di Firenze con circa 400 iscritti in meno in confronto all’ultimo anno. Sempre a Firenze ci sperano ancora le facoltà a numero aperto come Giurisprudenza che ha registrato -130 iscritti e Lettere e Filosofia (-114), meno grave poi Matematica con il -62.

A rassicurare le parole degli studenti il Ministro Profumo che all’inizio dell’estate affermò: “I test saranno molto più allineati al modo di essere degli studenti. E il fatto che i test vengano elaborati anche in collaborazione con l’Università di Cambridge serve a evitare che alcune domande siano troppo collegate alla nostra cultura, tali da risultare poco note agli studenti che vengono da altre parti del mondo.” Ma la preoccupazione fra gli studenti persiste sulla base delle domande come la “grattachecca di Sora Maria” a cui il 44% degli aspiranti medici ha risposto in maniera errata.

Qualche giorno fa il Ministro ha aggiunto: ” Ci sono le prove attitudinali e quelle per il numero chiuso. Io credo molto nelle prime, per consentire agli studenti di verificare appunto le loro attitudini ai corsi di laurea. L’orientamento quindi dovrebbe essere fatto al quarto anno delle superiori e i test nella primavera del quinto anno. Tutta la procedura va anticipata. E per incentivare gli atenei a questo penso di inserire una voce in materia di orientamento nel Piano triennale sulla programmazione futura.

Qualcuno è d’accordo con il Ministro, qualcuno pensa di posticipare la selezione alla fine del 1 anno accademico con la finalità di offrire agli studenti i mezzi per potere affrontare i test selettivi.

Gli studenti protestano contro il business che gira intorno ai test d’ingresso, tenendo conto che solo l’iscrizione ai test costa in media 50,00 euro (non rimborsabili) e per prepararsi gli studenti spendono ancora intorno ai 66,oo euro per un Alpha test. Inoltre, il 54% dei corsi di studio in Italia sono a numero chiuso, quindi, lo studente spesso si iscrive a diversi test di accesso al fine di non perdere l’anno accademico, aumentando però le spese. Gli studenti non possono evitare di incrementare questo mondo, perché non possono non iscriversi all’Università. Le contestazioni proseguono eppure non cambia nulla, in fondo è un business e le speculazioni come è noto, aumentano durante la crisi.

 

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