Sessioni da incubo all’Unisa: terrore a lingue per l’appello unico

“La sessione invernale è stata strutturata per dare la possibilità a tutti coloro che sono indietro con gli esami di poterli sostenere […] Questa logica ha portato necessariamente ad un cambiamento nella sessione di gennaio-febbraio dello scorso anno che consiste nel contemplare un unico appello per disciplina/corso, creando una distanza opportuna per gli studenti tra l’esame di dicembre e quello di gennaio-febbraio.”

Incredulità generale, sdegno, disapprovazione. Queste le reazioni degli studenti difronte alla comunicazione effettuata dai membri dell’associazione studentesca Linguisticamente sulla loro pagina ufficiale.
Un UNICO appello per disciplina…, più lo si legge e più suona surreale eppure, per gli studenti di Lingue all’UniSa è tutt’altro che assurdo. Un incubo divenuto realtà, dal quale ancora non ci si riesce a risvegliare completamente.

La decisione è  stata presa sulla base di dati forniti dall’ANVUR afferenti al suddetto corso di laurea, secondo i quali è stata riscontrata una scarsa partecipazione agli esami da parte degli stessi studenti. Nello specifico, per quello che riguarda il nostro Ateneo, mediamente più del 70% dei prenotati risulta poi assente il giorno effettivo dell’esame, ragion per cui si è ben pensato di “spalmare” diversamente gli appelli tra i tre mesi di dicembre, gennaio e febbraio, dando la possibilità di sostenere a dicembre gli esami relativi ai precedenti anni di corso e nei restanti due mesi, invece, gli esami del semestre appena concluso.

Inoltre, sempre tenendo in considerazione i dati ANVUR, la soluzione proposta dal Consiglio didattico è stata sì quella di ridurre gli appelli, ma nel contempo assicurare agli studenti un supporto potenziato per quelle discipline il cui numero di “fuggitivi” appare maggiore. È stato pertanto stanziato un cospicuo finanziamento volto a garantire una maggiore preparazione dell’esaminato, fornendogli le competenze e gli strumenti adatti ad affrontare l’esame attraverso attività di tutoraggio ed Help Teaching.

Tutto fantastico se analizzato in quest’ottica. Dovremmo quindi dedurre che se lo scopo di tale decisione è ridurre il numero di fuoricorso e la soluzione proposta è diminuire il numero di appelli (perché parliamoci chiaro un appello per disciplina rappresenta una riduzione a tutti gli effetti, dal momento in cui, se sono in regola e non ho esami da recuperare, la sessione di dicembre è praticamente inutile) ci troviamo davanti ad uno dei dipartimenti più eccellenti d’Italia, i cui studenti riescono a superare tutti gli esami al primo tentativo e non rischiano di posticiparli alla sessione successiva. Peccato però che i dati dell’ANVUR si tradiscano da sé e che, nella fantomatica lista dei 180 dipartimenti d’eccellenza, quello di Lingue di Salerno non sia minimamente menzionato.

Dunque queste statistiche non contano? Piuttosto che ricorrere a tale soluzione, non sarebbe stato più giusto escogitare qualcosa che fosse maggiormente in linea con le esigenze degli studenti? Dopotutto, sono o non sono questi ultimi il perno del sistema universitario? Eppure ogni cosa pare sia contro di loro.

Reduci di una sessione estiva all’insegna dello sciopero e minacciati da altre possibili proteste nella sessione di giugno-luglio, ci si sente sempre più schiacciati dalle tempistiche in cui pianificare studio ed esami, che stanno trasformando la carriera universitaria in una vera e propria corsa ad ostacoli. Ciò che conta è raggiungere il traguardo quanto prima, non importa come e con quali risultati perché, dati i tempi molto stretti, aspirare a esiti brillanti resta un privilegio per pochi eletti.

Soluzione efficace? Solo un enorme paradosso dico io. Intanto la laurea sembra un’utopia.

Alessia Turi