Dino Pedriali, Pier Paolo Pasolini – Nostos: Il ritorno (1975-1999)

Le ampie sale del Palazzo Fruscione a Salerno fungono da contenitore esemplare alle fotografie di Dino Pedriali. Settantotto immagini che presentano un ritratto intimo e sfaccettato, realizzato dall’allora giovane fotografo, che accontentò la richiesta di Pasolini di ritrarlo tra la quotidianità della sua villa a Chia (VT) e quella nella sua casa in Sabaudia (LT). Undici le foto che rappresentano il ritorno (nostos) del fotografo in quei luoghi dopo la morte di Pasolini. Tutto iniziò con l’incontro tra i due, deciso allorché Pasolini volle conoscere Man Ray, fotografato tempo addietro dallo stesso Pedriali. Dalla sintonia immediata all’esplicita richiesta dello scrittore: «Fotografami qui, sarà uno scandalo». Tutto ciò poco tempo prima del suo tragico assassinio avvenuto il 2 Novembre 1975 all’idroscalo di Ostia.

Che sia nella villa, circondata da anticPasolinihi ruderi e da un’aspra natura, o nell’ambiente scarno e austero dell’altra dimora, Pasolini appare sempre circondato dal silenzio, immerso nel vuoto della sua solitudine. Viene fotografato mentre è concentrato in diverse attività, con lo sguardo profondo fisso sui dattiloscritti da correggere, sulla fedele macchina scrivere, o mentre a carponi è in cerca di qualcosa tra i diversi fogli sparsi sul pavimento. Talvolta il fotografo si concentra solo sul suo volto, altre volte sui dettagli, come quando blocca il gesto della mano di Pasolini mentre è intento a disegnare un profilo ben marcato. Alcune delle fotografie sono state scattate all’esterno delle abitazioni e vedono Pasolini affianco alla sua Alfa 2000 o passeggiare in modo sicuro nelle strade deserte e tra le architetture fasciste.

L’occhio di Pedriali è un occhio attento ai dettagli ma anche curioso, come dimostrano alcune foto scattate dall’esterno della villa che fanno intravedere Pasolini attraverso le ampie finestre, quasi di sfuggita. E sono proprio le finestre che permettono al fotografo di giocare con la luce per rendere poetico il contrasto chiaroscurale del bianco e nero. Una luce “caravaggesca” (citando la critica di Peter Weiermair) che Pedriali utilizza al suo meglio proprio nelle foto di nudo, ritenute scandalose, che ritraggono un Pasolini rilassato, intento a leggere prima d’addormentarsi o ad abbandonarsi al riposo sulla sua poltrona.

L’intento di Pasolini era quello di far rientrare queste fotografie nel progetto “Petrolio” uscito postumo e incompiuto come romanzo nel 1992. Fotografie che vengono ora pubblicate integralmente nel volume “Pier Paolo Pasolini – Fotografie di Dino Pedriali” (Johan & Levi editore), in uscita il 17 marzo.

La mostra, visitabile fino al 16 Marzo, è stata organizzata dall’associazione Tempi Moderni . Il programma prevede anche una serie d’incontri sull’opera di Pier Paolo Pasolini dal titolo “La parola innamorata”.

Letizia Pizzarelli

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