Pablo Picasso e altri viaggiatori: storie naturali e viaggi spirituali

In occasione del centenario del soggiorno napoletano di Pablo Picasso la Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni  ospita, dal 19 Febbraio al 18 Giugno 2017, 48 sue opere originali tra incisioni, litografie e ceramiche. Ad accompagnare le sue opere, una documentazione fotografica sull’artista, il celebre film “Le Mystère Picasso” (1955) di Henri-Georges Clouzot  e altre opere dei cosiddetti “viaggiatori” artisti che hanno formato il proprio sguardo visitando la Costa d’Amalfi.

Ad una prima occhiata alle sale non appare chiaro nell’immediato il legame tra le opere di Picasso e quelle degli altri artisti. Solo dopo aver ripercorso i passi dell’artista, dopo aver osservato con attenzione e aver percepito quanta influenza hanno avuto i luoghi visitati sugli artisti stessi, possiamo vedere le tessere del puzzle ricomporsi. Ma partiamo dall’inizio.

Il viaggio è il filo conduttore che lega le opere e le ceramiche tra loro. Da sempre i luoghi e la loro natura  influenzano  gli artisti facendone scoprire nuovi colori e nuovi mezzi d’espressione. Il percorso espositivo parte con le opere di Picasso e si snoda attraverso varie tappe, dai viaggi spirituali ad alcuni bestiari fino ad approdare sulle sponde naturali della costiera.

Si parte dalla sezione dei  “Viaggi Spirituali” che si apre con 5 tavole litografiche a colori dal titolo “Barcellona Suite” pubblicati nel 1966 per il Museo che la città di Barcellona aveva dedicato a Picasso, rappresentanti temi salienti del suo periodo giovanile. Ne fanno parte “L’attesa” e la “Ballerina Nana”  litografie dei dipinti del 1901 successivi al primo soggiorno a Parigi e “Madre e figlio” opera del 1902 il Periodo blu dell’artista. “Madame Canals” invece è del Periodo rosa, tratta da un ritratto di Benedetta Bianco Coletta, italiana residente a Parigi compagna del pittore Ricardo Canals amico di Picasso.

“Arlecchino” rappresenta la seconda tappa,  la scoperta di Picasso del mondo italiano, della maschera e della commedia dell’arte durante il suo primo viaggio (nel Febbraio del 1917) dopo il quale ha inizio il suo periodo Neoclassico.

Si passa poi dalle ceramiche, Picasso grazie ad un viaggio a Vallauris, vicino Cannes, conosce i ceramisti Georges e Suzanne Raimé grazie ai quali si abbandona alle molteplici possibilità espressive offertagli dalla ceramica. Di Picasso vengono esposte anche tre Acqueforti autoironiche facenti parte della “Suite 347” che vedono Picasso spettatore e protagonista di intrighi erotici.

Il percorso si chiude con ceramiche e vedute della costiera dei cosiddetti “viaggiatori” tra i quali spiccano Maurits Cornelius Escher e Oskar Kokoschka. Le opere provengono da Musei Provinciali e da importanti collezioni private e mostrano i diversi modi di vedere la costiera, di vivere la ceramica ed esplorare le molteplici forme della natura nel suo rapportarsi con quella umana.

Letizia Pizzarelli

9 Replies to “Pablo Picasso e altri viaggiatori: storie naturali e viaggi spirituali”

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