Officina Reporter

Qualche giorno fa, il 24 settembre, Salerno ha accolto Romano Cagnoli con un pubblico di sole quindici persone nonostante le numerose informazioni che era possibile trovare su giornali e su internet.
Il fotoreporter, che ha appoggiato in Siria l’esercito curdo e che è fortemente acclamato all’estero per la sua intensa carriera, si trova dalle nostre parti grazie a un’iniziativa più grande a cui forse, vista la poca presenza riscontrata, non si è prestata la giusta attenzione.

L’evento Officina Reporter – con sede al Complesso Monumentale di Santa Sofia – è un’esperienza no profit, patrocinata dall’Università degli studi di Salerno, dall’accademia delle Belle Arti di Napoli, dalla regione Campania e dai comuni di Salerno e di Napoli.

alex-mayoliGuardare con leggerezza perché ogni fotografo aderente al progetto cerca di educare i propri spettatori a vedere l’invisibile presente in varie città; questo è il titolo della prima edizione dell’evento che mira a diventare un appuntamento annuale aprendo, ogni anno, alla candidatura di nuovi fotografi.
Dal 21 settembre fino all’8 ottobre è infatti in esposizione – nella sopracitata sede – una mostra che coinvolge quarantatré giovani fotografi che hanno lavorato seguiti da importanti specialisti del mestiere e dodici fotografi internazionali tra i quali alcuni vincitori del World Press Photo che saranno in varie date ospiti del progetto per parlare di fotografia e informazione, e in particolare delle proprie esperienze.

L’8 ottobre sarà possibile incontrare alle ore 18 Mauro Pagnano, che narra di quella parte di Caivano ormai tristemente chiamata “La terra dei fuochi“, e alle ore 19 Francesco Citro, i cui lavori altalenano tra dure verità quali la guerra e la mafia; ma la mostra è aperta dal martedì fino al sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 13.

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