Modigliani: vero o falso?

Tutto ha avuto inizio con l’esposizione delle opere dell’artista  Modigliani il 16 marzo 2017 al  Palazzo Ducale di Genova. La chiusura anticipata della mostra ha fatto storcere il naso a chi desiderava ammirare i tratti eleganti di quell’artista “dell’anima” che rivolse all’amante Jeanne Hébuterne la celebre frase “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”. Il perché di questa brusca interruzione lo spiega un comunicato stampa sul sito ufficiale del Palazzo Ducale che mostra il rammarico per i danni all’immagine dovuti ai provvedimenti presi dalla Procura di Genova a causa delle opere esposte ritenute false.

La mostra è stata commissionata a un partner di prestigio internazionale “MondoMostre Skyra” con il quale hanno allestito altre esposizioni importanti come “Frida Kahlo” e “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”, al quarto posto per numero di visitatori nel 2016. Per questa occasione è stato scelto come curatore Rudy Chiappini, per oltre 20 anni direttore del Museo d’Arte di Lugano, riconosciuto per eventi di respiro internazionale, alcuni di questi su Modigliani.

Gli accertamenti investigativi hanno portato alle pesanti accuse dell’esperta nominata dalla Procura di Genova, Isabella Quattrocchi, secondo la quale l’esposizione era voluta in questo modo. Come riportano le sue analisi le opere presentavano firme pasticciate,  figure assemblate in modo incompetente, tele invecchiate in maniera maldestra nascoste dalla scarsa e inadatta illuminazione.  Per mascherare ulteriormente i trucchi utilizzati, i dipinti sequestrati sono stati inoltre ricoperti con un pannello di “carton plum”, un supporto in tela già preparata, commerciale, tirata su un telaio di tipo seriale. Solo nel caso del celeberrimo dipinto “Nudo disteso” (il ritratto di Celine Howard), la consulente ha invece sottolineato come sia necessario un ulteriore approfondimento del Ris dei Carabinieri.

Tuttavia anche nei casi in cui le tele vengano falsificate con maestria non si potrebbe replicare il gesto originale che l’artista vi ha impresso. In questo caso si può parlare di riproduzioni  “artigianali” poiché verrebbe a mancare quello che è il puro e autentico atto creativo. L’opera d’arte per essere tale è il frutto di una creazione nata dal connubio tra intelletto e immaginazione. Persino ricreare una scena, o un soggetto, preso pari passo da un’altra opera è ritenuto plagio. Modificare qualcosa non basta, il punto di vista dell’artista è altresì fondamentale. Per esempio la riproduzione fotografica della Gioconda con i baffi di Duchamp è considerata un’opera arte. Questo non perché si tratta di una fotografia ma per l’intento provocatorio insito nel gesto di riprodurla con i baffi e il pizzetto. Caratteristiche che rendono “L.H.O.O.Q”  un manifesto contro il conformismo.

Sicuramente non per aver mal falsificato le opere sono indagati l’allora curatore Rudy Chiappini, il presidente di MondoMostre Skira, Massimo Vitta Zelman, e il collezionista e mercante d’arte Joseph Guttmann, ma per  truffa aggravata, messa in circolazione di false opere d’arte e riciclaggio. E mentre un’accesa polemica vede il critico Vittorio Sgarbi tacciare di incompetenza la Quattrocchi, Giuseppe Costa, presidente della Costa Edutainment Spa, scrive in una lettera aperta del suo disappunto riguardo i tentativi di  portare questo scandalo sul piano politico danneggiando un luogo che “Ha segnato e segna lo sviluppo di Genova”. Di certo il clima della campagna elettorale non aiuta e i toni polemici che ha assunto questa querelle rischiano di mettere in discussione i risultati raggiunti e la partecipazione del pubblico.

Pepi, il collezionista toscano esperto di Modigliani, sottolinea l’esistenza di un gran numero di falsi e lancia l’allarme per il 2020, quando ricorrerà il 100° anniversario della morte dell’artista. Se questo scandalo porterà un maggior controllo sull’autenticità o meno delle opere, questo sarà tutto da vedere.

Letizia Pizzarelli