Migrare nelle fognature dell'Unione

Si può morire di speranza? 7681 persone non potranno più rispondere a questa domanda. Sono i morti e dispersi nel Mediterraneo tra il gennaio 2014 e il febbraio 2016. Quasi ottomila individui che avrebbero affermato “no”. Perché non ti puoi aspettare che non la guerra, non le bombe, non la fame, ma il mare ti uccida. Non puoi pensare che quello a cui stai andando incontro sia peggiore del mondo devastato che ti stai lasciando alle spalle.

Nel corso del 2015 oltre un milione di migranti è salito a bordo di un barcone per approdare sulle invitanti coste europee. Solo nei primi mesi di quest’anno gli sbarchi contano in media 2mila ingressi al giorno, il 15% in più dei flussi riscontrati nello stesso periodo dello scorso anno. Persone con le schegge nelle mani. Da numerosi paesi mediorientali in 150mila nel 2015 hanno percorso la rotta libica per arrivare a Lampedusa, la terra promessa italiana; molti di più sono approdati in Turchia verso la Grecia (800mila), per risalire- attraverso la cosiddetta rotta balcanica- un’Europa che in Ungheria ha inciso il suo primo messaggio di “welcome home”, erigendo un muro.

L’Europa delle barricate, emblema di un’unione di Paesi costruita su ideali di cartone e interessi di ferro. L’Europa della libera  circolazione delle persone finché conviene, del trattato di Schengen con la clausola del ripristino delle frontiere nel caso di minacce gravi per l’ordine pubblico e la sicurezza, in questo caso il più grande esercito migratorio mai esistito. Un esercito che ha per stendardo le toppe di decine di bandiere, composto per lo più da siriani, iracheni, afghani, ma anche kosovari, albanesi, pachistani, eritrei; disperati che fuggono dalla guerra, ma anche migranti economici, persone che sfidano la sorte per veder realizzato il sogno di una vita migliore. Approdano per lo più in Grecia- 124mila migranti solo tra gennaio e febbraio 2016, soprattutto siriani e afghani- e lì restano intrappolati, guardando la speranza allontanarsi da dietro il filo spinato che delinea la chiusura della rotta dei Balcani.

Perché tra questi molti sono clandestini. Immigrati irregolari di cui gli stati dell’Unione non possono e vogliono farsi carico. Da qui l’Ue-Turkey Statement, l’accordo entrato in vigore lo scorso 20 marzo tra l’Unione e la Turchia, che ha l’ambizioso obiettivo di gestire l’emergenza migratoria, esaminando singolarmente le domande dei richiedenti asilo giunti in Grecia e rispedendo al mittente (la Turchia) coloro che non risulteranno idonei allo status di rifugiato e coloro che non presenteranno domanda. Per ogni irregolare rispedito in Turchia, un altro immigrato sarà reinsediato dalla stessa verso l’Ue. Il tutto, dicono, nel rispetto delle leggi internazionale e dell’Unione. E dei diritti umani.

Perché il diritto internazionale sia rispettato, alla Turchia è stato riconosciuto di fatto  lo status di “paese terzo sicuro”.

Posto che si prenda per buono che il paese di Erdogan, sempre più vicino all’annessione all’Ue, sia un “paese terzo sicuro”- la Turchia della guerra contro i curdi, degli attentati di Daesh, la Turchia che, come denuncia Amnesty International, fa versare i rifugiati in condizioni terribili, rimandando moltissimi direttamente in Siria e aprendo persino il fuoco contro chi cerca di attraversare la frontiera- quello che risulta ancora più oscuro è come i diritti dei richiedenti asilo possano essere davvero assicurati. Solo nel 2015 sono 1milione200mila i migranti che hanno fatto richiesta di protezione internazionale negli stati membri dell’Unione Europea, oltre il doppio dell’anno precedente. Alla fine del 2015, erano 922.800 domande di protezione internazionale negli Stati membri dell’Unione europea ancora pendenti, in fase di esame. Da oggi invece un apparato di decine di giudici, centinaia di pubblici ufficiali e 700 milioni di euro messi a disposizione della Grecia, dovranno riuscire a esaminare quotidianamente circa duemila richieste asilo, elaborando in pochi giorni una responso che fino ad ora ha richiesto anche più di un anno.

Sembra che un piano sgangherato sia meglio di nessun piano. Eppure qui, nella nauseabonda fognatura in cui è finito il politically correct, il motto europeo “united in diversity”, la solidarietà e il rispetto dei diritti umani sembrano in pericolo più che mai.

Martina Nacchio

24 Replies to “Migrare nelle fognature dell'Unione”

  1. 950130 371446 An interesting discussion is worth comment. I believe that you need to write more on this topic, it may well not be a taboo subject but usually men and women are not enough to speak on such topics. Towards the next. Cheers 189797

  2. 651717 496266For anyone one of the lucky peoples, referring purchase certain products, and in addition you charm all of the envy of all the the numerous any other folks around you that tend to have effort as such make a difference. motor movers 18748

  3. 134465 259754Amaze! Thank you! I constantly wished to produce in my internet web site a thing like that. Can I take element with the publish to my blog? 602773

  4. 193836 676792Spot on with this write-up, I truly suppose this internet site needs rather more consideration. most likely be once a lot more to learn much more, thanks for that info. 242932

  5. 572657 2368Id should talk to you here. Which is not some thing I do! I quite like reading a post which will make individuals believe. Also, a lot of thanks permitting me to comment! 641777

  6. 554214 903426Nicely picked details, many thanks towards the author. Its incomprehensive in my experience at present, nonetheless in common, the convenience and importance is mind-boggling. Regards and all the best .. 473800

  7. 881075 109103Greetings! Quick question thats completely off subject. Do you know how to make your internet site mobile friendly? My weblog looks weird when viewing from my iphone. Im trying to discover a template or plugin that may be able to fix this difficulty. In case you have any recommendations, please share. Appreciate it! 195716

  8. Si bien la autoestima puede verse afectada por las percepciones de los demás, es en gran medida cómo te sientes acerca de ti mismo. Cremas: Continuamos con los iniciadores de erección, y en este caso mencionamos las cremas, son tópicos de aplicación externa, sobre los cuerpos cavernosos; ayudan a la dilatación de las venas y a la erección. También es conveniente dejar atrás el consumo de alcohol y tabaco. Los hombres con una causa física de DE a menudo experimentan el mismo tipo de reacciones psicológicas (estrés, ansiedad, culpa, depresión).

  9. Cualquier enfermedad crónica puede aumentar los riesgos de impotencia sexual y, para empeorar el cuadro, muchos de los medicamentos usados en el tratamiento de estas enfermedades también contribuyen a la disfunción eréctil. Es importante destacar que tener dificultad eventual en la erección no se considera como impotencia.

  10. 580325 489731You ought to be really astute at research and writing. This shows up within your original and exclusive content. I agree together with your primary points on this topic. This content material should be seen by far more readers. 948520

  11. Disfuncion erectil homeopatia. Se considera que existen dos tipos de erecciones, las erecciones reflexológicas y las erecciones psicógenas. Los últimos post que escribí decía que había tenído problemas con una amiga que me estaba ayudando. Cialis honduras…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.