L’ignoto: intervista a Satoshy e La Banda Balloon

Lo scorso lunedì è stato messo a disposizione su YouTube il videoclip del brano musicale “Il Mare”- girato nei pressi della stupenda isola di Dino, a Praia a Mare – estratto dall’album di esordio di Satoshy e La Banda Balloon, “L’Ignoto”. La band, composta dai giovanissimi musicisti calabresi Simone Nollino e Pasquale Oliva, decide di unire le forze con il rapper Satoshy, creando un progetto sperimentale e autoprodotto, nato nel 2018 e distribuito nel maggio 2019. Composto da 18 brani inediti il cui stile  definito rap sperimentale – oscilla tra il rap, il jazz, l’hip hop e la musica elettronica, “L’ignoto” è un disco che affronta diverse tematiche come il viaggio attraverso l’interiorità e tutto ciò che è ignoto, la rinascita della propria consapevolezza e la natura umana legata agli elementi.  

Consapevoli di poter trovare nella musica di questi ragazzi qualcosa di diverso – nonostante si definiscano “molto sintetici nel dare risposte a parole in quanto riescono ad esprimersi meglio attraverso la musica” – abbiamo deciso di intervistarli, consigliando vivamente ai nostri lettori di ascoltare “Il Mare” e le altre tracce del cd, per approfondire lo stile e la personalità della band. 

Cosa vi ha spinto a creare questo connubio musicale?  
Crediamo che sia stata la necessità di esprimerci nel modo più puro e personale possibile: nonostante i differenti percorsi musicali di ognuno di noi, con il tempo ci siamo resi conto di avere una visione comune da cui abbiamo tutti preso ispirazione. 

Come mai avete deciso di coinvolgere diversi artisti nei vostri brani? 
Abbiamo deciso di coinvolgere diverse personalità nei nostri brani perché ci è sempre piaciuto collaborare e stare bene insieme con la musica. 

Il tema del disco è il viaggio all’interno di tutto ciò che è ignoto: da dove parte l’idea e quale significato avete tentato di attribuire a questa tematica? 
L’ idea si è formata da sola con il tempo. È stato un processo molto naturale e abbiamo cercato di preservare quell’istinto nel suono del disco. Quando abbiamo deciso di farlo, è stato un tuffo nell’ignoto in tutti i sensi, dalle scelte di vita prese per realizzarlo, al tipo di musica, alle rinunce che abbiamo fatto per concretizzare questo ideale che ci univa. Volevamo dare una forma con la musica a quei valori, pensieri e sensazioni, che erano indefinite dentro noi. 

Il tema centrale de “Il mare”, il vostro singolo appena uscito su Youtube, è quello della natura legata agli elementi: quanto il tema ambiente/natura è importante e incisivo nel vostro lavoro? 
Molto, il mare esprime la purezza ma anche l’instabilità della natura umana nel cercare il proprio equilibrio. 

Credete che sia difficile emergere come band in Italia?  
Assolutamente sì, purtroppo la nostra penisola non ha radici profonde nella musica contemporanea e tutto questo si riversa nella cultura musicale italiana, dagli ascoltatori ai direttori artistici, ma non solo. Quindi, in questi posti è sicuramente uno sforzo maggiore e nel Sud Italia tutto questo diventa ancora più accentuato. 

Quali sono le vostre aspettative per il futuro? 
Al momento siamo concentrati al cento per cento su questo progetto, anche se lavoriamo sempre a qualcosa di nuovo. 

Mika Monaco