La condizione della donna nel 2011

Sebbene l’ articolo di Camillo Langone su Libero a mio avviso non meriti nemmeno di essere commentato, mi sembra doveroso prenderlo in considerazione viste le polemiche che ha provocato sul web– anche se molto lascia pensare che lo scopo fosse propriamente questo, perché non si può altrimenti spiegare come sia possibile  parlare così nel ventunesimo secolo.

Lasciamo stare la dichiarata xenofobia dell’ autore e l’ improbabile dualismo culle vuote- barconi pieni e prendiamo in considerazione la natalità in Italia: è più importante la quantità o la qualità? Sono gli italiani a non voler più fare i genitori oppure è lo Stato e la crisi economica che sta attraversando a non mettere loro  nelle condizioni di crescere dei figli? Davvero ci si dovrebbe auspicare un ritorno al passato in cui si mettevano al mondo 8- 10 figli, pur crescendoli nella miseria e nell’ ignoranza? Cosa ancora più grave è sperare in donne ignoranti, che non debbano fare altro nella vita se non procreare! Una donna colta è una donna informata, che sa cosa fare per crescere al meglio un bambino e questo, soprattutto nelle zone povere del mondo, significherebbe meno mortalità infantile. Per non parlare degli studi che ribadiscono l’ importanza delle donne lavoratrici per la crescita economica del Paese.

 

Ma davvero c’ è bisogno di ricordare queste ovvietà? E noi che pensavamo che la discriminazione di genere fosse solo un retaggio del passato, che si fosse raggiunta la parità dei sessi…! Che così non fosse era chiaro già dal fatto che si continuasse a parlare di “quote rosa”… perché nessuna donna intelligente vorrebbe essere assunta solo per fare numero e non perché lo meriti più di un altro candidato, uomo o donna che sia. Se questo è il clima che si respira ha ancora senso un po’ di sano femminismo che porti le donne a scendere in piazza per ribadire i propri diritti.  L’ occasione per farlo è la manifestazione “Se non le donne, chi? “ organizzata per l’ 11 dicembre dal comitato Se non ora quando? che lo scorso 13 febbraio mobilitò un milione di donne per protestare contro l’ immagine della donna offerta dai mass-media e dalla politica berlusconiana e che adesso torna in piazza al grido di Mai più contro di noi, mai più senza di noi! 

Vuoi approfondire? Guarda qui:

Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli Libero

Donne escluse dal lavoro, perdiamo 7 punti di PIL Corriere della sera

Le donne di Se non ora quando tornano in piazza Il fatto quotidiano

16 Replies to “La condizione della donna nel 2011”

  1. sono dispiaciuto davvero del fatto che esistano persone,giornalisti che hanno dovuto studiare per fare il loro mestiere,e che nonostante questa premessa,quella di essere persone istruite,parlano ancora degli immigrati come fossero un male e delle donne come fossero bestie.Chi ha studiato un po di storia,e si affaccia al balcone di casa propria,puo notare come gli immigrati nel passato siano stati la forza degli usa,la fonte di arricchimento e di idee piu prolifera,e dando uno sguardo sul mondo può anche notare quanto l italia abbia bisogno di gente nuova,e possibilmente giovane.Non capisco questa paura,anzi una vera e propria fobia verso gli uomini di colore,quando poi andando in marocco si trova una popolazione che è praticamente uguale a quella italiana,con una grande predominanza di tratti scuri e mediterranei,cosi come mediterranei siamo noi italiani,con o senza la padania.Siamo molto piu mediterranei che padani,molto piu mori che biondi,molto piu simili,se non uguali a spagnoli,libici e turchi rispetto ai classici esemplari di uomini del nord,della germania o dell olanda,biondi o rossi,che con noi hanno davvero poco a che fare,anche sul punto di vista empatetico e umano.Peccato che agli italiani piaccia sempre stare dalla parte del più forte.Peccato che gli italiani non capiscono che il mondo d’ oggi si evolve minuto per minuto e sia ha sempre bisogno di idee nuove,che non possono partire dall interno,ma arrivano sempre da fuori;nel nostro caso la speranza di un futuro florido e innovativo,pieno di idee e di gente nuova,pronta a lavorare e a ottenere una cittadinanza italiana è riposto proprio in quelle barche strapiene,e non nelle culle di ospedali dove chi vi è ricoverato sa già che la prima cosa che il bimbo che sta per nascere troverà sarà una struttura dalla quale dovrà spesso fuggire,ambendo a entrare in quelle fasce di persone(caste)tipicamente italiane e che danno la possibilità di usufruire di strutture e cliniche fatte su misura per chi se lo puo permettere.Gli immigrati questo non lo sanno e covano dentro di loro la voglia di essere parte di un tessuto,il nostro,che loro non hanno mai avuto,e che a loro piace gia cosi,e che pertanto sapranno conservare meglio di noi,che col tempo abbiamo imparato a essere sfiduciosi gli uni con gli altri,e per questo cerciamo di scucirlo e portarlo casa,ogniuno per se.E’ triste dover scrivere un commento stile anni ’90,quando ormai sono passati 20 anni dal periodo in cui si portavano avanti certe discussioni.E’ triste perchè si evince che siamo rimasti 20 anni indietro e a questo punto non provo nemmeno a parlare della condizione della donna,se siamo ancora a questi livelli.Non per questo ci si deve adeguare a questa condizione,e nonostante la linea di pensiero possa essere falsata invito tutti a comportarsi da persone del 21esimo secolo.Non si deve attendere un cambiamento di opinione o una serie di riforme che agevolino le donne,tanto è che parliamo ancora di quote rosa(ottima presa in giro!)quando poi lo slogan che il contesto italiano ci lancia è quello dell’ ultimo concorso per veline.Donne,non c’ è bisogno di riforme o forme di incoraggiamento tant è che dal 1970 a oggi ciò che è cambiato è il fatto che adesso il gentil sesso non è piu costretto a restare in casa al filatoio,ma si cerca di sedarlo al prezzo della vostra inefficienza e irresponsabilità.Imparate a frequentare un po più i centri di cultura,affari e produzione anzicche farvi ingannare da chi vi vuole offrire ancora qualcosa al bar,sperando che voi vi beviate il cervello e restiate li dove siete..
    Se in italia non si nasce più vuol dire che le previsioni del futuro sono pessime per tutti,colpa di una politica statale che non privilegia la vita e il benessere,colpa di una cultura di cui la gente originaria delle nostre parti è ormai satura,quella del pensare solo al presente che gia di per se è difficilissimo(in dialetti come quello napoletano il tempo futuro non esiste nemmeno).Questa cultura che tanto ci rovina gli immigrati non ce l hanno neppure,hanno solo fame(come auspicava il signor Jobs) e voglia di incominciare.Non vedo di cosa dovremmo aver paura

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