La Bella e la Bestia: il live-action di Bill Condon

La Bella e la Bestia: il live-action di Bill Condon

26 Dicembre 2022

I classici Disney accompagnano l’infanzia di tutte/i e non solo. Si guardano da piccoli/e con stupore, innocenza e voglia di replicare ogni incantesimo credendo fermamente che la magia sia reale; e si riguardano, con sguardo più critico, quando si è adolescenti o adulti provando a rientrare, per qualche ora, in quella bolla di fantasia protettiva e rassicurante tipica della fanciullezza. Non si è mai troppo grandi per lasciarsi trasportare nell’immaginario targato Disney e la casa di produzione lo sa bene. Ed è proprio in quest’ottica che ha deciso, da qualche anno, di puntare sui remake live-action delle storie più amate. Dopo i primi tentativi tra il 1994 e il 2000, la Walt Disney ha riproposto questa prospettiva che dal 2014 in poi ha conquistato il pubblico di ogni fascia d’età. Dopo “Alice nel paese della meraviglie, “La bella addormentata nel bosco”, “Cenerentola” e “Il libro della giungla”, nel 2017 è stata la volta della “La Bella e la Bestia”, da molti/e considerata tra le storie d’amore più romantiche. 

Scritto da Evan Spiliotopoulos e Stephen Chbosky, “La Bella e la Bestia (Beauty and the Beast)” diretto da Bill Condon vanta un cast d’eccezione che comprende Emma Watson e Dan Stevens nei panni dei protagonisti, Luke Evans nel ruolo dello scapolo più ambito Gaston e il premio Oscar Kevin Kline che interpreta Maurice, padre amorevole di Belle. Tra i volti longevi e noti nel mondo cinematografico ritroviamo l’attrice Emma Thompson (Mrs.Bric), Ian McKellen (Tockins), Ewan McGregor (Lumière) e Stanley Tucci (Maestro Cadenza). Una menzione speciale la merita Josh Gad che interpreta Le Tont, compagno d’avventure e spalla sottovalutata di Gaston, primo personaggio dichiaratamente omossessuale comparso in un film Disney. La storia, seppur con qualche differenza e alcune aggiunte, è quella dell’omonimo film d’animazione del 1991, tratto dalla fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. 

I costumi ideati da Jacqueline Durran e il trucco realizzato da Jenny Shircore, Dave Elsey e Lou Elsey catapultano il pubblico direttamente nella Francia del 18°secolo. A compiacere gli/le appassionati/e è soprattutto l’incredibile somiglianza degli abiti indossati dalla coppia durante il ballo, organizzato dalla corte del principe, nella scena significativa della pellicola con quelli del film originale del 1991. L’imbarazzo iniziale, i passi, i colori, la canzone intonata dai due protagonisti, gli sguardi complici e rapiti da così tanto amore, tutti elementi che non stonano nemmeno un po’ con il cartone e si dimostrano all’altezza delle aspettative. Come lo è anche la scena in cui la Bestia, dopo aver deciso di lasciare libera Belle affinché salvi il padre accusato di pazzia dalla gente del villaggio, intona uno sfogo disperato per l’amore perduto considerato più importante di tutta la ricchezza avuta in precedenza. La Disney ci insegna che quando un sentimento è puro trova sempre il modo di trionfare e questa storia non fa eccezione, infatti è Belle che decide di tornare al castello per salvare la Bestia dalle grinfie della gente del villaggio capitanati da Gaston, l’antagonista per eccellenza, che dovrà fare i conti con l’ennesimo e categorico rifiuto di Belle alle sue avance.

Come ogni live-action che si rispetti la reazione del pubblico alla visione di questa nuova trasposizione cinematografica è stata divisa in due estremi: c’è chi l’ha amato alla stregua del cartone e chi l’ha criticato aspramente. Se da un lato la complicità tra i due protagonisti è stata acclamata, dall’altro l’ambientazione è stata ritenuta da molti sfarzosa ed esagerata. La volontà di includere tra le persone del villaggio personalità multietniche per rendere la storia più incline con una mentalità aperta, è stato ritenuto dai più un dettaglio eccessivo ed inutile in quanto, in perfetta linea con la trama originale, la gente del villaggio si mostra a più riprese bigotta e superficiale. Disprezzato anche il castello della Bestia, in pieno stile della corrente del rococò sviluppatosi in Francia nella prima metà del Settecento, che occupa troppo spazio sulla scena con particolari non necessari.

Nemmeno Emma Watson, attrice protagonista del live-action, è stata esanime da critiche. Quella che sarebbe potuta essere, secondo le aspettative, una scelta sicura puntando su una delle attrici più acclamate nel mondo dello spettacolo, si è rivelata un’arma a doppio taglio. Sguardo troppo duro, pose ammiccanti, sopracciglia aggrottate, sono solo alcuni dei commenti negativi che la performance ha ottenuto. Emma Watson non ha prestato solo il volto e la voce nei dialoghi di Belle, ma è stata lei a cantare tutte le canzoni presenti nel film. Anche questa, una scelta poco apprezzata poiché considerata con un colore meno naturale e più artefatto rispetto a quello della Belle del cartone animato.

A far storcere il naso è anche la durata del film di più di due ore, allungata dall’aggiunta di nuove canzoni e dalla volontà di Bill Condon di analizzare di più i personaggi, facendo riscoprire a Belle e al principe Adam/la Bestia un’affinità intellettuale e dando più spazio alle ragioni dietro le azioni molto discutibili di Gaston per riuscire a conquistare Belle. Pur selezionati con cura, il volto degli/le attori/trici che prestano la voce agli oggetti parlanti della corte del castello si scoprono solo nelle battute finali della pellicola quando l’incantesimo viene spezzato e durante il matrimonio della coppia protagonista a cui, per questioni di tempistiche, viene destinato poco spazio. 

Nonostante le critiche, condivisibili o meno, in alcune scene più iconiche – come quella del ballo o quando la Bestia è in fin di vita – lo/la spettatore/trice si lascia lo stesso trasportatore dalle emozioni sperando, come se fosse la prima volta e non conoscesse a memoria la trama, in un lieto fine che non tarda ad arrivare. Riuscire a rendere una storia conosciuta a menadito restituendo al pubblico la stessa sensazione di magia del cartone visto da bambino/a è la conquista più grande raggiunta dal regista Bill Condon e dal cast corale

Se si ha nostalgia dell’infanzia, voglia di essere trasportati in un mondo lontano in cui l’amore trionfa e, allo stesso tempo, di guardare un film con attori/trice in carne ed ossa e non sagome disegnate, “La Bella e la Bestia” live-action calza a pennello


Annaclaudia D’Errico