Illuminare l’arte è arte. Un’opportunità ignorata

Il 15 Novembre alle ore 15.00 la Sala Parlamentino della Camera di Commerio di Napoli, a p.zza Bovio, ospiterà l’incontro “Illuminare l’arte è arte”. L’obiettivo è quello di analizzare le problematiche connesse all’illuminazione delle opere d’arte, con la duplice finalità di esporre e valorizzare i beni artistici e storici di cui è ricco il belpaese e, al contempo, proteggerli dalle radiazioni che possono danneggiarle.

A collaborare per l’organizzazione dell’evento sono stati: il Distretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali (DATABENC), nato proprio per colmare quel vuoto di programmazione strategica sui beni culturali e ambientali che penalizza la Regione Campania; l’Associazione Italiana di Illuminazione (AIDI), da sempre impegnata a favorire lo sviluppo dello studio e della ricerca applicati all’illuminazione; l’ente di formazione napoletano Piemmei, che si occupa della formazione di giovani inoccupati/disoccupati in vari settori; e il Confapi della Campania, la Confederazione Regionale delle Piccole e Medie Imprese di cui fa parte lo stesso ente Piemmei.

Il territorio della regione Campania è forse uno dei più ricchi, nella nostra nazione, dal punto di vista artistico e ambientale; nonostante ciò, il turismo non è tra i settori motori della economia locale perché il patrimonio a disposizione è male sfruttato. Come lo studio delle luci per le opere d’arte e paesaggistiche può influenzare questa situazione?

Se ne è discusso su Unis@und, web radio dell’Università degli Studi di Salerno, nella trasmissione “Alla Ricerca dei Ricercatori”. Laura Bellia, docente della Federico II e presidente di AIDI Campania, Laura Cinquarla della IGuzzini Company, Antonio Alfano della Alfano SpA Impianti di illuminazione e l’ingegnere Mario Bonomo, autore del libro “L’illuminazione delle opere d’arte negli interni. Guida alla progettazione”, collegati telefonicamente, si sono ritrovati ad una virtuale tavola rotonda ad anticipare, e in un certo senso ampliare, quelli che saranno i dibattiti dell’evento “Illuminare l’arte è arte”.

I quattro ospiti hanno dipinto un ritratto a tinte fosche della situazione italiana. E’ intervenuto l’ingegnere Bonomo a dare un tocco di luce e speranza alla situazione italiana, citando come esempio di opere ben riuscite dal punto di vista dell’illuminazione soprattutto progetti realizzati da lui stesso. Piccoli passi sono stati fatti, ma tutti gli ospiti concordano nel dire che nel campo dell’illuminazione si è ben lontani dai livelli di professionalità visti oltralpe.

 

Interno del Museo d’Orsay a Parigi. Riprogettato dall’architetto italiano G. Aulenti, è noto per la perfezione della sua illuminazione sia naturale che artificiale.

In Italia l’illuminazione artificiale per le opere d’arte è ancora fortemente sottovalutata; la manodopera spesso è affidata a persone inesperte, che non comprendono l’importanza della luce nella comprensione di un’opera dal punto di vista del consumatore museale. La fruizione dell’opera richiede una sapiente regia luminosa in grado di capire ed interpretare nel giusto modo il rapporto tra l’opera e la luce. I quattro ospiti hanno dipinto un ritratto a tinte fosche della situazione italiana. E’ intervenuto l’ingegnere Bonomo a dare un tocco di luce e speranza alla situazione italiana, citando come esempio di opere ben riuscite dal punto di vista dell’illuminazione soprattutto progetti realizzati da lui stesso. Piccoli passi sono stati fatti, ma tutti gli ospiti concordano nel dire che nel campo dell’illuminazione si è ben lontani dai livelli di professionalità visti oltralpe. Questo danneggia non solo l’utente finale, a cui tutto il settore turistico  dovrebbe prestare più attenzione, ma l’intero ambito di ricerca che non vede applicati i suoi risultati. Di innovazioni, infatti, ce ne sono state, come fa notare Laura Cinquarla trattando della luce LED, al cui utilizzo ricorrono ormai larga parte dei musei esteri. Incalza, poi, la prof.ssa Bellia, spiegando quanto sia diversificata l’offerta già solo nell’ambito di questo tipo di illuminazione.

Se è vero che l’incontro “Illuminare l’arte è un’arte” si rivolge agli storici dell’arte, ai soprintendenti, ai curatori dei musei, agli allestitori e ai progettisti illuminotecnici, l’ingresso è aperto a tutti. La speranza è che si crei un’utenza museale più informata ed esigente, che possa pretendere un’offerta qualitativamente migliore.

Anna Colacori

Approfondimenti:

– I dieci migliori musei dal punto di vista dell’illuminazione http://luceespazio.blogspot.it/2007/12/una-luce-inimitabile.html
– “Una sensibilità nata col tempo”, storia dello studio dell’illuminazione http://luceespazio.blogspot.it/2007/12/una-luce-inimitabile.html
– L’illuminazione museale sul sito di IGuzzini http://www.iguzzini.com/it/illuminazione_museale

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