De Correctione – Sulla Correzione

X: Periodo strano, vero?

Y: Già, alquanto. Mi sento fuori dal mondo. Puoi spiegarmi perché mi stai facendo sentire in questo modo, frignone?

X: Ok, ora sono davvero sicuro che questo non sia il modo adatto per farmi parlare.

Y: Stai mettendo in dubbio i miei metodi?

X: Oh, si. Tutta questa acidità, queste reazioni spropositate, questi termini altisonanti, non sei esattamente un campione di simpatia.

Y: Beh, mi hai creato te, quindi chissà chi è il simpatico…

X: Mi hai seriamente fatto una sorta di “specchio riflesso”?

Y: Sei così carino quando tenti di temporeggiare…

X: Perdoname, mente, cosa starei facendo io?

Y: Temporeggiando.

X: No entiendo.

Y: E ora ti rifugi come in un guscio…

X: Potresti per una volta, una singola volta, spiegarti per bene?

Y: E menomale che questi stati d’animo son tuoi, oh! Sei confuso, tutto qua.

X: Confuso?

Y: Eh già, mio caro. Quella che stai provando ora è la vera confusione.

X: Ma so esattamente quello che devo fare, ho degli obiettivi a breve termine ben chiari in mente, ho delle passioni ben defi…

Y: Shhh. Appunto.

X: Essendo confuso, non dovrei non sapere cosa fare?

Y: Ti senti spesso fuori dal mondo, cammini in mezzo ad una strada ma non ti pare di essere là, i tuoi pensieri ti assorbono totalmente, i dubbi ti attanagliano.

X: La butto li eh…mi sembra sia la definizione di pensieroso.

Y: E se le passioni che la natura ti ha portato a supportare non fossero abbastanza? E se il motivo per cui continui ad essere scartato sia il tuo stesso comportamento? Altro che le scuse che propini sempre agli altri.

X: Sappiamo entrambi che ciò non è vero.

Y: Ne sei davvero tanto sicuro? Eppure, sembra che tutti stiano riuscendo ad andare avanti, a vivere, ad interessarsi, a provarci. Tutti sembrano aver trovato la propria vocazione, tutti si stanno dannando l’anima per questo…non ti senti abbandonato? Scartato? Violato? Non ti sembra di non poter reggere il passo?

X: Stai tirando fuori da un cilindro artificioso delle conclusioni che stanno né in cielo né in terra, suvvia. Mera questione di tempistiche, tutto qua.

Y: Oh certo, certo, le tempistiche. Perché te sei l’unica persona impegnata su questo, gli altri non fanno altro che perdere tempo, come passioni non hanno altro che l’uscita a ingurgitare panini grandi più della loro testa, vero?

X: Beh…

Y: NIENTE BEH! Lo sai meglio di me che non è vero. Stai sprecando tempo. Tanto tempo. E per cosa? Vederti il tanto agognato episodio al giorno? Fare un sacrario in più a “The Legend Of Zelda”? Questi sarebbero i tuoi progetti e obiettivi a medio termine?

X: Ma sono le mie passioni…

Y: Non ti senti inadeguato? Non ti senti infantile? Nemmeno il cinema, nono, te dovevi prendere la serialità. La tua idea di notizie sono 6-7 recensioni diverse dello stesso gioco.

X: Stai cominciando ad innervosirmi…

Y: Oh, ma davvero? Ma che peccato, mi dispiace così tanto, mi sento meno in colpa del Conte Olaf.

X: (respira profondamente) Da dove comincio?

Y: Uhhhhhh, attenzione, forse ha finito il moccio al naso. O si sarà solidificato totalmente, boh.

X: Sì, mi sento confuso, ok? Di quella confusione che ti prende e ti incatena a terra, come se un peso di 2 tonnellate gravasse su di te. C’è qualcosa che non va e non capisco bene cosa. Può essere semplicemente il caso, ma se tutto dinanzi a me si muove e io rimango fermo, se le situazioni si ripetono e sempre con lo stesso esito, se vengo continuamente scartato e dato per scontato allora non può essere semplice casualità.

Y: Te l’ho detto, amico. Sei rotto.

X: Oh no, “amico”, è qui che ti sbagli. Se io sono rotto, allora il mondo intero non ha nemmeno un atomo integro.

Y: (ammiccando) Mi stai per caso correggendo?

X: Nono, hai detto cose giustissime. Le situazioni si ripetono e io vengo continuamente scartato in un ipotetico aut-aut, le persone sembrano preferire altro a me, alla mia persona, al mio carattere, alle mie abitudini. E quindi? Questo mi renderebbe automaticamente rotto, sbagliato, inadeguato? Assolutamente no. Ciò mi rende particolare. Ho tendenze che vanno in totale contrasto con il gusto dominante dei miei contemporanei, ad un’uscita ad cazzum preferirò sempre un film visto sotto le coperte, ad una laurea veloce protenderò sempre verso le mie tempistiche. Certo, ora vengo additato come asociale e pigro, ma almeno io ho avuto la decenza di non cancellare me stesso sotto questo peso immane che incombe su di noi. Si, perché di decenza si tratta: ho le mie passioni e non ci rinuncerò così facilmente. Non voglio diventare ricco e famoso, non voglio cambiare il mondo, non intendo dare una nuova svolta al pensiero dell’umanità. Preferisco rivedermi “Twin Peaks” e bearmi nel suo squisito carattere soprannaturale o chiedermi per la centesima volta se sia aria quella che sto respirando grazie a “Matrix”. La massa ha la tendenza di un disperato viaggio ai confini del mondo con i mezzi più disparati per una ricerca impossibile di sé stessi? Oh, ma che peccato allora che io conosca perfettamente me stesso, preferisco accendere l’ultimo “Zelda” e farmi un giro per Hyrule, vi giuro come la soddisfazione e la maestosità siano quasi le stesse. Volete continuare a leggervi i libri dei panettieri bergamaschi o di una disturbata che non ha la benché minima idea di cosa sia il sesso? Come volete, io continuo con Ken Follet che mi mostra come costruire una cattedrale. Non osate venire a dirmi come io sia quello rotto. Non osate. Questo è ciò che sono, questo è ciò che amo e su questo costruirò il mio futuro.

Y: Nemmeno lontanamente mi sarei aspettato tanta foga.

X: L’hai voluto tu.

Y: Come faceva quella canzone? “Il mio cuore si trova nella città dell’amore…”

X: “….peccato che a Parigi stia piovendo”

Y: “Per ora sono da solo”

X: “Penso mi piaccia stare da solo”

Luciano Ben Moscariello

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