Collettivo+: arcobaleni all’Unisa

 

Da qualche mese all’Università degli Studi di Salerno è nato il Collettivo+, un movimento studentesco i cui componenti sono studenti e studentesse, membri di associazioni e non, unitesi con l’obbiettivo di far conoscere una prospettiva diversa su tematiche quali la lotta contro la transomofobia, l’obiezione di coscienza, la libertà di decidere sul proprio corpo, il doppio libretto universitario e gli aspetti legati alla sessualità.

Dopo essersi resi promotori l’anno scorso di una mostra contro l’omofobia ed una colazione sociale sulla legge 194, hanno deciso di costituirsi come entità autonoma per cercare di dibattere su temi su cui esistono troppi tabù. Il loro punto di riferimento fisico sarà proprio l’università perché, come dichiarato da Rosaria, membro del Collettivo +, “l’università è un luogo di formazione, ma soprattutto un luogo dove si riesce ad arrivare ai giovani. Vogliamo cominciare a cambiare la polarità del discorso, ad abbattere una serie di stereotipi, una serie di immaginari comuni sull’omosessualità, sulla transessualità, sulla sessualità, proprio a partire dall’università”.

La diversità, l’accettazione, la prevenzione sessuale, sono alcuni dei temi fondamentali per i quali il Collettivo cercherà una forma di dialogo che non si basi su stigmatizzazioni e luoghi comuni ma che dia un vivace colore arcobaleno al discorso. “Noi siamo attualmente in una fascia d’età in cui si è particolarmente esposti al rischio di contrarre malattie sessuali. Quanto si sa oggi del sesso come contraccezione, che può evitare malattie e gravidanze indesiderate? Quanto sappiamo di educazione sessuale? Quanto sappiamo di noi stessi? L’informazione è continua, mai come adesso le informazioni sul sesso sono reperibili, ma cosa abbiamo a disposizione? Pornhub, Youporn. Cioè una serie di stereotipi di sessualità incastrati all’interno di categorie: donna, uomo, omosessuale. Noi vogliamo cercare di scardinarle raccontando semplicemente la realtà delle cose, cioè che non entriamo in nessuna categoria e  che queste categorie sono stereotipate” ha spiegato Rosaria.

Per concretizzare il dibattito su questi temi, si procederà alla creazione di eventi, convocazione di assemblee, discussioni per dare voce a chi nella società del consumo e dell’apparenza viene soltanto etichettato. Un primo passo è stato già compiuto il 25 giugno in Piazza della Costituzione, dove si è svolto l’evento Aperirainbow/ R- Esistiamo e R- Esisteremo, aperitivo seguito dalla prima assemblea pubblica a cui hanno partecipato diversi studenti e studentesse dell’Unisa che si sono espressi su alcuni dei temi sopracitati. “Partecipando all’assemblea pubblica, organizzata per iniziare un percorso volto a creare sempre maggiore sensibilizzazione rispetto a questi temi, ho appreso veramente molte cose. È necessaria una costante informazione in quanto si toccano temi che non hanno a che fare necessariamente con il sesso ma che sono storie di vita. Parlando di Lgbt, dobbiamo sempre ricordare che si tratta innanzitutto di persone che vogliono vedere regolamentata la loro scelta di vita. Esattamente come è possibile per ogni individuo, perché si tratta di un diritto primario e universale che dovrebbe tutelare ogni persona. All’assemblea c’erano anche esponenti di altre realtà associative che hanno deciso di mettere a disposizione le proprie esperienze per costruire una rete comune che parta dall’università per estendersi pian pianoci ha raccontato Giuseppe, attivista del Collettivo+.

Porsi i giusti interrogativi per aiutare a conoscere. Cominciare a cambiare dall’interno. Questi gli obiettivi. Tanti piccoli tasselli che si intersecano tra loro per un fine comune che riguarda ognuno di noi. Conoscere la vita di una persona, il suo vissuto, le emozioni, le abitudini, entrare nel suo mondo, venire a contatto con l’identità di un altro individuo, sono esperienze indispensabili per abbattere gli stereotipi di genere e relativi alla sessualità che tuttora sono impressi in questa società. I membri auspicano una grande partecipazione anche da parte dei docenti e di tutti coloro che lavorano all’interno dell’università in quanto persone ricche di esperienza e in grado di portare un forte contributo.

Il Collettivo spera di abbattere i muri del pregiudizio, che non esistono solo contro gli omosessuali, ma contro chiunque esca fuori dai prototipi che sono comunemente detti normali. E cercherà di farlo proprio all’Università degli Studi di Salerno, provando a coinvolgere gli studenti e le studentesse, perché questi temi non riguardano solo alcuni di noi, ma tutti. E proprio per questo, visto anche il momento storico che stiamo attraversando e la poca corretta e precisa informazione che si fa a riguardo, è indispensabile creare nuovi ambienti dove poter parlare liberamente di contraccettivi e libertà sessuale senza far prevaricare i pregiudizi.

 

Chiara Ugolino